Daniel Cohn-Bendit a EC: “Dal Mediterraneo al Pacifico il cambiamento climatico è evidente ma abbiamo tutti paura di cambiare il nostro quotidiano. Il movimento verde sotto le Alpi agonizza, le persone hanno bisogni immediati”. “Non ho paura di Salvini ma degli italiani che lo voteranno”

24 maggio, #GlobalStrike #2, il più grande fenomeno di massa su scala social-globale dell’ultimo decennio.
Centinaia di migliaia di persone in piazza in tutto il mondo, più di diecimila città dall’Islanda a Giava passando per San Francisco e Melbourne (non ditelo ai terrapiattisti, è proprio una mobilitazione a tutto tondo).

In Europa, vigilia di elezioni continentali, sapore di appuntamento storico per il movimento ambientalista e ‘verde’.

Greta Thunberg cambierà il corso della storia? La coscienza del cambiamento climatico in atto e le decine di migliaia di giovani in piazza cambieranno in due giorni la composizione del prossimo parlamento europeo?

Uno dei padri fondatori dei Verdi europei, Daniel Cohn Bendit, raggiunto da EC risponde con estremafranchezza ”NO”

Chi è Daniel Cohn-Bendit?

EC è ospite di Daniel Cohn-Bendit, fondatore del movimento verde europeo, già protagonista del maggio ’68 francese, europarlamentare dal 1994 al 2014. Cohn-Bendit è la memoria storica della sinistra ecologista continentale, cittadino franco-alemanno, un europeista più che convinto, convintissimo.
Nel caso, come sempre c’è Wikipedia per saperne di più.

Cohn-Bendit oggi vota Macron (questo Wiki non lo dice) e lo rivendica.

“Perché è l’unico argine alla Le Pen lì dove la sinistra è morta. In Francia i socialisti non arrivano al 6%. In Italia il PD spera nel 20% e sarebbe già un successo. La sinistra europea è morta”.

– Monsieur Cohn-Bendit, se i Verdi in Europa dovessero superare le aspettative date dai sondaggi potrebbero diventare l’ago della bilancia nel parlamento europeo, ritrovandosi a essere il vero unico cuscinetto anti-sovranisti per possibili alleanze. Che ne pensa?

“I sovranisti andranno bene ma non riusciranno a creare un gruppo unico omogeneo e forte. Avviso a tutti gli elettori: i sovranisti non cambieranno l’Europa. Non in queste elezioni. Non hanno i numeri per farlo.
I Verdi andranno benissimo in Francia, in Germania e in qualche altro stato. Ma il Mediterraneo è come il Pacifico. Dal Portogallo alla Grecia passando per Spagna e Italia i Verdi non esistono, la questione ambientale interessa poco, i poveri pensano giustamente al pane di domani, i ricchi ai prossimi venti anni. È il problema della democrazia oggi. Le promesse o i piani a lungo termine non funzionano. La maggioranza pensa e chiede soluzioni a breve termine”.

-Perché paragona il Mediterraneo al Pacifico? Suggestione climatica?

“Dall’altra parte del mondo abbiamo appena assistito a un precedente clamoroso che non è di buon auspicio, – dice Cohn-Bendit – infatti lo scorso 16 maggio gli australiani sono andati a votare per il rinnovo del Parlamento. Elezioni da tutti presentate come la sfida decisiva tra ‘conservatori’ e ‘progressisti’ proprio rispetto alle politiche ambientali. Dopo sei anni di governo disastroso in tutti i sensi la sconfitta dei conservatori al governo era data per scontata. Sei anni costellati di incendi, inondazioni, catastrofi naturali spaventose, economia in crollo, gestione dei migranti imbarazzante e criminale, assenza di strategia. Una opinione pubblica in subbuglio. Il tema del cambiamento climatico al centro del dibattito, al contrario di quanto accade in Europa. Ogni australiano ha capito che il cambiamento climatico era affar suo in ogni singolo giorno e in ogni direzione. La sinistra ha giustamente invocato un netto cambio di rotta economico e politico a 360 gradi, tutti i sondaggi la davano trionfante. Invece la coalizione di destra ha ottenuto 76 dei 151 seggi alla camera dei rappresentanti, contro i 65 dei laburisti. Un tracollo. I laburisti hanno resistito solo nelle grandi città. Nel resto del paese ha perso. È un fenomeno mondiale, succede in tutto l’Occidente, dall’Australia all’Europa agli Stati Uniti. Poi la destra australiana, allo stremo, ha bluffato sui conti del cambiamento di rotta. Ha detto ‘perderemo 150mila posti di lavoro senza miniere di carbone. Ci riempiranno di tasse per finanziare la svolta ecologista’. E indovini cosa hanno votato là dove campano con le miniere”

(“Ho sempre creduto nei miracoli”, ha esclamato il primo ministro uscente australiano Scott Morrison, fervente cristiano evangelico. Il risultato elettorale in Australia ha stupito tutti, sondaggisti per primi, che hanno clamorosamente sbagliato previsioni. NdA)

“I verdi sono forti in Germania – continua Cohn-Bendit – e anche in Francia dove arrivano al 10%, molto più dei socialisti ormai allo sbando. Sono molto forti in Belgio e Olanda ma non arriviamo a 6 deputati in tutto. Troppo pochi considerando che i verdi non esistono in Portogallo Spagna Italia Grecia e est Europa. Questa debolezza dei verdi è frutto di 15 anni di assenza. Di gestione imbarazzante dei partiti nazionali verdi.
Il potenziale c’è, ci sarebbe, soprattutto in italia, ma i partiti verdi sono riusciti a distruggere tutto. È un problema soggettivo dei singoli paesi, di gestioni fallimentari dei diversi partiti verdi. Non è solo la middle class ad avere paura, la paura è di tutti. Ecco perché paragono il Mediterraneo al Pacifico. Lì ci sono isole che vanno già sott’acqua ma nulla cambia. Il problema della transizione ecologica ed energetica è che per andare fino in fondo si deve mettere in gioco un cambiamento radicale dello stile di vita. Ciascuno di noi deve cambiarlo. E questo fa paura. Tutti hanno paura, anche io ho paura. Perché dobbiamo rimettere in gioco la nostra quotidianità. L’ecologismo ci dice: dobbiamo cambiare subito perché in dieci anni la situazione sarà terribile. Ma la maggioranza della popolazione ha problemi più urgenti, dice, vede un periodo di tempi di 10 anni come molto lontano, e allora pensano e pensiamo solo all’oggi. Questo è il problema. Alcuni dicono che l’unica possibilità di fermare il cambiamento climatico è fermare il capitalismo. Beh, in questo caso allora abbiamo già perso. L’unica possibilità è la via tedesca: creare nuova economia e nuovi posti di lavoro con una rivoluzione ecologista. Cambiando le regole del mercato”.

– Ha paura dei sovranisti, di Salvini?

“Non ho paura di Salvini ma degli italiani che votano Salvini. Perché Salvini è l’immagine del nuovo Mussolini. E mi spaventa che tanti italiani votino un nuovo Mussolini, questo sì. Ma, ripeto, non è in queste elezioni che l’Europa cambierà assetto politico. Non ancora” conclude ‘Danny il Rosso’ Cohn-Bendit.

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Giornalista

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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