Fiumi di Plastica

di Daniele de Luca e Andrea Cinerari

EC intervista Alex Bellini, l’avventuriero che sfida l’inquinamento lungo i corsi d’acqua più importanti del mondo. Intanto si prepara la prima assemblea nazionale di #FFF-Italy.

L’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 aprile. #FridaysForFuture Italia organizza la sua prima assemblea nazionale in vista del prossimo grande appuntamento, lo sciopero globale per il clima del 24 maggio. “Sarà una due giorni fondamentale per il movimento italiano – dice a EC Alessandro Silvello, 25 anni, studente universitario, portavoce di #FFF Milano – e si dividerà in una conferenza scientifica il giorno 13, mentre il 14 organizziamo una conferenza stampa aperta anche a sindacati e associazioni. Sarà il primo confronto tra gli attivisti delle città italiane dove ogni venerdì si svolgono manifestazioni, ormai più di sessanta. Non vogliamo ‘strutturare’ il movimento ma coordinarlo. Ogni realtà locale agirà come meglio crede ma è utile mettere insieme idee e proposte per essere più efficaci. Perché siamo un movimento politico e chiediamo alla politica interventi immediati. Non ci sono mediazioni da questo punto di vista. Chiediamo che si agisca subito, altrimenti agiremo di conseguenza. È il momento di muoversi non si può più aspettare. E lanciamo un appello anche al sindacato perché compia azioni più incisive, nette, forti. Alla politica diciamo solo una cosa: ci sono già soluzioni concrete, valide, da attuare immediatamente. Promesse non ne vogliamo più, vogliamo azioni concrete, rapide, vere” conclude Silvello.

Intanto, aspettando che i governi agiscano (primo tra tutti quello di Roma) un’azione concreta arriva da One Ocean Foundation che da due anni lotta per indurre a buone pratiche volte alla preservazione dell’ambiente marino e la salvaguardia dei mari.

Il progetto si chiama ‘10 Rivers 1 Ocean’ e vede come protagonista Alex Bellini, l’esploratore che sarà impegnato nella navigazione dei 10 fiumi del mondo più inquinati dalla plastica.
Si stima, infatti, che l’80% del materiale plastico presente negli oceani arrivi appunto dai grandi corsi d’acqua del pianeta.

EstremeConseguenze lo ha intervistato.

– Com’è iniziata la tua collaborazione con One Ocean Foundation e cosa ti ha spinto a sposarne i valori che perseguono il claim, l’abbiamo sentito anche nella tua dichiarazione “there is no planet B”:

“La nostra collaborazione con One Ocean Foundation ha inizio l’8 giugno del 2018, quindi l’anno scorso in occasione della giornata mondiale degli oceani, dove eravamo stati invitati io come speaker e One Ocean Foundation dalla loro parte per cercare di trovare una soluzione al problema della plastica.
Attualmente sono impegnato in un progetto che si chiama “10 rivers 1 Ocean” e proprio come One Ocean Foundation anche io sono dell’idea che non possiamo più pensare che un oceano possa ancora avere la vecchia etichetta oceano Atlantico, Pacifico, Indiano ma di fatto siamo tutti quanti immersi in un unico grande oceano, quindi ciò che viene scaricato sul Gange oggi, domani proprio per effetto delle condizioni e delle correnti termolinee verrà comunque ad intaccare anche la mia esistenza che sono alla distanza di dieci e più mila chilometri. L’idea è quella di navigare i 10 fiumi più inquinati di plastica al mondo, responsabili dell’80 % dei rifiuti che finiscono tutti gli anni negli oceani. Se vogliamo trovare una soluzione al problema della plastica non possiamo guardare nell’oceano dove il viaggio della plastica si conclude, ma dobbiamo guardare altrove, e questo altrove per l’ 80% si origina sui fiumi.
Ho appena concluso la navigazione del Gange, che è stata da un lato una navigazione meravigliosa che mi ha dato il permesso di conoscere più da vicino questa cultura così complessa e anche contraddittoria in certi aspetti, e dall’altra parte un’avventura orribile perché ogni tanto si perde la speranza”.

