Due milioni e mezzo di ingiusto profitto derivato dalla presunta gestione abusiva dei fanghi di depurazione contenenti sostanze pericolose derivanti da cicli industriali incompatibili con il reimpiego in agricoltura. A tanto ammonterebbe il guadagno illecito della Coimpo, azienda polesana di Cà Emo che trasformava liquami in concime (inattiva da settembre 2016). Come ci raccontano i due avvocati che seguono l’intera vicenda processuale, Matteo Ceruti e Marco Casellato, l’inchiesta indaga anche aspetti di corruzione e abuso d’ufficio. Uno degli indagati è Giuseppe Boniolo, impiegato della Provincia, che fino a qualche anno fa si occupava delle pratiche ambientali necessarie proprio alla Coimpo. Poi è stato trasferito in un primo momento ai lavori pubblici e poi alla Protezione Civile. Il “prodotto Coimpo – come ci viene spiegato in questa video intervista – era un rifiuto eterogeneo e inidoneo ad essere impiegato come fertilizzante in quanto risultato di una miscela di fanghi di decantazione di reflui misti, costituiti anche da scarichi di natura industriale” che non presentavano, quindi, alcuna reale utilità per i terreni, tanto che gli imprenditori agricoli si facevano pagare per riceverlo. Anche 500 euro ad ettaro.

E proprio per la presenza di sostanze contaminanti, quali gli idrocarburi, «sia leggeri che pesanti», in concentrazioni superiori ai massimi consentiti, si trattava per la Procura – all’esito del lavoro dei consulenti – di un fango che peggiorava la qualità ambientale della matrice del terreno. Importanti i quantitativi: si sarebbe trattato di 13-15 tonnellate l’anno per tre anni. “Anche le telecamere – come ci viene spiegato in questa video intervista – che sorvegliavano le aree della Coimpo hanno mostrano come sono morte, in pochi istanti, tre delle quattro vittime della tragedia del 22 settembre 2014, evento che ha dato inizio alle prime indagini della magistratura, che ha scoperchiato una vera e propria macchina di illeciti sui fanghi da spandimento. Tutto inizia alla 10.01, quando la benna inizia a smuovere i fanghi sversati. Una nube si alza in un attimo, come si fosse trattato di un’esplosione: l’operaio in due minuti barcolla e crolla a terra, poi arrivano altri due dipendenti e anche per loro le emissioni sono letali. Cosa ci fosse in quella vasca ancora oggi non è dato saperlo. Ci chiediamo quindi: è solo una questione di mala gestione di rifiuti? Per quanti anni il sito potrà rimanere in queste condizioni? Serviranno interventi di manutenzione ordinari o straordinari? Servirà in futuro agire tempestivamente per tamponare situazioni critiche? Chi dovrà pagare? Casellato e Ceruti ci raccontano che “da tutta l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui “fanghi sporchi” della Coimpo, che è ancora in corso, escono puliti i tre laboratori che erano finiti nell’occhio del ciclone, accusati di aver fornito dati ritoccati. E cade anche l’accusa di associazione a delinquere, sulla quale tutto si incentrava, che veniva contestata a Gianni e Alessia Pagnin, Mauro e Glenda Luise, Rossano Stocco e Mario Crepaldi”. Questo è almeno il verdetto dell’udienza preliminare tenuta a Venezia lo scorso 31 maggio sul filone principale dell’inchiesta che verte sul presunto spandimento abusivo di fanghi non trattati secondo la normativa su terreni agricoli polesani. Erano 18 le posizioni finite all’attenzione del giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Venezia, dopo che, nei mesi scorsi, erano arrivati quattro patteggiamenti, per questo filone, relativi alle posizioni di altrettanti imputati a fine 2017 attinti da misure cautelari. Altri due, invece, hanno scelto di essere giudicati con rito immediato e si trovano già a dibattimento a Rovigo. Dei 18 indagati 9 sono stati rinviati a giudizio.

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Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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