Italia record negativo per l’epatite virale. Tutti i numeri e il confronto con l’Europa

Giornalista

Scrivi all'autore | Pubblicato il 04 settembre 2018
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Il nostro Paese, con 2.900 morti, pari a quasi il 40% del totale dell’Unione Europea, e in crescita di 65 decessi rispetto al 2014, è al vertice della graduatoria riferita alle vittime per epatite virale. Dietro di esso si posizionano la Germania (960 decessi), la Spagna (900 decessi) e la Francia (600 decessi).

L’epatite virale uccide. E uccide quasi sette volte di più dell’AIDS. E in molti ancora non si sanno come si trasmette il virus. Un dato tanto forte quanto quello fornito da Eurostat che mette l’Italia in cima alla classifica europea per il numero di persone morte a causa di Epatite C. I dati – seppur riferiti al 2015 – parlano chiaro: in Italia si muore per epatite quasi 5 volte di più che in Francia -dove si pensa ad uno screening universale – tre volte più che in Germania e Spagna. Il nostro Paese, con 2.900 morti, pari a quasi il 40% del totale dell’Unione Europea, e in crescita di 65 decessi rispetto al 2014, è al vertice della graduatoria riferita alle vittime per epatite virale. Dietro di esso si posizionano la Germania (960 decessi), la Spagna (900 decessi) e la Francia (600 decessi).

Ma, numeri alla mano, i 40 morti per milione d’abitanti fanno sì che l’Italia registri pure il tasso più alto fra tutti gli Stati membri della Ue.
Delle 5,2 milioni di morti registrate all’interno della Ue nel 2015, 7.300 erano dovute ad epatite virale (i due terzi relative a persone over 65); con uomini e donne  (3.900 decessi nella prima fascia, 3.400 nella seconda fascia) colpiti in modo pressoché identico. Valori rimasti quasi immutati dall’inizio delle rilevazioni Eurostat nel 2011. Valori commentati così da Ivan Gardini, presidente di Epac Onlus “che l’italia sia il paese europeo con il più alto tasso di mortalità da HCV è noto da tempo e non ci vedo nessuna novità. Il punto è che i numeri vanno calcolati sulle mortalità di decessi da cirrosi e  tumori del fegato prima di tutto, con percentuali stabilite dalla comunità scientifica, poiché proprio HCV è il fattore eziologico che causa tali sviluppi fatali della malattia,  e quindi il tasso di mortalità a noi risulta molto più elevato, circa 10.000 decessi (ultimi dati ISTAT 2015). Le nostre stime, pubblicate nei nostri report, non sono mai state smentite. Ovviamente questo metodo di calcolo alza la mortalità anche degli altri paesi europei.

Infatti, dopo i 40 morti per milione d’abitanti dell’Italia il tasso di maggior rilievo ‘tocca’ all’Austria (31 per milione); quindi alla Lettonia (26 per milione), all’Ungheria (21) e alla Spagna (19). Di ben altro impatto le cifre riferite a Malta (zero casi di epatite nel 2015), Slovenia e Finlandia (1 solo decesso per milione d’abitanti), Bulgaria e Danimarca (3), Paesi Bassi e Repubblica Ceca (4). Il tasso di mortalità per epatite virale a livello dell’intera Ue nel 2015 è stato invece pari a 14 decessi per milione d’abitanti.

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Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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