ILVA: ERA DEL SINDACO L’AZIENDA CHE TRASPORTA L’ACCIAIO

Dopo l'accordo firmato con Mittal, si pensa alla bonifica. Per la copertura dei parchi minerali l'investimento complessivo è di 300 milioni di euro. L'acciaio utilizzato sarà prodotto all'Ilva e lavorato in Friuli Venezia Giulia. Chi lo trasporterà?

Giornalista e scrittrice

Scrivi all'autore | Pubblicato il 12 settembre 2018
8 minuti

Accordo fatto. Per il bene dell’Ilva. Lo scorso 6 settembre al ministero dello Sviluppo economico è stata  firmata l’intesa che salva tutti i posti di lavoro e tutela i diritti acquisiti. “Anche quelli di Banca Intesa… Uno dei decreti salva Ilva ha sancito la priorità dei crediti delle banche – pari a un miliardo e mezzo di euro –  su quelli dei fornitori e dell’indotto, creando un canale preferenziale che andrà a garantire Banca Intesa, la maggiore banca esposta con un credito pari a un miliardo di euro… L’accordo non è mai stato in bilico. I tavoli, i rinvii urlati e le verifiche richieste sono stati soltanto un grande imbroglio”. A dirlo una persona vicina all’entourage del sindaco di Taranto, che ci chiede l’anonimato. E non per i  suoi commenti sull’intesa raggiunta a Roma bensì sulle  notizie che riguardano il  primo cittadino della città pugliese, Rinaldo Melucci. Una fonte attendibile che ci  rivela di colloqui segreti, di una commessa certa  e di cambi di rotta. Di aziende con soci indagati per frode fiscale, di cambi di denominazione e cessioni di quote… “Melucci, il sindaco di Taranto aveva quote in un’azienda di trasporto marittimo, la Melucci Shipping…  quote poi sparite, passate a un suo socio, probabilmente… ma prima  di cederle ha  cambiato nome alla società. Ed è a questa azienda che è arrivata una commessa per trasporto su gomma dalla Cimolai spa di Pordenone, l’azienda incaricata della bonifica dei parchi minerali di Taranto… Tutto questo dopo un’amichevole chiacchierata del sindaco con l’ex ministro Calenda”.

Dichiarazioni importanti e dimostrabili carte alla mano. Le carte di una visura che abbiamo richiesto alla Camera di Commercio di Taranto in data 30 agosto 2018.  Poco si sa invece “dell’amichevole chiacchierata”, di un secondo incontro rivelato dalla nostra fonte, segreto e successivo alla  visita a sorpresa, ma  pubblica,  di Carlo Calenda – ministro dello Sviluppo economico dal 10 maggio 2016 al 1° giugno 2018, prima nel governo Renzi e poi riconfermato  in carica nel governo Gentiloni –  al sindaco Rinaldo Melucci. Dell’incontro ufficiale siamo certi, e a quello ci fermiamo.

L’ex ministro si è  recato a Taranto per affrontare la spinosa vicenda Ilva, prima dell’accordo, e questo nessuno può metterlo in dubbio. Fuori dal “Palazzo di città” che ospita il primo cittadino,  giornalisti e cameraman sono rimasti in attesa per strappare dichiarazioni e immortalare sorrisi. Fuori, appunto. Del colloquio poco si sa.  Di certo si è parlato di Ilva. Di certo dopo la chiacchierata che immaginiamo interessante (o dopo un secondo incontro non pubblico, come sostiene la nostra fonte) il primo cittadino di Taranto ha cambiato bandiera. O meglio rotta, per restare in tema con la Meridian Shipping, l’azienda che si è guadagnata per meriti la commessa della Cimolai.

