FARMACI VETERINARI: “CARO AMICO QUANTO MI COSTI?”

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Scrivi all'autore | Pubblicato il 17 Aprile 2019
14 minuti

Con i nostri amici animali condividiamo anche i principi attivi dei farmaci. Ma per loro costano anche dieci volte di più. Perché? 

Un mercato, quello dei pet che tra cibo, farmaci ed accessori vale oltre due miliardi di euro per una “popolazione” complessiva che supera i 60 milioni di cui un quarto composto da cani e gatti.

Per le farmacie il valore supera i 320 milioni di euro e solitamente impatta sulla singola farmacia per un valore tra il 2 ed il 4% del fatturato, questo ci potrebbe far pensare che accanirsi su questa fascia possa avere poco senso, non è così. Il farmaco veterinario in certi casi arriva a costare fino a dieci volte l’equivalente umano e questo ha un impatto sul diritto alla salute degli animali, sopratutto nel caso di farmaci per la gestione di malattie croniche che di conseguenza verranno acquistati per tutto l’arco di vita dell’animale. Con l’aiuto di un veterinario abbiamo cercato in rete qualche esempio. 

Ecco le clamorose differenze emerse:

Principio attivo: amoxicillina (antibiotico facente parte delle penicilline) + acido clavulanico

Human: Augmentin 875/125 (Glaxo)- Costo: 7,90 (12 compresse)

VET: Konclav 400/100 (Fatro Spa)

Costo: 16,00 (12 compresse)

VET: Kesium 500/125 (Ceva)

Costo: 22,00 (12 compresse)

Nel cane il dosaggio varia dai 20 ai 30 mg/kg, ovviamente a seconda della patologia.

Principio attivo: tramadolo cloridrato (antidolorifico derivato dagli oppioidi)

Human: Contramal compresse 50 mg (Grunenthal)- Costo: 4,62 (20 compresse)

VET: Altadol compresse 50 mg (Formevet srl)

Costo: 12,30 (30 compresse)

Nel cane da 2 a 4 mg/kg

Principio attivo: ranitidina cloridrato (protettore gastrico)

Human: ranitidina EG (EG spa)- Costo: 3,29 (20 compresse da 150 mg)

VET: zantadine sciroppo da 30mg/ml (ceva)

costo: 19,00 (flacone da 24 ml)

Nel cane dosaggio da 2 mg/kg

Principio attivo: metoclopramide (anti nausea)

Human: Plasil (Sanofi Aventis)- Costo: 1,89 (5 fiale da 10 mg/ 2 ml)

VET: Vomend (Dechra)

costo: 22,00 (1 flacone da 10 ml con 5mg/ml)

Nel cane 0,2 mg/kg

 

Per cercare di capire un po’ meglio questo fenomeno ne abbiamo parlato con Carla Bernasconi, Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Milano

Il mercato pet sta registrando in Italia un aumento costante, qual è la visione dei veterinari?

“Sicuramente il mercato del pet ha una valenza molto importante che aumenta negli anni, per quello che riguarda invece le prestazioni medico-veterinarie invece quelle sono in un trend positivo ma abbiamo una reale difficoltà di far capire all’utenza la complessità della prestazione medico-veterinaria e di conseguenza che vengono messi in campo tutti quegli strumenti tipici anche della medicina umana, che hanno gli stessi costi peraltro, di conseguenza molte volte noi soffriamo del problema per cui viene raffrontato il costo della prestazione medico-veterinaria a quello della stessa umana che però si estrinseca nella maggior parte nel ticket che uno paga non nel reale costo della prestazione, perché la prestazione privata è molto più limitata rispetto a quella del sistema sanitario nazionale, ed anche il sistema assicurativo per la salute degli animali non riesce ancora a prendere piede. Ci sono più assicurazioni però sono sempre piuttosto marginali rispetto al totale”.

