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Estreme Conseguenze

“Cos’ha detto? Ha paura che qualcuno di noi possa vendicarsi? Deve smetterla di fare la vittima… di recitare la parte del grande pentito in pericolo. Basta, Felice, fai solo ridere… sai bene che nessuno verrà mai a cercarti”. Sergio Baron, uno dei luogotenenti dell’ex boss della mala del Brenta, Felice Maniero, ha il tono stranamente pacato. “Per le sue menzogne ho scontato 34 anni. Dopo aver preso tutti i soldi ha accusato me e gli altri di reati che aveva commesso lui”.

Dovrebbe avere quantomeno un po’ di rancore nei confronti del suo ex capo, eppure Sergio Baron, al telefono, ridacchia: “Ero in pizzeria con i miei amici quando Maniero ha fatto il suo show. Lui, da solo, tiene la scena. In tv e nella vita. È un poveretto, odiato anche dai suoi stessi figli”.

Maniero era a capo di un’organizzazione piramidale e ramificata che aveva base nelle campagne veneziane del Piovese e che si estendeva su tutto il Veneto, l’unica organizzazione criminale di stampo mafioso del nord Italia. È stato il Totò Riina del Veneto, per intenderci. Il boss che per tre decenni ha terrorizzato le ricche regioni del Nord est, con efferati omicidi e rapine epocali. Si pentì subito dopo l’arresto e con i giudici “concordò” una condanna a 17 anni contro i 33 di una sentenza definitiva. Anni in gran parte scontati fuori dal carcere con obbligo di soggiorno e di firma. Ma questo l’ex boss non lo ha detto durante il suo show televisivo. “Conoscendolo, non ha detto niente”, continua Baron. “Felice tratta e concorda. Pure le interviste. Le sue risposte sono sempre le stesse… è un  copione di menzogne che ha scritto anni fa e che ogni tanto torna a ripetere. Lo fa quando ha bisogno di ottenere qualcosa… dice di essere il boss indiscusso della mala del Brenta. Di aver gestito e deciso. Dice che tutto gli veniva riferito, anche quando era dietro le sbarre. E poi dichiara di non sapere niente di omicidi commessi quando lui era fuori. Assurdo e incoerente. Falso. Ma i magistrati sono sempre rimasti zitti. Nessuno ha pensato che forse di quegli omicidi non vuole dire… lo proteggono, certo. Così com’è certo che c’è stata una trattativa”

Un accordo per ottenere sconti di pena?

“Ha trattato per lasciar fuori dalle indagini e dal carcere la madre, la sorella Noretta e tutto il parentado. Un pentito deve dire tutto e Maniero non lo ha fatto”.

Della madre ha ammesso che portava i soldi in Svizzera…

“Vorrei ammettesse anche altro. Che spiegasse il motivo per cui lui, che ha sempre avuto contatti con i carabinieri, quando ha deciso di pentirsi è andato alla questura…”

Durante l’intervista rilasciata a Roberto Saviano ha parlato della sua passione per i quadri d’arte e ha detto di averne ancora. Che non tutte le opere d’arte comprate in quegli anni sono state sequestrate…

“Ci scommetto che quando sarà chiamato a restituirli – perché qualche magistrato lo farà, prima o poi – saranno sicuramente dei falsi. Così potrà dire che lo hanno truffato. E si…

ALTRE STORIE

NOI E LORO


Editoriale di William Beccaro

Sul mezzo siamo saliti quasi insieme. La sirena ha urlato la chiusura delle porte. Io, essendo entrato al suo seguito, ho atteso che scegliesse quale tra i diversi posti liberi per fiondarmi nell’altro. Lui ha indugiato un po’ più del previsto. Poi ha scelto la panca di destra. Preso posto dal lato opposto, ho avuto la panoramica dei passeggeri. Il caso aveva voluto che da un lato ci fossimo noi e dall’altro, loro, gli altri, i non italiani. Il dubbio che fosse casuale, mi ha spinto a saltare giù alla prima fermata e salire quindi su un altro vagone e così li ho percorsi quasi tutti. Quasi sempre la divisione per cittadinanza si ripeteva. Noi e loro. Una sorta di inquietante apartheid volontaria. Nessuna remora di genere o età: uomini, donne, bambine e bambini mischiati. Ma solo una colorata coerenza bianca da un lato e un arcobaleno di nazioni, etnie, lingue, storie dall’altro. Noi qui, loro lì. Casualità senz’altro. A San Babila, a Milano, le cesate che proteggono i lavori per la nuova linea della metropolitana, sono diventate parete che protegge le case di cartone di qualche disperato. Spesso sono infagottati in una matrioska di coperte, mummie immobili esposte agli occhi dei passanti. Talvolta un piattino invita a lasciare monete. Francesco non c’è mentre passo. Ci sono i suoi cartoni da imballo. Su uno ha scritto la sua storia. Breve, di quella brevità che la rende uguale a tante altre. Ed è forse per questo che ha voluto dagli altri distinguersi

