L’ex Nar Gilberto Cavallini è stato  condannato a diversi ergastoli per attività terroristica, rapine e omicidi. A Milano, il  27 aprile del 1976, accoltellò a morte il giovane studente di sinistra Gaetano Amoroso, militante del Comitato Antifascista; nel maggio del 1980 partecipò all’omicidio dell’appuntato Franco Evangelista, detto Serpico e, sempre a Roma, un mese dopo, il 23 giugno del 1980, all’omicidio  del sostituto procuratore Mario Amato.Il magistrato era senza scorta, in attesa di un autobus che lo avrebbe portato in Piazzale Clodio, in tribunale. Cavallini arrivò alle sue spalle e lo uccise con un colpo di pistola alla nuca. Ad aspettarlo, poco distante,  su una moto, c’era  Luigi Ciavardini,  condannato con Giusva Fioravanti e Francesca Mambro per la strage di Bologna. Il giudice Amato conduceva le principali inchieste sui movimenti eversivi e  stava ricostruendo le connessioni tra gruppi di destra, Banda della Magliana,   sottobosco finanziario-economico e potere pubblico. Il magistrato aveva ereditato le indagini già assegnate a Vittorio Occorsio, assassinato, nel 1976, da Ordine Nuovo. Aveva anche scoperto il clamoroso “protocollo 7125, numero 21950” del 27 agosto 1976: un incartamento dei Servizi di Sicurezza, che rivelava la riorganizzazione di Ordine Nuovo, messo al bando nel 1973.

Dopo l’omicidio Amato, il 21 ottobre 1981 –  assieme ad Alessandro Alibrandi, Francesca Mambro, Giorgio Vale, Stefano Soderini e Walter Sordi – Gilberto Cavallini uccise in un agguato nei pressi di Acilia il capitano della Digos Francesco Straullu, di 26 anni, che aveva lavorato per smascherare i membri dell’eversione nera. Nell’azione rimase ucciso anche l’agente Ciriaco Di Roma.

Il 19 ottobre 1989, Cavallini viene accusato, insieme a  Valerio Fioravanti, dell’omicidio di Piersanti Mattarella, quindicesimo Presidente della Regione siciliana, ucciso il giorno dell’Epifania del 1980 in Via della Libertà  a Palermo. A riconoscere Fioravanti è Irma Chiazzese, la moglie diPiersanti Mattarella. E ci sono le dichiarazioni dei pentiti: “Mio fratello e Gilberto Cavallini hanno eseguito l’omicidio Mattarella per ottenere favori per l’evasione di Concutelli dal carcere dell’Ucciardone…”, dichiarò Cristiano Fioravanti. “E’  stato Valerio a dirmi che avevano ucciso un politico siciliano… C’è stata una riunione in casa di Ciccio Mangiameli di Terza posizione, cui aveva partecipato uno della Regione Sicilia che aveva dato le dritte”. E ancora:  “In quello stesso periodo impegnato a Palermo nel piano di evasione di Concutelli c’era Massimo Carminati, amico di mio fratello…”.  Massimo Carminati, oggi in carcere per  Mafia capitale con una condanna a 14 anni e un’accusa di associazione mafiosa: “organizzò l’agguato”, dissero due testimoni eccellenti. “Partecipò all’omicidio come sentinella”, disse il fascista Angelo Izzo.

Nel 1995 furono condannati all’ergastolo come mandanti dell’omicidio  di Piersanti Mattarella  i boss della cupola mafiosa Totò Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò,  Francesco Madonia e Nenè Geraci. I pentiti “neri” Pellegriti e Izzo furono riconosciuti colpevoli di calunnia e condannati a  quattro anni. Assolti Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini. La richiesta di assoluzione fu fatta dall’allora pm palermitano Giuseppe Pignatone, oggi procuratore a Roma.

Condividi questo articolo:

Giornalista e scrittrice

Raffaella Fanelli ha collaborato con numerose testate, tra le quali La Repubblica, Sette, Panorama, Oggi, e altrettante trasmissioni televisive, da Chi l'ha visto? a Quarto Grado a Lineagialla. Con Aliberti ha pubblicato Al di là di ogni ragionevole dubbio, il delitto di Via Poma, con EdizioniANordest Intervista a Cosa Nostra e con Chiarelettere La Verità del Freddo. Al libro intervista a Maurizio Abbatino è stato assegnato il premio internazionale al giornalismo d'inchiesta "Javier Valdez" 2018.

Commenta con Facebook