Si avvicina il rinvio a giudizio per gli imputati del DNA-gate sardo. Primo processo al mondo per violazione della privacy genetica

Giornalista

Scrivi all'autore | Pubblicato il 12 settembre 2018
5 minuti

Ci sono 14mila abitanti in provetta che aspettano di conoscere il loro destino in un magazzino di Perdasdefogu, in Ogliastra. Parliamo del DNA-gate sardo, il primo caso al mondo in cui un patrimonio genetico di una intera popolazione diventa proprietà privata, per essere poi sequestrato. Il processo, iniziato nel 2016, sta per arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio per 20 persone. In maggioranza per ‘violazione della Privacy’, si tratta di amministratori pubblici (tra cui diversi Sindaci della zona) e ex funzionari della ShareDNA). Più pesanti le accuse per il medico cagliaritano  Mario Pirastu, già Direttore dell’Istituto di Genetica del CNR, direttore scientifico del progetto ShareDNA. Fu lui a far trasferire nel capoluogo le provette per ‘motivi di ricerca’. 

E’ accusato di furto. Per la chiusura del procedimento ci vorrà ancora almeno un anno “ma vogliamo arrivare a sentenza” dice il PM Biagio Mazzeo della procura di Lanusei che conduce l’inchiesta.

Mazzeo lavora con precisione, è meticoloso, è sua anche l’inchiesta sui veleni di Quirra (link interno). Sa di avere tra le mani qualcosa di speciale.

“Credo non esistano altri casi al mondo come questo – dice a EC – e anche il futuro di queste provette è incerto. Dove andranno quando ci sarà la sentenza? TizianaLife, che acquistò all’asta la banca del DNA, avanza pretese. Ma il Garante della Privacy Soro ha già chiarito che per poter tornare in possesso delle provette TizianaLife deve chiedere un consenso firmato agli interessati. E’ una partita interessante, pone diverse questioni di etica e non solo”.

Quella del DNA è una partita cruciale dove i grandi gruppi industriali stanno investendo miliardi. Questo l’ultimo esempio, recentissimo https://www.agi.it/cronaca/nestle_dna_alimentazione_cibo-4337809/news/2018-09-03/

La banca dati del DNA dell’Ogliastra fa gola. Perché le 25 mila provette contengono i dati biometrici di 14mila persone. Non sono persone qualunque. L’Ogliastra è la seconda regione al mondo dove gli uomini (intesi come maschi adulti) vivono di più. Solo in Ogliastra e in una regione del Giappone (vedi sopra) c’è un tasso così alto di longevità, soprattutto maschile. Nessuno sa perché. L’aria, l’acqua, i venti, la media altitudine con il mare vicino, lo stile di vita, la dieta. fatto sta che quel DNA è ancora più unico e speciale. E infatti il progetto Parco Genos, finanziato all’epoca da Renato Soru, voleva proprio studiare questa miracolosa caratteristica delle genti di Jertzu, Villagrande, Arzana, Seui, Urzulei, Ulassai. 

Andiamo con ordine. 

Nel 2000 Renato Soru, fondatore di Tiscali, decide di fondare la società ShareDNA per la ricerca scientifica. Le popolazioni ogliastrine sono già nel mirino, inizia la raccolta dei campioni, nasce il Parco Genos. ShareDNA fallisce e va all’asta. Viene rilevata da TizianaLife, azienda inglese dai contorni poco chiari e dalle finalità ambigue.  La banca del DNA finisce così in mani private. E’ legittimo che un’azienda privata disponga della storia genetica di 14mila persone, per di più ‘speciali’ e che il DNA sia comprato e venduto come fossero sedie da ufficio? Secondo il giudice, che da ragione a TizianaLife, sì. 

Nell’agosto del 2016 un dipendente del Parco Genos si accorge che le provette sono sparite. Vengono ritrovate nell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. Parte l’inchiesta, si arriva al sequestro del materiale. Inizia il procedimento e ora siamo vicini al rinvio a giudizio. E’ il primo caso al mondo di processo per ‘violazione della privacy genetica’ http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/01/12/furto-dna-sardi-stop-garante-a-uso-dati_863a60b3-8cb9-4b03-8be8-3af91b3cd06e.html

Perché il DNA delle popolazioni ogliastrine è così importante? Perché ha caratteristiche uniche. Non solo può contenere informazioni preziosissime e uniche sui meccanismi che possono favorire una maggiore longevità, ha anche altre caratteristiche uniche: dato l’isolamento in cui vivevano quelle popolazioni, il loro DNA contiene ‘pezzi’ di un passato antichissimo che altrove sono andati diluendosi. Informazioni di un patrimonio genetico di decine di migliaia di anni fa che sono rimaste nel corredo dei centenari sardi. Per la ricerca, un’autentica miniera. Per le case farmaceutiche altrettanto 

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2013/08/02/news/le_origini_dell_uomo_europeo_e_non_solo_scritte_nel_dna_dei_sardi-1766551/

 

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Giornalista

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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