Si allargano le adesioni a #FridayForFuture: anche in Italia cominciano a mobilitarsi le scuole. La Rete Studenti Medi annuncia la sua adesione al #climatesatrike del 15 marzo. Aderisce anche la CGIL. 

L’onda verde del Nord Europa sta arrivando anche sull’Italia. Anche le scuole italiane cominciano a mobilitarsi in vista del 15 marzo, giornata di mobilitazione mondiale per chiedere ai governi di tutti i paesi un netto cambio di politiche energetiche (e non solo) a difesa del clima.

Obiettivo minimo: evitare che la temperatura media del pianeta salga di più di 1 grado nei prossimi 15/20 anni. E ribaltare il modello di sviluppo che ci ha portato fino a questo punto. 

Ogni venerdì #FridayForFuture: le persone si radunano in un luogo simbolico della propria città e manifestano.

EstremeConseguenze ha aderito come testata giornalistica e dedica, ogni venerdì, la sua ‘apertura’ alle manifestazioni e ai temi legati al cambiamento climatico. 

Lo scorso febbraio le manifestazioni hanno toccato il record di partecipazione in paesi come Olanda, Belgio, Germania, Gran Bretagna.

L’Italia è in ritardo ma sembra che il terreno stia venendo recuperato in fretta.

La pagina Facebook FridayForFuture-Italia https://m.facebook.com/fridaysforfutureitaly/ ha raggiunto in pochi giorni gli 11mila followers e da ieri è attivo il sito FridaysForFuture.it

Gli appuntamenti nelle nostre città si moltiplicano. 

Oggi, 15 febbraio, sono una ventina.

Chiunque può attivarsi, organizzare un presidio e inviare a FridayForFuture la propria adesione. 

Ora anche si muovono anche le scuole italiane, rimaste fino ad ora piuttosto tiepide rispetto ai loro coetanei europei. La Rete degli Studenti Medi annuncia a EC che loro il 15 marzo ci saranno, e che la richiesta di partecipare sta arrivando proprio dalle scuole. Perché un fondamentale elemento di novità di questo ‘movimento’ è proprio l’età anagrafica dei militanti: tutto è partito da una sedicenne svedese, Greta Thunberg e le migliaia di studenti che scendono in piazza sono suoi coetanei.

E’ la generazione che per prima vedrà coi propri occhi il pianeta modificarsi. 

“E’ compito nostro”, dicono, visto che chi li ha governato fin qui ha fatto ben poco per evitarlo. Un messaggio di responsabilità anche verso gli adulti. 

“Vedremo in che forme, se saranno manifestazioni di piazza o presidi, ma ci saremo  il 15 marzo e ci stiamo muovendo anche per i Friday- dice a EC Gianfranco Manfreda della Rete degli Studenti Medi – qui in Italia siamo un poco più indietro perché viviamo una narrazione della politica diversa, nel senso che non crediamo che la politica possa davvero incidere su decisioni a lungo termine, siamo molto più legati alla quotidianità. Questo approccio, che va avanti da anni, probabilmente di riflesso ha portato a una mentalità che tiene lontane le persone, e i giovani soprattutto, da questioni cosi importanti che guardano al futuro. Ma forse questa cosa sta cambiando, proprio grazie alle nuove generazioni. Speriamo che i figli diano l’esempio ai genitori”. 

I primi studenti a scioperare sono quelli di Bolzano. La manifestazione che ci sarà oggi 15 febbraio coinvolgerà nel capoluogo altoatesino gran parte delle scuole di lingua italiana e tedesca, oltre a delle delegazioni che arriveranno anche dal resto della provincia e anche il mondo accademico. Ci saranno perfino alcune classi delle medie inferiori e delle elementari (ovviamente accompagnate dagli insegnanti).

Anche la CGIL, come annunciato da EC, ha aderito ufficialmente allo sciopero per il clima del 15 marzo.

Qui il comunicato ufficiale:

Ambiente: Cgil, aderiamo al ‘Friday For Future’ per garantire futuro Pianeta

Nel suo discorso a Roma lo scorso 9 febbraio il neo segretario Landini ha più volte sottolineato come la sfida del futuro, per l’industria e per i lavoratori, debba passare per un modello di sviluppo diverso che tenga conto del cambiamento climatico in atto.

Un recente studio della Agenzia Europea dell’Ambiente ha infatti dimostrato che le prime vittime del riscaldamento globale saranno le fasce più deboli e indifese della popolazione, anche nelle aree urbane europee.

Torneremo a parlarne qui su EC 

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Giornalista

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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