In questa nuova azienda il sindaco  di Taranto non compare come socio. Perché lui, che è stato anche un noto imprenditore,   nel pieno rispetto della sua città e dei suoi concittadini, ha ceduto quote, onori e oneri. Oneri, soprattutto. Dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio emerge infatti che  la Melucci Shipping srl, società nata nel  2015 ha chiuso il suo primo anno di esercizio  con un utile di appena 3.569 euro arrivando al 31 dicembre 2016  con una perdita di 37.952 euro e un indebitamento di 70.881 euro. E’ tale sfortunata azienda che cede il passo alla  Meridian Shipping & Chartering srl con partecipazioni in altre due società.  E che vanta come prezioso collaboratore il padre del sindaco, Adolfo Melucci.

La Meridian, come si apprende dal certificato camerale, risulta controllata per il 70%  dalla Multi Marine Services srl, azienda con sede a Savona. E di proprietà di tal Fulvio  Carlini,  un broker che agli inizi del 2017  viene accusato di frode fiscale nell’ambito di una mega-inchiesta condotta dal  Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Genova. Che la procura del capoluogo ligure abbia sequestrato al  broker Carlini, in via preventiva,   qualche  milione di euro,  a noi interessa poco (o quasi), importanti sono invece i nomi della famiglia Melucci. Che cedono quote e rapidamente si dissolvono dall’azienda che, miracolata o solo fortunata, si porta a casa una commessa della Cimolai impegnata nell’area del siderurgico per un’altra commessa pari a 300 milioni di euro.  Che l’azienda tarantina sia stata scelta  per trasportare l’acciaio dell’Ilva da chi sta realizzando i lavori di bonifica, l’ingegner Luigi Cimolai, ci lascia alquanto perplessi. Leggendo il codice etico dell’azienda che fa capo all’integerrimo ingegnere, la scelta di soci e collaboratori è dichiaratamente attenta e selettiva: per erigersi a partner della Cimolai il curriculum deve essere puro e immacolato, e  l’accusa di frode fiscale piombata su Fulvio Carlini avrebbe già dovuto escludere la Meridian.

Di questa commessa, della scelta (corretta) di sindaco e famiglia di dileguarsi dalla Meridian avremmo voluto parlare col primo cittadino di Taranto, Rinaldo Melucci. Ma inutili sono state le telefonate e i messaggi al suo ufficio stampa prima e al diretto interessato poi. A noi di Estreme ConseguenzeRinaldo Melucci non ha concesso neanche una chiacchierata telefonica.  “Perché il sindaco può decidere con chi parlare… A lui non piace la tua faccia, non piace la tua voce. Quindi può dirti di no”.  Questa la risposta dell’addetta stampa, Doriana Imbimbo. Bene. Ci piacerebbe però capire se è normale chiedere informazioni  all’ordine regionale. Perché è questo che ci dicono di aver fatto dagli uffici del Palazzo di città. E soprattutto saremmo curiosi di capire chi all’interno dell’ordine ragguaglia su testate e giornalisti. All’insaputa del suo presidente, ovviamente.   C’è davvero una lista di proscrizione? Ci sono nomi non ammessi alla residenza municipale? Parrebbe di sì.

Con certezza di non potere essere smentiti scriviamo che immediatamente dopo il summit (ufficiale) ministro-sindaco, Rinaldo Melucci  ha preso le distanze dalle dichiarazioni del governatore delle regione Puglia, Michele Emiliano. Tanto che a intesa raggiunta a un fortunato e accreditato collega ha dichiarato: “Ha prevalso il buon senso in tutti… Taranto può finalmente guardare al futuro con maggiore fiducia”. Insomma, tutti felici. E’  stato fatto l’interesse esclusivo della comunità ionica. Sono i tarantini a non capirlo.

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Giornalista e scrittrice

Raffaella Fanelli ha collaborato con numerose testate, tra le quali La Repubblica, Sette, Panorama, Oggi, e altrettante trasmissioni televisive, da Chi l'ha visto? a Quarto Grado a Lineagialla. Con Aliberti ha pubblicato Al di là di ogni ragionevole dubbio, il delitto di Via Poma, con EdizioniANordest Intervista a Cosa Nostra e con Chiarelettere La Verità del Freddo. Al libro intervista a Maurizio Abbatino è stato assegnato il premio internazionale al giornalismo d'inchiesta "Javier Valdez" 2018.

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