“A ME GLI OCCHI”: PRONTA LA LEGGE SULLA MANIPOLAZIONE MENTALE

Giornalista

Scrivi all'autore | Pubblicato il 04 Marzo 2019
16 minuti

C’è chi ci è rimasto per trent’anni, chi ha abbandonato la famiglia e gli amici, chi ha perso tutti i suoi soldi. Difficile stimare quanti siano gli italiani che fanno parte di una setta, fenomeno che il web ha potenziato intrappolando nella rete delle comunità spirituali e pseudo religiose almeno 13milioni di italiani, al 70 per cento le donne che, truffate o raggirate, vengono condotte ad agire anche nell’interesse sessuale del Guru. Ma ci sono anche sette, come Courage e Exodus, che attuano pratiche aberranti per convertire gay e lesbiche in eterosessuali. Un mondo oscuro di lobby che si muove, però, anche nei palazzi di potere senza alcun intervento da parte dello Statoitaliano che, ad oggi, non ha mai voluto riempire il vuoto normativo grazie al quale il mondo dell’occulto è prosperato di oltre il 500% nel giro di 16 anni.

 Pochi giorni fa la parlamentare di Forza Italia, Jole Santelli, Vice presidente della commissione antimafia, insieme a Stefano Mugnai vicecapogruppo a Montecitorio, ha presentato un disegno di legge riguardante l’”Introduzione dell’articolo 613.1 del codice penale, in materia di manipolazione mentale, e istituzione di un fondo per l’erogazione di elargizioni alle vittime del reato”.  “Il nostro DdL  – dice ad Estreme Conseguenze Mugnai– è un primo passo per prendere seriamente in considerazione il fenomeno settario cresciuto a dismisura in tutto il paese. Oltre 1000 persone sono scomparse negli ultimi 10 anni perchè appartenenti a sette o congregazioni pseudo religiose. Tra poche settimane saranno chiusi anche i lavori della commissione d’inchiesta sulla comunità del Forteto, accreditata nonostante i provvedimenti giudiziari per abusi sessuali e maltrattamenti sui bambini che lì avrebbero dovuto trovare protezione e riscatto sociale”.  

 

Il mondo dell’occulto è più vivo che mai. E va ben oltre i movimenti magico-esoterici che non sono più la totalità dei gruppi esistenti oggi a livello nazionale in un progressivo aumento che va oltre il 500% nel giro di 16 anni. Si tratta in apparenza di comunità innocue, benevole, accoglienti e seducenti, nella realtà sono gruppi chiusi e controversi che sfruttano la fragilità sociale e psicologica delle persone riducendole in schiavitù. Una trappola caratterizzata dalla manipolazione mentale, i cui numeri reali sono di difficili da stimare, anche se si parla di circa 13 milioni (anche se si tratta di numeri assolutamente incerti e per questo si chiede da tempo un osservatorio che censisca il fenomeno) di italiani che, anche grazie ai potenti mezzi di internet e dei social, abbandonano la propria vita e diventano schiavi di comunità spirituali e pseudo religiose. Ci sono anche sette, come Couragee Exodus,che attuano pratiche aberranti per convertire gay e lesbiche in eterosessuali. Un mondo oscuro di lobby che ha trovato terreno fertile nei palazzi di potere a caccia di voti, e che da anni non interviene con una legge ad hoc, tanto che il mondo dell’occulto è prosperato, anche con accreditamenti istituzionali ovunque, da Nord a Sud. Un fenomeno trasversale che riguarda al 70% le donne di ceti sociali medi e che si traduce nell’aumento delle richieste di aiuto di chi cade vittima di maghi e guru anche per un lutto, per difficoltà economiche, per la perdita di lavoro o per crisi sentimentali: 851 richieste di aiuto nel 2007 diventate 1.403 nel 2018 per “ricette” di vita che possono costare fino a 10mila euro al mese. Francesco Brunori, vice presidente dell’Aivs (Associazione italiana vittime delle sette) racconta ad Estreme Conseguenze come e perché comunità che vivono al confine tra spiritualità e autodistruzione e dogmi irreprensibili si sono saldate.

