Alle querele preferiremmo le risposte

Giornalista e scrittrice

Scrivi all'autore | Pubblicato il 26 settembre 2018
5 minuti

Vera Corbelli

“Il contenuto dell’articolo pubblicato in data 24 settembre 2018 dal giornale on line “Estreme Conseguenze” è assolutamente falso e tendenzioso oltre che lesivo della mia immagine e dell’istituzione che rappresento. A tutela dei miei diritti mi riservo di adire alla competente autorità giudiziaria nei confronti dell’autrice, Raffaella Fanelli”. Lo afferma il Commissario straordinario per le bonifiche di Taranto Vera Corbelli in una nota stampa diffusa oggi.
“Nella titolazione della nota diffusa dalla testata come sintesi dell’intervista – spiega la Corbelli – mi vengono attribuite frasi che non ho mai pronunciato e giudizi che non ho mai espresso. La giornalista, nel corso di una intervista non concordata, mi ha informata sull’agire di Ancelor Mittal in altri Paesi e io, che non sono a conoscenza dei dettagli da lei riferiti, mi sono limitata a rispondere , “ mi auguro che non sia così ”.

Nella ricostruzione appare che io abbia espresso quei giudizi e quelle valutazioni. E’ necessario precisare che l’autrice dell’articolo mi ha contattata improvvisamente, mentre ero nel pieno di una riunione, senza concordare un appuntamento, registrando a mia insaputa la nostra chiacchierata e chiedendomi informazioni su tematiche complesse che non riguardano la mia delega, la mia area di competenza e la mission della struttura che guido”.

 

fonte

Raffaella Fanelli

Un articolo falso e tendenzioso? Le querele si fanno, non si annunciano dottoressa Corbelli. Ma è una sua scelta. Così come mia è stata la scelta di non concordare l’intervista. Men che meno le domande. Perché vede, chi l’ha chiamata e registrata a sua insaputa (questo lei dichiara) non ha mai concordato niente. Con nessuno. Certo, avrebbe potuto non rispondere alle mie domande. Riagganciare. Avrebbe potuto, ma non l’ha fatto. Mi accusa di averla disturbata durante una riunione, ma c’è una registrazione che prova altro. C’è un audio su questa pagina, lo ascolti. Lei dice chiaramente: “Dottoressa mi scusi ci sono le gallerie”. Sono le sue scuse per la prima comunicazione interrotta, si sentono bene.
Dalle gallerie parte la nostra seconda telefonata: lei era in viaggio verso Taranto, questo mi ha dichiarato mentre l’avvisavo che stavo registrando. Certo le riunioni si possono fare anche sotto le gallerie o sotto i ponti. Ma ci sono posti più sicuri, creda a me. E’ chiaro che non l’ho contattata improvvisamente. E’ chiaro che non l’ho disturbata nel pieno di una riunione. Per l’appuntamento non chiesto, mi perdoni. L’ho fatto dopo, chiedendo alla sua addetta stampa una nuova intervista per integrare quelle sue, forse, troppo poco articolate risposte. Mi è stato risposto di estrapolare un’intervista da quattro pagine ben scritte dai suoi uffici e arrivate alla mia mail poche ore dopo quella imbarazzante intervista. Mi ha offesa. Mi ha offesa tanto. Di solito faccio domande e pubblico risposte. Non estrapolo virgolettati da pagine scritte da altri.
Alla sua addetta stampa, la stessa che mi ha inviato il fantastico comunicato che mi sono rifiutata di trasformare in articolo, ho precisato che, in una nuova intervista, avrei comunque chiesto delle intercettazioni che riguardano Giuseppe Lo Presti. Che mai avrei rinunciato a quella domanda. Che l’avrei fatta ancora.

Ho chiesto un appuntamento ma non c’è stata risposta. Nessuna telefonata, nessuna mail. Quindi ho pubblicato. Non ne ho fatto un caso personale, perché pure di questo sono stata accusata. E anche questa registrazione sarà portata, in altra sede. Ma forse sì, forse ho fatto di Taranto un caso personale. Perché vede in quella città io ci sono nata. I cittadini di Taranto, a loro insaputa, si ritrovano a combattere una guerra che non hanno chiesto. Si ritrovano a loro insaputa col piombo nel sangue. Certo, avrebbero preferito, a loro insaputa, una casa vista Colosseo o una registrazione. Ma non si può sempre scegliere.

L’audio:

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Giornalista e scrittrice

Raffaella Fanelli ha collaborato con numerose testate, tra le quali La Repubblica, Sette, Panorama, Oggi, e altrettante trasmissioni televisive, da Chi l'ha visto? a Quarto Grado a Lineagialla. Con Aliberti ha pubblicato Al di là di ogni ragionevole dubbio, il delitto di Via Poma, con EdizioniANordest Intervista a Cosa Nostra e con Chiarelettere La Verità del Freddo. Al libro intervista a Maurizio Abbatino è stato assegnato il premio internazionale al giornalismo d'inchiesta "Javier Valdez" 2018.

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