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Estreme Conseguenze

La legge Basaglia ha chiuso i manicomi, ma la salute mentale è trattata ancora come una questione di “ordine pubblico”. Resistono gli abusi, le disuguaglianze dei servizi e le applicazioni distorte sulla contenzione, come dimostra la recente pubblicazione delle nuove linee guida delle Marche. La spesa sanitaria italiana per la cura mentale è tra le più basse d’Europa. E di TSO si può morire.
L’inchiesta di EstremeConseguenze

Spendiamo poco e male. Una media di 75,50 euro pro capite per l’assistenza psichiatrica, residenziale e ospedaliera. Ci sono regioni che investono molto di più, come le province autonome di Trento e Bolzano (6,3%) e la Lombardia. In Sardegna, per esempio, appena 59,40 euro a persona, dove il totale della spesa per la salute mentale nel 2016 è stato del 2,6% rispetto al budget totale della sanità. La regione che ha speso meno è la Basilicata, col 2,2%. Per legge dovrebbe essere il 5%, quindi il doppio.

I numeri dell’ultimo Rapporto sulla Salute Mentale del Ministero della salute ci dicono dunque che, la percentuale definita in un accordo fra Stato e Regioni che risale ad oltre 15 anni fa, è stata ampiamente disattesa dalla maggior parte delle Regioni italiane. Inoltre, se consideriamo quel teorico 5%, non più come percentuale della spesa per la sanità nazionale ma come percentuale del PIL, nel contesto europeo l’Italia si colloca solo poco prima dei Paesi dell’est Europa e risulta molto indietro rispetto ai Paesi del nord Europa. Il costo economico totale dei disordini psichici nei 28 Paesi europei ammonta a oltre 600 miliardi di euro, pari a più del 4% del Pil.

Una gran parte di questi costi riguarda il minor tasso di occupazione e di produttività delle persone con malattia mentale (260 mld di euro pari all’1,6% del Pil) e alle maggiori spese in programmi di sicurezza sociale (1,2% del Pil o 170 mld di euro), mentre il resto riguarda la spesa sanitaria diretta (1,3% del Pil o 190 mld di euro). L’Ocse, nel suo rapporto Health at a Glance Europe 2018, in cui affronta il tema della salute e della spesa sanitaria in Europa in generale, si è concentrata proprio sulla necessità di aumentare maggiormente gli sforzi per promuovere la salute mentale e migliorare la diagnosi precoce e il trattamento delle persone che soffrono di disagio psichico. Politiche più attente in questo senso, dice l’Ocse, migliorerebbero le vite di milioni di cittadini europei. Purtroppo l’Italia, in questo senso, detiene tristi primati: ha posizioni di bassa classifica anche se si considerano solo i letti psichiatrici, dove risulta terzultima con soli 0,09 letti per mille abitanti. Non solo. Il personale dei servizi è stato via via dimezzato. Il tasso di professionisti disponibili ogni 1500 abitanti è passato negli ultimi dieci anni da 0.8 a 0.4. La media di abitanti servita da ciascun Dipartimento di salute mentale era nel 2013 già aumentata di 240 mila persone, rispetto al 2001.

“Il problema non sono i posti letto, ma i percorsi di cura totalmente o quasi inesistenti. Non c’è una linea di indirizzo omogenea, un…

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