“Mamma… li turchi!”

Giornalista e scrittrice

Scrivi all'autore | Pubblicato il 22 novembre 2018
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Ci sono due istantanee che immortalano bene le ultime 48 ore vissute dalla città di Taranto: una è la foto di una nave, la Legiony Polskie, in rada nel Mar Grande, in attesa di ormeggio, e l’altra è la foto di un sorridente Rinaldo Melucci, primo cittadino di Taranto. Quale nesso fra una nave e un sindaco? Assolutamente nessuno. La Legiony Polskie attualmente naviga sotto bandiera della Liberia, e sta per caricare 20 mila tondini di ferro prodotti dall’Ilva (ormai Arcelor Mittal). È partita l’8 novembre dal porto di Gemlik, località posta sulla costa sudorientale del Mar di Marmara vicino a Bursa, non distante da Istanbul, un’area portuale controllata dalla YilPort Holding del gruppo turco Yildirim. La stessa holding che pochi giorni fa si è aggiudicata la concessione del porto di Taranto. Per 49 anni i turchi faranno compagnia agli indiani di Mittal.

Coincidenza ha voluto che nel giorno dell’assegnazione del polisettoriale ad YilPort, il sindaco Rinaldo Melucci abbia ritirato le dimissioni presentate proprio nel giorno dell’insediamento di Arcelor Mittal.  Coincidenza ha voluto che l’armatore della nave da carico dei tondini abbia scelto la Meridian Shipping,  l’agenzia marittima che era del sindaco. E dove ancora oggi lavorerebbe come consulente il padre del primo cittadino, Adolfo Melucci. Ma coincidenze a parte, al di là del prescelto e di chi lo incarica per le operazioni di carico, scarico, stoccaggio e quant’altro, va detto che, finalmente, per Taranto sta per iniziare una nuova era. Perché con gli indiani e i turchi, per la città dei due mari, si apriranno interessanti scenari: “I vantaggi saranno tantissimi, soprattutto sotto il profilo occupazionale”, conferma a EC Sergio Prete, presidente dell’autorità di sistema portuale del Mare Jonio. “La YilPort è uno degli operatori più importanti al mondo e gestisce oltre 20 scali internazionali, incluso quello di Malta, uno fra i porti più importanti del Mediterraneo. Questa holding è di proprietà, al 100%, di un’altra holding turca, la Yildirim Holding, proprietaria del 24% della compagnia di navigazione francese CMA CGM, il terzo vettore mondiale per contenitori (navi portacontainer) che attualmente è in alleanza con la cinese Cosco e la taiwanese Evergreen… insomma, un operatore di rilievo che potrà valorizzare le infrastrutture del porto di Taranto”.

Fiducioso si è detto anche il sindaco Melucci. Perché fiducia e voglia di fare traspaiono dallo scarno comunicato con cui ha annunciato il ritiro delle sue dimissioni. Dopo venti giorni passati a meditare, Rinaldo Melucci ha proclamato la sua volontà di “riprendere il timone di Taranto” ritirando dimissioni “che non avevano alcunché di tattico”, ora, finalmente – e Melucci lo scrive a chiare lettere – “finalizzeremo i tanti progetti per la città e ci faremo apprezzare sempre di più dai tarantini”. Il suo non è un plurale maiestatis, ovvio, ma un plurale che comprende sindaco e consiglieri.

Dei 20 mila tondini di ferro trasportati dalla Legiony Polskie chiediamo all’avvocato Sergio Prete: “I turchi non sono ancora arrivati, solo ieri abbiamo deliberato di dare la concessione a YilPort quindi non saranno operativi prima di aprile/maggio 2019… è evidente che se il siderurgico riprende a lavorare in import-export l’impatto positivo ci sarà su tutti gli agenti marittimi… ci sarà un aumento dei traffici che immagino sarà spalmato su vari soggetti. Ma non è compito dell’autorità  di sistema controllare gli incarichi dei vettori alle agenzie marittime. Noi controlliamo le imprese portuali, non le agenzie”. D’altronde il codice della navigazione parla chiaro: l’agente marittimo è il rappresentante del vettore o del noleggiatore o del proprietario della nave ed è da lui che riceve l’incarico… o dal destinatario della merce. Ed è chiaro pure che con l’Ilva rimessa in pista da Arcelor Mittal a beneficiarne saranno in tanti. O in pochi. Forse sempre gli stessi. Poi si vedrà.

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Giornalista e scrittrice

Raffaella Fanelli ha collaborato con numerose testate, tra le quali La Repubblica, Sette, Panorama, Oggi, e altrettante trasmissioni televisive, da Chi l'ha visto? a Quarto Grado a Lineagialla. Con Aliberti ha pubblicato Al di là di ogni ragionevole dubbio, il delitto di Via Poma, con EdizioniANordest Intervista a Cosa Nostra e con Chiarelettere La Verità del Freddo. Al libro intervista a Maurizio Abbatino è stato assegnato il premio internazionale al giornalismo d'inchiesta "Javier Valdez" 2018.

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