“Saldate moltissimo anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione e ai social network. Ci sono decine e decine di pagine create per diffondere i dogmi e messaggi inquietanti di certe comunità che replicano avolte dettami rigidi che, se non vengono seguiti alla lettera, portano a punizioni esemplari. Oggi, però, a differenza forse di qualche anno fa, ci sono gruppi di diversa natura, sia di  stampo trascendentale religioso che di altro. Penso alla psico-setta del “maestro” Mario Pianesi che di fatto puntava a rendere le persone docili per fame. Manipolati, ridotti in schiavitù, costretti a mangiare sempre meno e a dare i loro averi ai capi dell’organizzazione: le sue vittime, circa 90mila persone, erano costrette a riso in bianco e niente acqua – perché al suo posto veniva consentito solo l’energizzante tè bancha – per guarire da qualsiasi malattia. Ma anche alle sette di stampo yoga come quella dei monaci Durjaya di Bruno Malatesta di Almese in provincia di Torino o a Sahaya Yoga con i loro corsi gratuiti (citata in giudizio presso il Tribunale di Alessandria). Di fatto sono gruppi in cui ci vuole sempre un leader dalla personalità forte e dalla capacità manipolatoria, con una forte dose di cinismo e grande versatilità criminale e imprenditoriale, non estraneo ai metodi della nuova programmazione linguistica (NPL). E ci vuole una struttura piramidale e un vero e proprio programma di proselitismo, che si basa sulle debolezze dell’interlocutore e sull’isolamento dello stesso. Il gruppo diventa la famiglia e l’adepto viene spinto a “donare” tutto se stesso, compreso il proprio patrimonio. Al Nord quello che notiamo come Associazione è che ci sono sette di tipo scientifico, non parlo solo di Scientology, ma anche della Federazione di Damanhur nel torinese, una vera e propria città stato sotto le montagne con una propria Costituzione molto rigida, un ordinamento giudiziario interno, centri formativi con tanto di ingressi nascosti e passaggi segreti, regole autonome su matrimonio e relazioni sociali e dove per esempio esiste una moneta propria (il Credito) e in cui la realtà dell’indottrinamento è un abuso – anche di natura sessuale – compiuto in modo lento e metodico spinti come sono le persone che vi aderiscono a credere a dei valori universali che tali non sono. Viene chiesto di tenere la mente aperta a infinite possibilità. Viene promessa la “conquista” e l’auto miglioramento, due parole molto comuni nel mondo delle sette, che consentono ovviamente profitti milionari. Tutti questi gruppi, attraverso le varie forme di business connesse ai doveri affiliativi degli adepti e alle attività promozionali svolte a titolo di autofinanziamento dai volontari, rastrellano ingenti somme di denaro a beneficio esclusivo o prevalente dei guru a capo delle varie organizzazioni. E naturalmente il mondo esterno va redento, purificato, salvato, l’adepto è investito di una sovrumana missione per cui viene fatto sentire chiamato, prescelto, eletto. Ma dietro questa facciata etica, idealistica, e a vario titolo esoterica ed orientaleggiante, si celano comunità fallocratiche che sfruttano in particolare le donne che hanno più degli uomini un forte bisogno di trascendenza. Gli adepti si concedono: nel lavoro, nel corpo attraverso abusi sessuali, nelle economie fino alla rovina e alla totale disgregazione familiare per cui la realtà settaria diventa l’unica realtà pensabile e vivibile e uscirne non solo è difficile, e quindi ci vogliono anni anche per riuscire ad avere una denuncia, è anche non privo di conseguenze personali difficili da immaginare. Ma dietro tutto questo c’è qualcosa di molto più grande. Tutte le sette cercano legami con i politici – spiega Brunori. “Interessi, lobby, legami politici. La Soka Gakkai (una branca del buddismo che la stessa casa madre la Nichiren Shoshu disconosce avendola addirittura “scomunicata” dal 1991 e che anche la ben più autorevole Ubi – Unione Buddista Italiana, non riconosce) è una vera e propria multinazionale spirituale che conta in Italia almeno 57mila fedeli (dati ufficiali dello stato reperiti dal 8xmille) e solo in Toscana 18mila. E pensare che è stata accolta – durante il Governo Renzi – nell’esclusivo country club dell’8 per mille”. Come riportato in un’inchiesta di un paio di anni fa “quell’affinità elettiva fra il partito democratico renziano e il culto ikediano — che in patria è imparentato con una specie di belligerante Ncd giapponese, il Komeito (ieri New oggi non più)— non rappresenta che l’ennesima fase storica di una vera e propria lobby “per tutte le stagioni”, di volta in volta disposta a corteggiare indifferentemente i leader più promettenti della destra come della sinistra”.

