Duemila soldati, tra cui reparti speciali dei Marines e dei Carabinieri. Decine di mezzi terrestri, navali e anfibi, una trentina tra aerei ed elicotteri. Impiego e utilizzo di migliaia di proiettili, bombe, granate e quant’altro. È ‘Joint Stars’ 2019, la più grande esercitazione NATO dell’anno. Nel cuore di un deserto in Arizona? No, nei pressi di alcune tra le spiagge più belle del Mediterraneo, in Sardegna.

Impossibile quantificare il consumo di combustibili, propellenti, agenti chimici che sicuramente non faranno la gioia degli ambienti naturali interessati, tanto quanto è difficile calcolare il costo complessivo di una esercitazione del genere, sicuramente nell’ordine delle decine di milioni di euro.

Ancora una volta l’isola viene ‘sequestrata’ per tre settimane per esercitazioni belliche. Coinvolti tutti i poligoni militari sardi, la base di Decimomannu, Capo Teulada, il PISQ di Quirra. Operazioni continue, giorno e notte, fino al 31 maggio. Nelle zone delle operazioni, ovviamente, vietato transitare, navigare, pescare. La mappa dello Stato Maggiore della Difesa rende bene l’idea.

Il COI (Comando Operativo Interforze) specifica: esercitazioni per interventi ‘anti-terrorismo’ “svilupperà capacità di intervento in una cornice interforze ed inter-agenzia in contesti nazionali ed internazionali” e “di condurre specifiche attività operative del tipo Small Joint Operations-SJOs/High Intensity, in ambienti caratterizzati dalla minaccia cyber e Chimico Biologico Radioattivo Nucleare (CBRN)”.

Novità 2019, presenti anche Guardia di Finanza e personale ENAV.

Voci contrarie si levano dall’isola, poche a dir la verità. Silenzio dalle istituzioni sarde ‘usi ad obbedir tacendo e tacendo morir’.

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Ministero della Difesa

Foto di Mario Pili

 

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Giornalista

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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