Il Burkina Faso è fuori controllo. I gruppi terroristici hanno più mezzi di esercito e polizia.”Abbiamo paura”.

“Quando hanno ucciso il sacerdote ed i cristiani, nessuno ha visto nulla, sono passati di qua, sono andati verso questa parte, niente, sappiamo che c’è la complicità, anche la popolazione, noi tra di noi, a causa di un sistema di pressione che intimorisce le persone. C’è complicità perché abbiamo paura. … Lo stato è difficoltà grande, questo si!”
Questa è una delle dichiarazioni rilasciate ad EC da Don Lucien che vive e opera a Koupéla, Ouagadougou, nella parte est del Burkina Faso.

Dal 2015 la situazione in Burkina Faso è molto critica; rivolte, piccoli attentati ed azioni criminali diffuse hanno messo in difficoltà il paese, ma è dal 2018 che nonostante il dispiegamento di forze di polizia ed esercito la situazione è precipitata. Nelle regioni nord del paese, dove il controllo della situazione è totalmente sfuggito allo stato, le uccisioni indiscriminate si susseguono e negli ultimi mesi sono state ispirate anche da motivi di credo religioso.

– Qual è la situazione in Burkina Faso?
“Due mesi fa hanno preso uno di noi, un sacerdote che lavorava nella parte nord e fino ad ora non si sa dove sia, è sparito e sappiamo che è stato uno di questi gruppi a prenderlo e si pensa che l’abbiano portato in Mali dove c’è la base di questo gruppo islamico terrorista, ma non sappiamo chi siano.”
– Non hanno chiesto nulla in cambio?
“Niente fino ad ora, nulla! E le autorità politiche non dicono nulla!

Don Joël Yougbaré, parroco di Djibo, città a nord del Burkina Faso è stato rapito il 17 marzo e ad oggi non si hanno ancora sue notizie, come non si sa che fine abbia fatto l’italiano Luca Tacchetto scomparso dal 15 dicembre 2018 assieme alla sua compagna di viaggio canadese Edith Blais.

“… Noi siamo qua, e da un giorno all’altro ci vengono ad uccidere.”
– Chi c’è dietro a questi atti?
“Dietro c’è qualcuno, delle persone… perchè le armi che usano, i soldi che hanno, i mezzi, i motorini… non si sa, ma chi può avere armi, avere motorini, avere la benzina, avere i soldi da dare a questi giovani che vengono a farsi uccidere per uccidere altri, non possono essere i contadini del nord che sono capaci di fare questo, c’è una mano da dietro.
Chi è complice di questa cosa? …non si sa.
Un gruppo capace di avere più mezzi di uno stato, al punto da mettere in difficoltà tutto un paese.”

Per inquadrare meglio la situazione ne abbiamo parlato con Raffaele Masto, africanistica e giornalista di Radio Popolare.

-In quale contesto si ascrive l’azione di queste bande armate?
“In Burkina Faso da qualche mese il Nord è sfuggito al controllo centrale, c’è stata una serie molto lunga di attacchi e attentati, di piccole operazioni contro la polizia o l’esercito, ed è una parte di paese nella quale operano diverse formazioni Jihadiste, le stesse formazioni che lavorano nei grandi deserti del Niger e del Mali. Sono formazioni Jihadiste legate al cartello di Al Qaeda, e sono formazioni che controllano tutti i business che passano in quelle regioni, in particolare il traffico di sigarette, di migranti, di droga che deve arrivare sulle coste del Mediterraneo per poi esser smistato in Europa.”
– In genere questi gruppi da chi sono finanziati?
“Questa è una domanda alla quale è difficilissimo rispondere, in buona parte si autofinanziano. Il principale terrorista di quella zona si chiama Mokhtar Belmokhtar, è stato dato per morto diverse volte, lui viene anche soprannominato Mr. Marlboro.
I traffici di cui ho parlato prima producono ovviamente denaro, le operazioni contro gli eserciti producono tante volte armi, poi ci saranno forse anche altri tipi di finanziamento ma su questo è più difficile parlare.”
– Reclutano gente locale o agiscono con mercenari, fanno proselitismo religioso?
“Entrambe le cose, questi sono gruppi che una decina di anni fa, si sono spostati da uno scenario magrebino e si sono diramati in tutta la zona con diversi leader, ora sono difficili da rimuovere. In molti casi hanno una capacità logistica e bellica superiore a quella che hanno molti stati della regione.”

 

 

Link utili:

Uomini armati uccidono sei persone durante una messa cattolica in Burkina Faso

Kalashnikov e zone vietate: il Burkina Faso orientale cade in mano ai militanti

“L’allarmante” agitazione del Burkina Faso minaccia la stabilità dell’Africa occidentale

Burkina Faso: quattro morti in un nuovo attacco a una chiesa

Burkina Faso: la perdurante situazione di insicurezza ostacola gli aiuti umanitari

Condividi questo articolo:

Collaboratore

Nato nell ‘82 dove soffia la Bora. Il mio lavoro e le mie passioni, la vela e la montagna, mi hanno fatto girare il mondo tra Europa, nord Africa, Medio Oriente e Stati Uniti, vivendo a seconda dei periodi tra Milano, Malta e Verona.

Commenta con Facebook