Qui non è Roma, è Milano.
Il ticchettio del tempo è il metronomo della città.
Non lo vedi, ma da qualche parte c’è un direttore con la sua bacchetta che orchestra. E tutto segue il ritmo, si incastra, sincronizzato, rasente la perfezione.

Qui non è Roma, è Milano.
È un modello. L’unico sprazzo di Europa in questa nostra penisola sempre meno proiettata nel continente e sempre più autarchica.

Qui non è Roma, è Milano.
La diversità è un valore, i colori o il genere non contano. Non si rischia di essere pestati per strada perché da uomini si ama un uomo.

Qui non è Roma, è Milano.
I taxisti non ti dicono di stare attento alla testa, perché per via delle buche rischi di sbatterla contro il tetto dell’auto bianca.

Qui non è Roma, è Milano.
L’immondizia è ordinatamente messa fuori dalla porta di casa e magicamente nella notte portata via da camion di nome Farid, quelli della nettezza urbana. Che caricano. Sminuzzano. Osservanti la differenziata, religiosamente.

Qui non è Roma, è Milano.
Se i sacchetti dell’immondizia non sono in ordine, il signore che una volta si chiamava netturbino o spazzino e oggi si chiama operatore ecologico, si arrabbia e ti riprende e se gli gira male forse può anche darti una multa.

Qui non è Roma, è Milano.
Se ripreso dall’operatore il custode si scusa e scusandosi dice: avevo messo tutto in ordine, differenziato, ma “quegli zingari di merda”. E lo dice perché nella opulenta Milano c’è chi rovista e cerca tesori nella pattumiera e però rompe i sacchetti e lascia tutto indifferenziato.

Qui non è Roma, è Milano.
L’operatore ecologico, presa ramazza e paletta, solidarizzando con il portiere i cui sacchetti sono stati violati dagli “zingari di merda”, dice “uccideteli tutti”. E butta via tutto, nel camion Farid, che tutto mangia, compresa la corona di fiori secca, quella lasciata appesa alla lapide del partigiano il 25 aprile di un anno fa, che nell’indifferenza finisce nell’indifferenziata insieme a parole che neppure nella pattumiera.

Qui non è Roma, è Milano o forse è Roma anche qui, forse è Italia.

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Direttore

William Beccaro, 45 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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