Le affinità tra culti e politica che ha evidentemente strizzato l’occhio più di volta a certe situazioni sono dimostrate anche dal nuovo libro inchiesta “Nella Setta”, edito da Fandango, scritto dai giornalisti Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, che per un anno hanno viaggiato di setta in setta (anche AIVS ha partecipato in prima persona), raccogliendo documenti, storie e denunce  di chi ha perso tutto, e che con gravi psichici è riuscito, anche dopo decenni di affiliazione, a fuggire dai rispettivi gruppi settari di cui hanno fatto parte. Il libro, uscito lo scorso dicembre, è stato talmente sconvolgente da produrre la proposta di due Ddl: uno sull’introduzione del reato di manipolazione mentale e uno focalizzato sulla creazione di un osservatorio sulle sette in Italia, così come corpose indagini (ancora in corso) su gruppi tipo Archeosofia di Pistoia, un mix tra esoterismo e conoscenze new age, con regole ferree, promesse di conoscenze superiori, abusi mentali che mettono in discussione i rapporti familiari e naturalmente esborsi pesanti.

Ci dicono “Il fenomeno che tentiamo di descrivere è molto complesso e trasversale. Noi – come esplicitiamo all’inizio del libro e come ribadiamo più volte – non raccontiamo le dottrine nei loro credo, ma ci focalizziamo sul tipo di abusi perpetuati poiché il nostro compito è stato quello di indagare per raccontare un’Italia che esiste, ma non si vede. Non avevamo né la presunzione né l’interesse di mappare presunte nuove religioni nel nostro territorio. Il web si è certamente rivelato un arma a doppio taglio per le organizzazioni settarie. Se da una parte sono utili per auto-promuoversi e dunque raggiungere potenziali nuovi adepti, dall’altra permetto uno scambio di informazioni fra i fuoriusciti e fra adepti che hanno dei dubbi, o hanno bisogno di risposte che dentro l’organizzazione non hanno più. Oltre alla nostra testimonianza diretta, abbiamo usato documenti inediti e testimonianze di adepti supportate da un taglio incrociato di informazioni. Abbiamo raccolto storie di abusi di ogni tipo: economico, politico, sessuale. Le storie che raccontavano di donne e di bambini sono per noi state le più dolorose da ascoltare. Storie che molto spesso ci hanno tolto il sonno. Com’è capitato con Valentina, ragazza che per anni è stata all’interno di una comunità che riteneva di poter guarire mali indicibili tramite alcune diete. Lei è stata “spinta” ad avere rapporti sessuali con un membro della comunità perché questi aveva urgenza di espellere “sale”. Quando poi avrebbe voluto intrattenere con questa persona un minimo rapporto umano, all’interno dell’organizzazione si è deciso di spedirla a fare la governante al Nord Italia per mesi, come punizione, costringendola a vivere in condizioni disumane. Valentina è entrata all’interno dell’organizzazione per alcuni problemi di salute all’utero: era stata convinta che con la rigorosissima dieta che le avevano indicato sarebbe guarita (mentre il medico le aveva detto che sarebbe stata necessaria un’operazione col laser); quando è uscita, le sue condizioni erano gravi. Alla fine, le hanno asportato metà utero”.

Dal libro di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni è nata una commissione parlamentare di inchiesta sulla comunità “Il Forteto”, una realtà gestita da una cooperativa finita al centro di processi per maltrattamenti e abusi sessuali che hanno coinvolto il suo fondatore e ‘profeta’, Rodolfo Fiesoli e parecchi dei suoi collaboratori. E soprattutto la presentazione di un disegno di legge sulla manipolazione mentale, che esiste in Francia, esiste nel codice penale spagnolo, e in diversi altri Paesi. A presentarlo Jole Santelli, Vice presidente della commissione antimafia, insieme, tra gli altri, a Stefano Mugnai vicecapogruppo Forza Italia a Montecitorio che ci dice “è un primo passo per prendere seriamente in considerazione il fenomeno settario cresciuto a dismisura in tutto il paese e che attraverso le tecniche di manipolazione mentale pone le persone in uno stato di “soggezione continuativa” e quindi il disegno di legge si pone come strumento di condanna per le pratiche di condizionamento della personalità. Speriamo abbia un iter veloce, perché nel mondo delle cosiddette “sette” ci sono abusi e violenze assolutamente reali. Questi orrori vanno denunciati senza minimalismo, senza tolleranza basata su un malinteso concetto di libertà religiosa, senza sconti”.

Orrori su cui, va detto, c’è qualcuno che riesce persino ad avanzare dubbi, citando casi come quello ben noto delle bestie di Satana parlando di distorsione della verità.

 

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Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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