Un viaggio nel tempo lungo più un milione d’anni e profondo due chilometri e mezzo. La più importante ‘spedizione climatica’ europea e non solo nella storia dell’Antartide. E sarà a guida italiana.
Dopo due anni di preparazione, la nuova missione di EPICA ( European Project for Ice Coring in Antarctica) sarà presentata al mondo per la prima volta al prossimo convegno EGU di Vienna, il summit mondiale degli ‘scienziati della Terra’, un appuntamento internazionale dove saranno illustrati decine di studi recenti sul cambiamento climatico.

Una ‘carota’ di ghiaccio di 2,5km dentro la calotta polare. Le analisi del ghiaccio sedimentato, dei ‘segreti’ nascosti negli strati più profondi, danno agli scienziati indizi e prove fondamentali sul passato climatico (e non solo) della Terra.
La nuova perforazione antartica, la più profonda mai realizzata, darà importantissime risposte sull’evoluzione del clima sul nostro pianeta.
A guidarla sarà uno scienziato italiano, Carlo Barbante, glaciologo e climatologo dell’Università Cà Foscari di Venezia, direttore dell’Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del CNR.
EstremeConseguenze è la prima testata giornalistica italiana a intervistare Barbante su questo progetto.

 

Professor Barbante, qual’ è l’importanza di questa missione?

“È una missione di straordinaria rilevanza dal momento che per la prima volta riusciremo ad andare così tanto indietro nel tempo nel ‘libro climatico’ nel nostro pianeta, racchiuso nei ghiacci più antichi del continente antartico. Vogliamo ricostruire il clima del passato e andare a ricostruire una fase del nostro pianeta in cui il sistema climatico cambiò. In quel periodo, un milione e mezzo di anni fa, le ere climatiche mutarono. Abbiamo osservato che fino a quel momento vi erano delle oscillazioni climatiche ogni, circa, 40mila anni. Da un certo momento in poi, ed è quello che vogliamo capire, queste oscillazioni sono arrivate ogni centomila anni. Una periodicità, quindi, molto più lunga, che non riusciamo a comprendere appieno. Avere una chiave in più di lettura del passato può aiutarci anche per i modelli futuri davanti al cambiamento climatico attuale che, al contrario del passato, non è di origine naturale”.

 

Quindi i cambiamenti climatici fanno parte della natura stessa del pianeta, chi la pensa come Trump potrebbe dire che andrete a trovare conferme sulla ‘normalità’ di quanto accade in questa fase storica?

“Assolutamente no. I cambiamenti climatici fanno certamente parte della storia di questo pianeta ma quello che sta succedendo oggi è completamente fuori scala. Nella storia della Terra non ci sono mai stati cambiamenti repentini come quelli cui stiamo assistendo, niente del genere si è mai visto negli ultimi millenni e se andiamo indietro nel tempo possiamo forse trovare qualche analogia durante le ultime grandi glaciazioni, parliamo di quando le Alpi erano sommerse da una gigantesca calotta di ghiaccio. Ma allora le cause erano del tutto naturali, oggi sappiamo che non è così. Oggi sappiamo che quanto accade è imputabile all’uomo e all’effetto gas serra. Per trovare una concentrazione di CO2 nell’atmosfera di 400 parti per milione, quale è oggi, dobbiamo andare indietro di 15milioni di anni. Quanto è accaduto negli ultimi decenni è assolutamente fuori scala. La temperatura media si è alzata di oltre un grado in un solo secolo. È un dato spaventoso”.

 

Come inizierà il lavoro in Antartide?

“Abbiamo individuato l’aera. La prossima estate antartica installeremo il campo e nell’anno successivo, la stagione 20/21, cominceremo con la prima perforazione di circa 150metri. Poi ci vorranno almeno altre tre stagioni per arrivare al punto previsto e prelevare la carota, ammesso ovviamente che vada tutto bene.
Questo è un progetto veramente all’avanguardia. Sarà uno dei principali avvenimenti scientifici nella ricerca in Antartide nei prossimi anni e siamo molto orgogliosi di essere, da italiani, capofila e responsabili scientifici di questa missione. Per tutta la ricerca italiana questo è motivo di grande orgoglio. Non sappiamo cosa troveremo, nessuno è mai andato così in profondità nel ghiaccio. Sappiamo che sotto non c’è un lago ma ci sono dei sedimenti, non sappiamo che cosa andremo a trovare, quali tracce di vita remota. Sappiamo che già i carotaggi dei ghiacci polari hanno dato indicazioni importanti sulle tempeste solari ma nessuno può sapere cosa troveremo là in fondo, quali composizioni biologiche, sarà davvero leggere la Terra come era un milione e mezzo di anni fa”.

 

Lei è stato tra i primi firmatari di un appello dei ricercatori italiani a favore di Greta Thurnberg e del movimento #FridaysForFuture

“Quanto ha fatto e sta facendo Greta, e tutti coloro che manifestano insieme a lei, è fondamentale. La nostra generazione non ha saputo combinare nulla, non ci resta che sperare in qualcuno che sia più determinato e più visionario di noi. È fondamentale che si muovano i giovani. Tutto ci dice che il sistema sta andando veramente in una condizione fuori controllo. Bisogna agire subito anche se è già tardi”.

 

Per saperne di più:
Epica: https://it.m.wikipedia.org/wiki/European_Project_for_Ice_Coring_in_Antarctica
Progetto EPICA su Nature: https://www.nature.com/articles/d41586-018-07588-3
EGU: il programma: https://www.egu.eu

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Giornalista

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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