È la prima la signora e gli altri, come succede a scuola durante un’interrogazione, silenziosi ripassano le risposte da dare. La materia: reddito di cittadinanza. È la prima volta per tutti. Sia per chi sta dietro lo sportello, sia per chi ci sta davanti. Al di là del vetro blindato si sono assiepati cassieri e direttore dell’ufficio postale. Come un mantra, la procedura. Prima questo, poi quello, poi quell’altro passaggio. Il signore che fa le pulizie, si è incantato, come incantati sono tutti. Sta appoggiato allo spazzolone, attento come in chiesa a un funerale. La signora per prima.
Il vetro non aiuta. L’impiegata si scusa. Le domande riguardano infatti l’intimità della richiedente il reddito di cittadinanza. Le domande devono essere urlate e urlate le risposte. Quindi scopriamo che è nata in Italia, che vive in affitto, che la sua mail è… Poi la cassiera abbassa gli occhi e smette di chiedere. Indica le voci e la signora fa si o no con la testa.
C’è imbarazzo. Quasi vergogna da parte di chi chiede e verifica le informazioni da dietro lo sportello. Le storie vengono snocciolate. Storie di crisi economica, di nuove povertà. Il signore che veniva assistito ma che è peggiorato ed essendo ricoverato non ha più bisogno della badante. “Se cambia qualcosa sul suo reddito lo deve comunicare immediatamente”, finisce con questa prescrizione la serie di domande. “Magari” è la caustica risposta.
Un quarto d’ora ed è finita l’interrogazione. La signora è sollevata e comincia a chiedere. Quando arriveranno i soldi, come funziona la ricerca del lavoro. “Lei non deve fare nulla”, dice il direttore che poi racconta di “angeli custodi che cercheranno per lei e poi la chiameranno”. “Che lo stipendio proposto dovrà essere di almeno…”. “Ma noi non sappiamo nulla ufficialmente, l’ho letto sui giornali”, aggiunge e quindi la saluta dicendo: “noi mettiamo solo dentro i dati”.
Reddito di cittadinanza 2019La signora lascia il posto a un ragazzo. Non ha tutto, chiede informazioni. Le persone in fila come “secchioni” anticipano a mezza voce la risposta esatta, sulle ginocchia il modulo già compilato griffato INPS.
Qualche anziano ha delle bollette in mano, è venuto a pagare e non a chiedere il reddito di cittadinanza. Mi si avvicina, anche io non ho moduli per la richiesta del reddito di cittadinanza, e sottovoce dice: “poveretti, che pena”. Torna il silenzio, l’attesa sarà per tutti lunga, ma oggi nessuno si lamenta, neppure nella frenetica Milano.
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Direttore

William Beccaro, 45 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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