Dal 2010 al 2018 sono stati registrati 252 episodi di suicidio tra gli operatori delle Forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale) con un’incidenza di 9,8 casi su 100mila appartenenti alle varie istituzioni, a fronte dei 5 casi per 100mila abitanti registrati tra la popolazione

Sono già 21 i suicidi nel solo 2019 degli appartenenti alle Forze dell’ordine. La media è già più alta rispetto agli anni precedenti, tanto che il dato doppia quello relativo ai suicidi nella  popolazione generale italiana: sono soprattutto poliziotti e agenti penitenziari a togliersi la vita e con la propria pistola di ordinanza nell’88% dei casi.  Ma ci sono a seguire anche carabinieri e subito dopo finanzieri che se non usano la propria scelgono un’arma non “ufficiale” oppure altre modalità  come l’impiccagione, l’avvelenamento, il soffocamento via gas o le lesioni da taglio. Nel 54% dei casi hanno un’età che va dai 45 ai 64 anni, nel 37% sono tra i 25 e i 44 anni. “Il suicidio tra gli appartenenti alle forze dell’ordine ha assunto un tale livello di gravità – dice ad Estreme Conseguenze Graziano, Presidente di Cerchio Blu, Associazione che da anni si occupa di temi  inerenti lo stress tipico degli operatori di Polizia e dell’emergenza –  da indurre il Capo della Polizia a costituire proprio da pochi mesi un Osservatorio Permanente Interforze sul fenomeno suicidiario tra gli appartenenti alle Forze di Polizia. Si tratta di una scelta epocale, una presa di coscienza da parte dello Stato di un grave fenomeno che colpisce ogni anno decine di uomini e le donne in divisa, fenomeno non adeguatamente affrontato sul quale noi di Cerchio Blu stiamo invece investendo molte energie. Finora ogni singolo corpo gestiva la questione al proprio interno. Ora l’Osservatorio fra tutti è indubbiamente più di un campanello d’allarme. Il fenomeno è allarmante a livello internazionale, come dicono dati analoghi di Francia e Spagna, ed è reso ancora più grave dalla facilità di accesso alle armi da fuoco. Nelle forze di polizia, contrariamente a quanto avviene nel resto della popolazione, c’è una quasi totale assenza di tentati suicidi: l’arma da fuoco, contrariamente ad altri mezzi, non dà scampo”. Il tema dei suicidi è stato affrontato pochi giorni fa presso il Salone Internazionale di Torino con un incontro dal titolo “La strage silenziosa. “Abbiamo presentato – dice sempre Lori – anche la Rete Nazionale degli Psicologi creata da Cerchio Blu proprio per supportare gli appartenenti delle forze dell’ordine che si trovano in stato di disagio o difficoltà. Occorre, a nostro parere, monitorare costantemente lo stato psicologico dell’appartenente alle Forze dell’Ordine, mediante una più incisiva azione del Servizio Sanitario, e della figura dello psicologo, che a tutt’oggi, trova ancora scarso accreditamento nei confronti del personale”. L’obiettivo di Cerchio Blu è quello di fare rete a anche a livello internazionale (analoghi sono i dati in Francia e Spagna) e collaborare con le istituzioni europee.

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Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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