Droga: “La polizia davanti alle scuole è inutile. Anzi, dannosa”

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Scrivi all'autore | Pubblicato il 08 settembre 2018
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“Lavoro nell’ambito delle tossicodipendenze e dell’abuso di sostanze da 40 anni. Non ho mai conosciuto un pusher che si alzi alle 7 del mattino per andare a spacciare davanti a una scuola. Non è certo davanti alle scuole che c’è lo spaccio. E anche i controlli con i cani antidroga nelle classi sono inutili. I cani non sentono l’Extasy o altre droghe sintetiche, che sono il vero problema tra i ragazzi. Per non parlare delle droghe pesanti come l’eroina, il cui consumo è purtroppo in crescita. Quelli che portano hascisc o marijuana a scuola per spacciare sono pochissimi. La stragrande maggioranza dei ragazzi ha in tasca 20/30 euro di sostanza per consumo personale e la portano a scuola perché hanno paura che a casa la madre, rifacendo la cameretta, la scopra”. EC ha intervistato Salvatore Giancane, medico e tossicologo del Ser.t di Bologna, professore a contratto della Scuola di specializzazione in psichiatria, tra i fondatori della Società Italiana Tossicodipendenze. 40 anni di esperienza sul campo, sulla strada, nelle carceri.  Ha una lunghissima esperienza nella cura e nell’assistenza ai tossicodipendenti da eroina, da oltre venti anni si occupa di riduzione del danno. 

Giancane, con Ernesto De Bernardis. ha anche ideato Geoverdose http://www.geoverdose.it/chi-siamo/

“Nella lotta alle dipendenze e al consumo di droghe – continua Giancane – siamo tornati indietro di molti anni. Siamo sospesi tra incuria e demagogia. Incuria dei progressisti, che nei governi degli ultimi anni hanno abbandonato il tema limitandosi a cambiare qualche funzionario. L’ultima conferenza nazionale sulle droghe degna di questo nome si è tenuta 9 anni fa. Per legge si deve tenere ogni tre anni. Da questo punto di vista i governi passati e quello attuale hanno violato e stanno violando la legge. Pensiamo veramente che sia prevenzione andare con i cani nelle scuole? Quei pochissimi che vengono beccati è un miracolo se non diventano davvero dei tossici. Prima si ‘sputtanano’ davanti ai compagni, poi vengono chiamati i genitori, poi lo psicologo, poi si attiva la Prefettura e l’invio ai servizi di cura. Tutto per un comportamento che magari dopo un anno sarebbe cessato spontaneamente. I cani, la polizia davanti alle scuole con la prevenzione non c’entrano assolutamente nulla. Piuttosto si dovrebbe pensare a un’ora di insegnamento sull’abuso delle sostanze. Una materia scolastica vera e propria, con tanto di profitto. Spiegare ai ragazzi, a partire dalle Medie, gli effetti, le differenze tra le sostanze, iniziando da alcool e tabacco, con un approccio scientifico, asettico, non moralista. Non è vero che le droghe sono tutte uguali. Anzi, sono tutte diverse. È inutile dire che la cannabis fa male come l’eroina per alzare il livello di attenzione sulla cannabis, perché quello che ottieni è abbassare il livello di attenzione sull’eroina. Che oggi si fuma, sopratutto. O si mischia con la coca, che si trova ovunque. L’ignoranza sul mondo delle droghe uccide molto di più delle sostanze”. 

Secondo l’ultima relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze nel nostro Paese (2017 – dati ufficiali del Viminale, Ministero Sanità, Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Difesa, Regioni, Comuni, Province, Istituto Sanità e molti altri) nel 2016 almeno 650mila studenti hanno fatto uso di una sostanza psicoattiva nel corso dell’anno, 800mila quelli che hanno dichiarato di averla provata almeno una volta nella vita. Ai consumatori, saltuari o abitudinari, è stato chiesto anche dove reperiscono le droghe: sia per cannabis che cocaina che eroina o altre sostanze di sintesi circa il 40% indica come principale fonte di approvvigionamento la casa dello spacciatore, il 38% la strada e il resto diviso più o meno equamente tra discoteche, locali, concerti, feste private. 

http://www.politicheantidroga.gov.it/media/2153/relazione-al-parlamento_2017.pdf

 

(foto: giornaledibrescia.it)

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Giornalista

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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