Se ben ricordo qualche anno fa si era parlato di una clinica pubblica per gli animali…

“Si, si era parlato di una clinica pubblica per gli animali, ma la difficoltà risiede nella gestione perché i medici di sanità pubblica non hanno la competenza e la formazione per occuparsi di clinica e chirurgia degli animali d’affezione, hanno un background culturale completamente diverso e di conseguenza i costi sono molto importanti, quindi quello che noi abbiamo sempre proposto come professione, è di creare dei sistemi di convenzione con le strutture private esistenti, anche il pubblico compra la prestazione che gli serve, senza mettere in piedi una struttura che ha dei costi di mantenimento”.

Siamo andati a cercare i costi dei farmaci veterinari ed abbiamo notato che in molti casi il costo del farmaco vet è dalle 3 alle 10 volte superiore a quello umano

“La verità è duplice, sicuramente il costo di produzione è più alto, pensi solo al packaging, blister da 10 compresse, scatolina, la macchina che “blistera” per 100 confezioni al minuto (do dei numeri a caso) ha lo stesso costo di quella che ne fa 10.000, per cui l’ammortamento del macchinario influisce, loro spalmano i costi di produzione su un numero minore di confezioni. Poi dobbiamo considerare l’assenza di un vero generico in medicina veterinaria, adesso ce ne sono un po’ di più per cui alcune molecole che prima erano di brand, essendo ora scaduti i diritti di brevetto possono essere prodotti anche da altre aziende a molto meno. Va considerato anche il fatto che il farmaco veterinario viene reso appetibile per il cane ed il gatto, cosa non presente nel farmaco umano soprattutto nel caso di animali di piccola taglia, dove bisognerebbe utilizzare prodotti di natura pediatrica che presentano aromatizzazioni improponibili ai gatti ed ai cani quali la fragola ed il lampone”.

In realtà dei veterinari ci hanno riferito che prendendo ad esempio il Contramal e l’Altadol entrambi sanno di menta, e la menta ai cani non piace…

“Si, ma io mi stavo riferendo agli antibiotici, e poi c’è la legge, che prevede per legge con il decreto legislativo 193 2006 su farmaco veterinario, prevede che per la legge della cascata si debba usare il farmaco veterinario, quello umano può essere utilizzato solo se non c’è il corrispettivo o se ci sono dei problemi di altra natura, tutto questo risulta come uso in deroga”.

Ma tutto questo va a ledere quello che è il diritto alla saluta dell’animale…

“Si però lei capisce che questo noi l’abbiamo sollecitato più volte, abbiamo fatto un position paper di FNOVI http://www.fnovi.it/sites/default/files/Farmaco_Position%20Paper%20FNOVI.pdf quello che noi continuiamo a chiedere è anche la possibilità del multiblister, fare in modo che anche la confezione sia coerente alla cura. Le spiego meglio, se noi dobbiamo dare un farmaco 365 giorni all’anno, è inutile fare scatoline da 10 che vanno certamente ad aumentare i costi, facciamo le scatole da 100, e guardi che lo stesso problema si ha in medicina umana. O ad esempio l’antibiotico spesso è sottodosato, quindi bisogna prescrivere due scatole e questo aumenta il costo, ma soprattutto se noi parliamo di antibioticoresistenza, il fatto che rimangano a casa di persone 3 o 4 compresse fa si che quando l’animale presenterà più o meno lo stesso sintomo il padrone gli darà quel medicinale senza un’adeguata diagnosi, quindi non per il numero corretto di giorni, non per quella patologia e non monitorato. Il problema che sembra banale del packaging è uno dei problemi maggiore dell’affare dei farmaci”.

Quindi ci si rifà al tema business delle farmaceutiche…

“Esatto! Però siccome l’autorizzazione all’immissione in commercio non è che la diamo noi eh, la da il Ministero della Salute. Basterebbe che il Ministero della Saluta dicesse, questo farmaco che è un farmaco cronico, minimo devi farmi…. poi cosa vuol dire 28 pastiglie? Perché non 30 o 31? E poi c’è da dire anche che il minor costo del farmaco umano, soprattutto per quelli dispensati dal sistema sanitario nazionale, hanno un prezzo politico perché lo stato diventa il maggior acquirente e di conseguenza fa un po’ il prezzo. Alla fine sono tutte queste cose che si sommano, è un problema di più fattori”.

