MEDICI: PRIMA I VENETI, SE PRIVATI

Giornalista

Scrivi all'autore | Pubblicato il 24 Aprile 2019
4 minuti

Solo un paio di giorni fa l’annuncio che il Veneto ha chiesto alla Romania aiuto per reclutare giovani medici da strutturare negli ospedali sempre più in carenza di organico. C’è stata persino la visita dei vertici regionali della sanità veneta a Lubiana, a caccia di neolaureati e neospecializzati. La ricetta, insomma, per tappare i buchi regionali, è quella di varcare i confini. Il servizio del 118 dell’Ulss 5 (Adria e Trecento) è un altro esempio, in quanto da poco è stato affidato alla Global Medical Division Stp di Bologna per un valore di 650mila euro all’anno. Sono ben 833 i letti passati al privato convenzionato, con una perdita di 816 posti per acuti negli ospedali pubblici secondo il Piano socio sanitario della Regione per il triennio 2019- 2023.

Ecco perché Adriano Benazzato, Segretario regionale Anaao Assomed del Veneto, sindacato dei medici dirigenti, ha fatto i conti per il Veneto. E qualcosa, a giudicare da numeri, proprio non torna.

In Italia oggi ci sono 6.200/6.300 specializzandi che stanno frequentando l’ultimo anno di corso di specializzazione. A questi si devono aggiungere con l’inizio del prossimo anno accademico (2019/20) altri 6.200/6.300 specializzandi per un totale di circa 12.500 medici. Certo non tutti questi colleghi lavoreranno per il SSN (solo il 75%, l’altro 25% per i privati).  Le assunzioni di questi colleghi, come dice Benazzato, per concorso dalle aziende sanitarie dal 1 febbraio 2019,  come stabilito da un articolo della legge di Bilancio 2019, potrebbero permettere, se non di risolvere il problema della carenza dei medici nel SSR, sicuramente di tamponarlo.

In Veneto ci sono circa 500 specializzandi dell’ultimo anno, a cui si aggiungono altri 90 specializzandi finanziati con le borse di studio regionali per un totale di circa 600 specializzandi dell’ultimo anno. Sempre il 75% di loro lavorerà per il SSR, quindi ad oggi 450 specializzandi in tutto ed altri 450 con il nuovo anno accademico 2019/20, che inizia a settembre. Un totale di 900 medici.
“I medici italiani “veneti” quindi ci sono” conferma Benazzato.
Ma allora perché i DG del Veneto, su indicazione della Regione, si sono attivati e hanno concentrano le loro energie e la loro attenzione sui tentativi di ingaggio di medici “esteri”, comunitari o meno? E si attivano, inoltre, sui media per pubblicizzare questi loro tentativi, peraltro già effettuati mesi fa senza successo per primo proprio dal DG della AULSS 2 Marca Trevigiana?
“Il Veneto, come la Lombardia e la Toscana sono le maggiori responsabili di questa implosione. Malgrado i nostri allarmi che durano da anni  hanno continuato a sottoscrivere in Conferenza Stato Regione errate programmazioni di medici specialisti a favore di un pilastro assicurativo privato e sostitutivo della medicina pubblica. Lo fanno – dice ancora Benazzato – ne sono sempre più convinto, poiché vogliono far apparire all’opinione pubblica che stanno facendo tutto il possibile per affrontare e risolvere questa emergenza. Vogliono rendere evidente la cosa mediaticamente. Fanno “ammuina” perché vogliono che la situazione si degradi sempre più al punto da poter così giustificare  o meglio confezionare un alibi spendibile mediaticamente per la popolazione continuando il processo di privatizzazione che già da tempo è in corso in tutta la sanità pubblica nella nostra regione e nel nostro Paese”.

Sulla posizione della regione e sul botta e risposta che sta avvenendo anche a livello nazionale con Anaao

http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=73366 

 

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Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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