L’IGNORANTE NOSTALGIA

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Scrivi all'autore | Pubblicato il 29 ottobre 2018
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Facciamo una bella cosa. Iniziamo dalla fine. A scuola dico. Quando insegniamo la Storia, piantiamola con questa menata delle “sorti progressive”. Partiamo da ieri. Vi prego insegnanti ribaltate i libri. Leggeteli come le ragazze e i ragazzi fanno con i manga. Prima lezione: “l’anno 2010” e l’ultima, ma solo se ci riuscirete, “le comunità primitive”. Non dico di raccontare il fenomeno del sovranismo, ma il renzismo perché no? Oppure Prodi o il berlusconismo. Spiegate cosa fu l’”editto bulgaro”.

Raccontate il primo leghismo. Dite di Tangentopoli. Del governo più che quarantennale della Democrazia Cristiana. Poi di quel momento di costruzione del sogno che fu la Costituente. La sanguinosa guerra di Liberazione. E indietro così arrivate a fascismo e nazismo. All’eccidio disumano che fu nei campi di sterminio. Parlate quindi della marcia su Roma.

Coraggio insegnanti, maestre e maestri, professoresse e professori. Non abbiate paura. Lo so che la Storia troppo vicina è questione delicata, che magari qualche famiglia se la prenderà. Ma la marcia su Roma ha quasi 100 anni. Ormai è davvero roba da museo, museo degli orrori, ma sempre museo. Non c’è nessuno sopravvissuto tra coloro che parteciparono o videro quella marcia armata che portò alla dittatura con il benestare della famiglia reale e di tanta parte del tessuto imprenditoriale del nostro Paese.

Raccontate il fascismo. Ma raccontatelo tutto. Non vi piace dire dei morti. Dei tanti, troppi morti che hanno segnato la metà del secolo scorso. Raccontate delle ragioni economiche che lo favorirono. Dite di come le squadracce fasciste picchiavano i lavoratori e non perché erano comunisti. Non trasformiamo tutto in una macchietta dei rossi contro i neri. Da una parte, quella dei lavoratori, c’era la rivendicazione di diritti e da quella dei neri lo spegnere quei diritti.

Il fascismo fu ed è sempre negazione, negazione di libertà. Lo so che ci sarà anche vi dirà che anche il comunismo, lo stalinismo, il maoismo, Pol Pot. Ed è tutto vero. Ma non in Italia. Perché in Italia il comunismo fu un movimento di libertà e di diritti conquistati con la lotta, ma non con le armi. Gli scioperi, le manifestazioni, le battaglie parlamentari. E le bombe, insegnatelo ai vostri studenti, sono sempre state nere. Fasciste ed eversive.

Come eversiva fu la marcia su Roma e nulla c’è da commemorare. A Predappio, il 28 ottobre, ogni anno i nostalgici, di non si capisce bene cosa, arrivano vestiti di nero, ultimamente spingendo carrozzine. Cari insegnati, in quelle carrozzine ci sono i vostri studenti di domani, vi prego insegnate loro cosa è stato il fascismo, perché le leggi possono mettere in prigione per apologia, ma solo la conoscenza può far apparire ridicoli i tarlati fez indossati da anacronistiche macchiette che, teso il braccio, esibiscono saluti al Duce.

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Direttore

William Beccaro, 45 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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