AGGRESSIONE A COPPIA VERONESE: ULTIMO EPISODIO DI UN’ITALIA OMOFOBA

Redazione Estreme Conseguenze.

Scrivi all'autore | Pubblicato il 14 settembre 2018
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“Volevano bruciarci vivi, abbiamo paura, siamo scappati. Non sappiamo se e quando torneremo a Verona”. Parla Angelo Amato, 59 anni, compagno di Andrea Gardoni, 23 anni. I due, sposati nel 2015, hanno subito un’aggressione di chiara matrice omofoba nella notte tra mercoledì e giovedì nella loro casa di Stallavena, nella provincia di Verona. “Verso le 2:00 – ci ha raccontato Angelo Amato – Andrea ha sentito dei rumori e ha aperto la porta di casa. Si è trovato di fronte un’ombra (poi descritta come un uomo alto in abiti scuri) che, senza dire nulla, gli ha lanciato addosso della benzina ed è poi scappato via”.
“Scivolato a terra, Andrea non ha subito capito di cosa si trattasse ma ha sentito un forte bruciore al viso, agli occhi e alla gola”. Condotto in ospedale, Andrea ha rischiato una lesione alla retina ma i medici, che gli hanno riscontrato alcune contusioni, hanno escluso il pericolo. Le mura della loro casa sono state imbrattate con svastiche e scritte inequivocabili: “Culattoni bruciate”, “vi metteremo tutti nelle camere a gas”.
“La speranza – dice ancora Andrea – è che dalle scritte si riesca a risalire all’identità dai colpevoli. Stiamo vivendo malissimo, lontani dalla nostra casa, dalla nostra vita”.
“Credo che sia stata una vendetta del gruppo legato ai fatti dello scorso agosto in piazza Brà. Non posso metterci la mano sul fuoco,ma secondo me sono venuti da fuori. Siamo un paese accogliente e solidale e questo fatto ci ha colpito tutti”. A dirlo è il primo cittadino di Grezzana Arturo Alberti: “Siamo pronti ad aiutare in ogni modo la coppia anche eventualmente concordando con i Carabinieri una qualche forma di protezione. Noi li accogliamo a braccia aperte e non sono certo l’unica coppia omosessuale del paese. Non facciamone un caso politico, non strumentalizzerei quei simboli nazisti – dice – dietro quella firma può esserci un imbecille qualsiasi. Grezzana è un paese aperto, un paese di 11mila persone che questa estate è arrivata ad accogliere oltre 600 richiedenti asilo senza alcuna tensione sociale” conclude.
Sarà, ma non si può ignorare che nel nostro Paese omofobia, discriminazioni e atti razzisti siano in crescita. Secondo un recente sondaggio il 61,3% degli italiani tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia gli omosessuali siano molto o abbastanza discriminati. D’altronde è stato oggetto di insulti e umiliazioni il 35,5% della popolazione Lgbt contro il 25,8% degli eterosessuali. E, in generale, il 40,3% delle persone Lgbt afferma di essere stato discriminato nel corso della vita. L’Italia è il Paese dove il 55,9% si dichiara d’accordo con l’affermazione “se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero meglio accettati”, mentre per il 29,7% “la cosa migliore per un omosessuale è non dire agli altri di esserlo”. “La legge che istituisce le unioni civili per le coppie formate da persone dello stesso sesso, approvata a maggio 2016 dal Parlamento – spiega il sondaggio – è considerata come un passo di civiltà per un italiano su due, che vede un reale cambiamento nei diritti delle persone omosessuali negli ultimi anni”. L’86% degli italiani pensa che le persone omosessuali debbano avere gli stessi diritti degli altri, dato in aumento rispetto al 72% di una ricerca pubblicata nel 2016.
Gay.it ha interpellato oltre 1000 tra i propri lettori per mappare le dimensioni del fenomeno delle aggressioni e i risultati sono quelli di una vera e propria emergenza. Tra questi la stragrande maggioranza degli episodi avvengono su minorenni
• circa un terzo (29,45%) del campione li ha subiti prima dei 14 anni,
• il 43% tra i 15 ed i 18 anni
Il 60,37% delle aggressioni infatti sono avvenute in ambito scolastico. Come riportano le dichiarazioni volontarie chieste agli intervistati alla fine del sondaggio, il 90% provengono dai compagni di classe e dai classici bulli, nella maggior parte dei casi per una sospetta omosessualità, talvolta a seguito di un coming out. Fatto importante: il 75,61% degli intervistati ha affermato di non aver detto nulla a nessuno dopo l’episodio di violenza o aggressione e il 21,95% si è confidato con la famiglia o con gli amici, mentre solo l’2,4% ha denunciato il fatto alle autorità o a un’associazione gay. Numeri pesanti come macigni anche quelli forniti dall’associazione GeCO, Genitori e figli Contro l’Omofotransfobia: 662 vittime in 6 anni, 21 omicidi, 34 suicidi, 6 tentati suicidi, 211 vittime di aggressioni isolate, 140 di aggressioni a coppie o gruppi, 250 fatti di violenza non fisica.
Qui gli altri dati raccolti sul fenomeno http://www.gaypost.it/omofobia-transfobia-italia-report-associazione-geco/amp

 

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