98 VEGLIE PER CONVERTIRLE

Mentre gli Stati Uniti, con l’ultima repressiva legge sull’aborto approvata in Alabama, vogliono rendere praticamente impossibile il ricorso a pratiche abortive, in Italia si chiudono oggi in 59 città le 98 veglie di preghiera e digiuno. Una strategia della convinzione davanti agli ospedali italiani in crescita, in difesa della vita. Ad ogni costo

“Ci aspettiamo almeno 10mila persone, perché cresce la consapevolezza che l’aborto è un omicidio e che scegliere la vita è sempre possibile. Per questo abbiamo pregato e le veglie di preghiera per la vita dei bambini anche qui in Italia sono cresciute davvero tanto. Dobbiamo essere il popolo della vita”.  Queste le parole che Giorgio Celsi, presidente nazionale di Ora et Labora in Difesa della Vita, usa a due giorni dalla Marcia per la Vita di Roma che avrà luogo domenica 19 maggio (dove pochi giorni fa è stato affisso un maxi cartellone con l’immagine di un embrione e un riferimento a Greta Thunberg che recita “Se vuoi salvare il pianeta salviamo i cuccioli”). Da anni impegnato per l’abrogazione della 194 attraverso un comitato che conterebbe 30mila aderenti spiega ad Estreme Conseguenze i quaranta giorni consecutivi di intensa preghiera, digiuno e testimonianza prolife – una vera e propria maratona di preghiere a livello mondiale – che hanno letteralmente invaso e per la prima volta da quando è nata la prima clamorosa campagna americana nel 2007 – anche l’Italia dai primi di aprile fino ad oggi: 98 le veglie di preghiera davanti agli ospedali organizzate in tutta Italia per 59 città: Verona, Bergamo, Pavia, Forlì, Milano, San Benedetto, Pescara, Roma e tante altre “ovunque ci sia qualcuno che abbia a cuore la difesa della vita – continua Celsi – la nostra iniziativa è fondata su tre capisaldi che sono preghiera e digiuno; le veglie pacifiche davanti agli ospedali abortisti e la sensibilizzazione delle coscienze”. I frutti della “conversione” si legge nella presentazione che ci è stata inviata “sono sorprendenti”. “Oggi i 40 days for life sono presenti in 56 nazioni di 816 città con 750.000 volontari. E Grazie alle 5.251 campagne locali, possiamo vantare di aver salvato 15.256 vite, nonché chiuso 99 centri abortisti, con la conversione di 186 ex abortisti. Clamorosa, durante una campagna nel 2009, è il caso di Abby Johnson, che da direttrice della clinica Planned Parenthood in Texas diventa un’attivista pro-life, strenuamente impegnata per la Vita (la sua vicenda ha ispirato il film Unplanned, campione d’incassi negli USA)”.

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Mattea Guantieri :Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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Estreme Conseguenze - testata giornalistica Registro Stampa Tribunale di Verona numero 2114-3/9/2018.
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