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UNI: L’ISTITUTO INVISIBILE
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L’organizzazione Transparency International posiziona l’Italia al cinquantaquattresimo posto, su centottanta paesi analizzati, per il livello di corruzione nella pubblica amministrazione (www.transparency.org).
Su una scala da zero a cento in cui lo zero indica la…

ABORTO, IL RITORNO DELLE MAMMANE
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Le ostetriche che obiettano superano il 60%, anche a loro nelle scuole di specializzazione non viene insegnato niente che abbia a che fare con la 194. A Roma ci sono 4 scuole di specialità…

LA BORSA E NON LA VITA
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“I fondi per farmaci innovativi per la cura dell’Epatite C verranno destinati ai rinnovi contrattuali del personale dipendente del Servizio sanitario Nazionale”. Così ha detto in commissione Affari Sociali il sottosegretario alla Salute Maurizio…

Minori a rendere
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Esistono più falle nel sistema di affidamento, su chi e come si vigila sui minori tolti ai genitori. La disgregazione familiare dovrebbe essere l’extrema ratio e l’affido, temporaneo. Ma di fatto gli esiti dell’affido…

MSF: “A Moria è emergenza umanitaria, fate qualcosa”
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C’è un campo di concentramento in Europa che si chiama Moria dove 9mila persone lottano ogni giorno per sopravvivere. “Siamo all’emergenza umanitaria. aiutateci. parlatene. Ci sono bambini che tentano il suicidio. Le persone sono allo…

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Esiste un traffico illegale di organi in Italia? Ufficialmente no, formalmente sì. Perché ci sono persone che, anche nel nostro paese, tentano di cedere illegalmente i loro organi per soldi.

Il Signor Ferrari (nome di fantasia) ci ha contattato per disperazione. Aveva pattuito una cifra di 40mila euro per farsi espiantare e vendere un rene. Titolare di un’impresa a conduzione familiare e in grave difficoltà economica, era finito nelle mani dell’usura. Non potendo pagare, per evitare ritorsioni si è affacciato al dark web dove si trova di tutto, anche il commercio illegale di organi. Gli è stata offerta una soluzione: dacci un rene. Il Signor Ferrari ha accettato. L’espianto si è svolto in Italia. La cifra pattuita era appunto di 40mila euro, pagamento in bitcoin. Alla fine lo hanno truffato, perché ha ricevuto solo un saldo di 10mila euro. Ma il rene glielo hanno tolto. Questo è successo in Italia, un anno e mezzo fa.

Lo racconta a EstremeConseguenze l’avvocato Marco Martello di Emergenza Legalità Onlus. Sulla vicenda c’è un’indagine in corso: vendere un organo per denaro nel nostro paese è infatti un reato gravissimo. Data la delicatezza dell’indagine l’avvocato Martello…

“Anche quest’anno ricorrono i morti. Speriamo vinca mio nonno”: recitava una consumata freddura di basso cabaret. Se è vero che il culto dei morti è lo specchio fedele di una civiltà, la ricorrenza della commemorazione dei defunti 2018 restituisce una fotografia precisa dell’Italia di oggi. Anche se nei prossimi giorni tanta gente andrà a salutare la tomba di un proprio caro, i cimiteri italiani stanno morendo. La morte non è più un fatto sociale, com’è
De Luca / Ott 31
“MITTAL? PEGGIO DEI RIVA”
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Riccardo Casamassima, il militare che ha permesso di riaprire il processo per la morte di Stefano Cucchi, racconta il colloquio con il maresciallo Roberto Mandolini: Il comandante disse che i suoi ragazzi avevano massacrato…

Divise Fragili
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NORD EST, MIRACOLO AVVELENATO
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Estreme Conseguenze pubblica le ultime ricerche sulla contaminazione da sostanze chimiche del bacino idrico veneto nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo, un’area di oltre 200 chilometri che conta 350mila abitanti. Per l’Istituto…