Geoverdose: la mappa italiana delle vittime per abuso di droghe

Giornalista

Scrivi all'autore | Pubblicato il 08 settembre 2018
5 minuti

Estreme Conseguenze collabora con il sito http://www.geoverdose.it.

Abbiamo deciso di ospitare questo sito in maniera continuativa sulle nostre pagine per contribuire alle politiche di prevenzione e di riduzione del danno sulle droghe, fenomeno in costante aumento nel nostro Paese.

Solo due giorni fa l’ultima vittima per overdose nell’ormai tristemente nota Rogoredo. I morti a settembre 2017 qui sono già sei, arrivando così alla stessa cifra di tutte le vittime del 2018. Se ne è andato un 25enne di origini ucraine, arrivato già cadavere al pronto soccorso del Policlinico.

Che cosa è Geoverdose?

Lo racconta Salvatore Giancane ( ), fondatore del progetto insieme a Ernesto De Bernardis (http://www.geoverdose.it/chi-siamo/)

“L’idea ci è nata scoprendo un sito americano, LostLove, creato da un ragazzo che aveva perso per overdose la propria fidanzata. Abbiamo creato uno strumento aperto a tutti per monitorare il fenomeno delle overdose da sostanze nel nostro paese perchè i rapporti ufficiali escono anno dopo anno mentre per monitorare il fenomeno serve uno strumento che dia informazioni quasi in tempo reale. Perché il mondo del consumo di droghe è veloce, muta in fretta, ed è importante per noi capire cosa succede sul territorio, dove si verificano dei picchi di crisi, dove si sposta il mercato.

Analizziamo e pubblichiamo tutte le notizie per morti dovute a eccesso e abuso di sostanze, utilizziamo notizie che compaiono sulla carta stampata o sul web. Certamente non abbiamo tutti i dati, nelle grandi città in particolare spesso una morte per overdose non è nemmeno una notizia da pubblicare, ma possiamo dire che il nostro grado di affidabilità è all’80-90%. Siamo diventati una fonte credibile anche per le istituzioni. La nostra mappa non è solo importante per gli eventi in se, ovvero il conto delle vittime, ma raccogliamo dati anche sulle circostanze. Dove è avvenuto l’episodio (vicino a una stazione, in auto, in un albergo, da soli o in compagnia, se c’è stato un mix di sostanze e, se possiamo, indichiamo quali etc). In questo modo disegnano una mappa che fa riferimento anche alle circostanze del decesso e questo è importante per la prevenzione”.

-Perché l’eroina continua a diffondersi, specialmente tra i giovanissimi?

“Il mercato dell’eroina – continua Giancane – si è modificato molto negli ultimi anni. Partiamo dalla produzione di oppio che negli ultimi dieci anni si è decuplicata. Solo nel 2016 la produzione di oppio in Afghanistan è cresciuta dell’87%, 9mila tonnellate pronte a essere immerse sul mercato. Vuol dire tantissima merce di ottima qualità da smerciare a prezzi sempre più bassi. Negli ultimi anni il delta tra il costo della cannabis e quello dell’eroina è stato spaventoso: se 20 anni fa con quello che serviva per 1 grammo di eroina potevi comprarti 15/20 grammi di cannabis oggi il rapporto è quasi alla pari. Le rotte dello spaccio sono cambiate. Mafia e Ndrangheta hanno abbandonato l’eroina per concentrarsi sulla cocaina. In particolare è la Ndrangheta oggi a gestire e a decidere il prezzo della cocaina, l’unica organizzazione al mondo in grado di non dover pagare ai produttori il materiale sequestrato perché già compreso nel prezzo di acquisto come voce di ‘rischio’. L’eroina segue rotte diverse: dalla Nigeria, dai Balcani. Il prodotto che arriva dai Balcani, in mano a slavi e albanesi, subisce più passaggi, più tagli, quindi è meno puro. Il prodotto nigeriano arriva direttamente nel nostro paese, con un tasso di purezza molto più alto. I quantitativi sono generalmente piccoli. Difficilmente un carino di eroina supera i 10kg, mentre per la cocaina parliamo di tonnellate. L’eroina viaggia su mezzi più piccoli, spesso con ‘passatori’ che la ingeriscono. Insomma tutta la catena è meno costosa, più leggera, e questo contribuisce alla riduzione del prezzo. Le piccole e medie organizzazioni sul territorio, generalmente di nordafricani, che gestiscono lo spaccio al dettaglio come nel caso di Rogoredo a Milano non danno particolare fastidio alle grandi famiglie della Ndrangheta o della camorra. Lasciano fare. E poi l’eroina viene sempre più fumata o mischiata con la coca, sempre meno iniettata. L’allarme sociale è sceso anche perché sono oggettivamente diminuiti i ‘tossici’ nei centri urbani. Ma certo il fenomeno tra i giovanissimi è in aumento perché con soli 5 euro puoi farti una tirata”. 

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Giornalista

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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