Quali sono le sanzioni a cui un veterinario andrebbe incontro nel momento in cui dovesse prescrivere in via formale o informale un medicinale umano?

“Informale è un reato, mentre non prescrivere quello veterinario a favore di uno umano la sanzione arriva anche nove mila euro”.

La situazione in Europa?

“Questa è una legge europea. Poi ad esempio in Francia l’ambulatorio veterinario maggiora la cessione del farmaco, perché sa che anche noi possiamo cedere l’inizio terapia, in Italia viene fatto al prezzo di fustella, mentre in Francia ricaricano.

C’è l’industria, il grossista e la farmacia…ed ognuno ci deve guadagnare qualcosa, quindi bisognerebbe un po’ interrompere questa linea. Io capisco l’industria, però l’industria deve anche valutare, se non è economicamente conveniente, non li produca…

Quindi alla fine è un problema di lobby che vanno ad agire a livello ministeriale?

“ehh.. perché voglio dire “non ci stai?” non li produrre così possiamo fare a meno di… 

si scatenò il problema del Soliphen e del fenobarbitale per l’epilessia due anni fa, perché li abbiamo portato avanti un’azione pesante anche mediatica, ne parlò anche Striscia la notizia, perché in Italia purtroppo fa più scalpore Striscia la notizia che non altre cose, proprio perché li non c’era un significato, il fenobarbitale c’ha 100 anni quindi che bisogno c’era? Con i farmaci antiepilettici un animale può iniziare a otto mesi e andare avanti anche fino a 12 anni, quindi con un impegno importante.

 

Da ieri è stata introdotta la ricetta veterinaria elettronica che secondo la descrizione che possiamo trovare sul sito ufficiale del Ministero della Salute altro non è che: “La Ricetta Veterinaria Elettronica sostituisce la forma cartacea della ricetta veterinaria sull’intero territorio nazionale, ed è stata introdotta dalla legge 20 novembre 2017, n. 167 (Legge europea 2017) Art.3. Essa non è la semplice trasposizione della ricetta cartacea in un «PDF», ma una modifica sostanziale del precedente modello organizzativo e operativo di gestione dei medicinali veterinari, attraverso la completa digitalizzazione della gestione della prescrizione e movimentazione dei medicinali veterinari”. Il nuovo sistema non introduce nuovi obblighi o regole aggiuntive rispetto alle norme legislative attuali ma, dove possibile, riduce gli obblighi recuperando le informazioni da dati già disponibili nei sistemi informativi ministeriali.

anche su questo Bernasconi è chiara: “Guardi, sicuramente il sistema è virtuoso perché da una tracciabilità reale dei farmaci, qualche problema informatico lo vedremo se ci sarà o meno perché nel momento in cui sarà accessibile a tutti i medici veterinari bisognerà vedere se tutto regge. La ricetta si può fare da computer, si può fare dallo smartphone e dal tablet, per cui diciamo che è duttile. Certo, come tutte le cose nuove bisognerà rodare il sistema, però d’altra parte anche per quanto ritenuto dal Ministero l’inizio sarà soft. Può essere un’opportunità. L’opportunità di un monitoraggio più chiaro, una maggiore trasparenza e semplicità”.

Rimane il dettaglio per cui la ricetta elettronica non sarà obbligatoria per le farmacie interne alle cliniche

“Esatto, per la cessione dei farmaci, perché la ricetta elettronica non è la prescrizione, è il documento di acquisto”.

A inizio anno le farmacie non erano ancora in possesso dei PIN, e questo fu il motivo per cui l’introduzione è slittata ad oggi, ora la situazione dovrebbe essere risolta?

“Si, dovrebbe essere risolta. Le farmacie dovrebbero essere tutte on line, anche perché diversamente non potranno vendere il farmaco”.

 

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Nato nell ‘82 dove soffia la Bora. Il mio lavoro e le mie passioni, la vela e la montagna, mi hanno fatto girare il mondo tra Europa, nord Africa, Medio Oriente e Stati Uniti, vivendo a seconda dei periodi tra Milano, Malta e Verona.

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