– Una vecchia filosofia cinese diceva “siamo tutti sotto lo stesso cielo” tu invece ci hai riportato un principio molto diverso prima in conferenza stampa, ci hai raccontato che parlando con un “abitante del Gange” alla tua domanda del perché stesse buttando l’ennesimo sacchetto di plastica nel fiume, lui ti ha risposto in modo particolare:

“Si, mi ha risposto in un modo particolare, che di fatto se vogliamo è un po’ l’atteggiamento che abbiamo circa gli argomenti compatibili, cioè l’ecologia etc.. “qualcuno lungo il Gange se ne occuperà”. Ed è vero o no che aspettiamo sempre che sia qualcun altro ad occuparsi di trovare una soluzione? E’ un momento in cui non c’è più da attendere, è un momento urgente e soprattutto è evidente agli occhi di tutti che non c’è nessuno che potrà venire a salvarci e non c’è nessuno che potrà occuparsene al posto nostro, quindi il claim del progetto “10 Rivers 1 Ocean” è “siamo tutti sulla stessa barca” e ognuno nella propria maniera, con i propri strumenti deve fare qualcosa.
Ora quando la gente mi chiede che cosa possiamo fare di concreto, la risposta è “quello che vuoi, ma fai qualcosa” perché se sai stringere un nodo, non so se hai potuto vedere il video di come ho costruito la zattera, quello è l’emblema dell’atteggiamento che dobbiamo avere. Se sai stringere un nodo, stringi un nodo, se sai martellare un chiodo in un asse di legno, martella il chiodo, fai qualcosa però, perché solo così potremo realizzare nel mio caso la zattera che mi consentirà di navigare sul Gange, e in senso più assoluto di trovare finalmente un ruolo più civile col problema della plastica, perché poi di fatto non si tratta di eliminare dalle nostre vite la plastica, si tratta di ritrovare un senso civile di convivenza con la plastica.

– Come prosegue il progetto e quali saranno le milestone:

“Il progetto è iniziato col primo fiume, il Gange che si è concluso pochi giorni fa, ora qualche giorno per riassestarsi e ci sposteremo subito sulla seconda tappa che consisterà nel navigare attraverso il “great pacific garbage patch” quindi quella che volgarmente chiamiamo isola di plastica con la stessa barca a remi con la quale nel 2008 attraversai l’oceano Pacifico in barca a remi. A seguito di questo, alla fine dell’anno ci occuperemo di navigare il secondo fiume che molto probabilmente sarà il Mekong, che dei 10 è il decimo fiume, quindi quello meno inquinato”.

– Qual è la tua posizione sui “Fridays For Future”:

“La mia posizione è di grandissima stima, rispetto e di molta sintonia e simpatia per questo progetto. Noi viviamo in Inghilterra e le mie figlie nel primo Friday For Future hanno partecipato a questo movimento, a questa espressione pubblica relativa a questa preoccupazione.
Io nel frattempo sono stato via, ero in India, ed ho sentito delle parole di critica, come se ci aspettassimo da questa ragazzina la soluzione a tutti i problemi. Credo che sia per noi adulti un grandissimo errore credere che sia proprio lei a dover fare invece le cose che spettano di diritto e di dovere agli adulti. Credo che ognuno debba fare il proprio mestiere, il proprio ruolo e la propria parte.
Ragazzini e bambini(noi abbiamo due figlie di 8 e 10 anni), sono abilissimi a fare domande che mettono in crisi il vecchio mindset degli adulti, e lei sta facendo esattamente questo, e utilizzando una vecchia metafora del ciclismo, quando si correva la sei giorni, quando si correva l’americana, ognuno tira la volata al compagno di squadra successivo, quindi ognuno deve intendere questo progetto come “l’americana” dove io faccio la mia parte per tirare la volata a te che di conseguenza tirerai la volata ad un altro, in un senso di impegno collettivo per la stessa causa”.

– Vivi in Inghilterra, come vedi l’Italia da li:

“Vedo l’Italia molto più sensibile rispetto all’Inghilterra. Noi in Inghilterra rispetto all’Italia siamo indietro per sensibilità, per cultura e per forza di volontà. Tu pensa che l’Italia rispetto la media europea ha i migliori cittadini per quanto riguarda il riciclo, quindi siamo veramente da considerare come un esempio e questo, siccome mantengo un forte spirito italiano per me è motivo di grande soddisfazione”.

Il video dell’esperienza di Alex Bellini, Ambassador della One Ocean Foundation è stato realizzato da Mauro Talamonti.

https://www.10rivers1ocean.com/it/

https://alexbellini.com/

https://www.1ocean.org/

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Estreme Conseguenze: La redazione di Estreme Conseguenze.

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Estreme Conseguenze - testata giornalistica Registro Stampa Tribunale di Verona numero 2114-3/9/2018.
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