Flash mob in città, presidi simbolici e dimostrazioni pure in spiaggia, striscioni e cartelli, ma anche banchetti per la raccolte di firme e consegna di diffide, coi parlamentari in piazza al fianco dei cittadini, insieme a medici e scienziati. Venerdì 21 giugno seconda giornata di mobilitazione unitaria contro l’elettrosmog e il 5G. Franca Biglio, presidente dell’Associazione Piccoli Comuni

“Da anni combatto per dar voce ai Piccoli Comuni, presidi insostituibili a tutela e cura del territorio, se anche rimanessi sola in questa battaglia non mollo, lo scopo di ogni sindaco è di essere utile, utile nel fare il bene comune. Del 5G non ne sapevamo nulla, ma non parlatemi di opportunità”.

D’Accordo anche Massimo Castelli, coordinatore nazionale Piccoli Comuni Anci, che riunisce 5000 piccoli comuni italiani, “Siamo attendisti non solo rispetto alle informazioni che sono completamente mancate nei nostri confronti, ma anche sulla necessità di capire davvero quanto questa tecnologia può essere invasiva nelle nostre vite. E’ vero che entro il 2020 buona parte delle aree ‘grigie’, che soffrono per il digitale divide, saranno raggiunte dalla banda larga o addirittura dalla fibra e che è necessario un avanzamento di capacità di comunicazione di chi vive in aree marginali anche per rimanere nei territori, ma questo non significa essere trattati come i topi bianchi delle innovazioni”.

26.000 firme, 60 istituzioni italiane tra Regioni, Province e Comuni in cui si è palesato un indirizzo di cautela. 120 Piccoli Comuni da nord a Sud coinvolti in flash mob, presidi persino in spiaggia, nei lidi di Cervia (Ravenna) e Caorle (Venezia). E’ la prima volta che in Italia si organizza una simile mobilitazione simultanea e tutto per dire un deciso Stop al 5G. Maurizio Martucci dell’Alleanza italiana Stop 5G ci conferma “Puntiamo a 1000 persone in oltre 50 città su tutte e due le giornate di mobilitazione nazionale, 2 in 6 giorni”. Gli obblighi di copertura del 5G, secondo quanto disposto da una delibera dell’Agcom, dovranno avvenire entro il 1 luglio del 2022. La nota dell’agenzia precisa che “non si tratterà di una sperimentazione 5G, bensì dell’offerta di servizi commerciali” in particolare di Telecom Italia Mobile, Vodafone e Iliad in veste di aggiudicatari del servizio. E continua: “Alla luce di quanto sopra, è convincimento dell’Autorità che le misure introdotte […] ampliano le potenzialità di copertura e non potranno che apportare sviluppi positivi per i territori interessati, che potranno beneficiare dei numerosi vantaggi per cittadini, imprese e pubblica amministrazione derivanti dalla disponibilità diffusa di servizi di connettività wireless a banda larga e ultra-larga”.

Una delle situazioni più sorprendenti, però, riguarda il fatto che i 120 comuni selezionati non sapevano nulla circa l’essere entrati nell’elenco degli sperimentati. La notizia di essere stati “sorteggiati” per la sperimentazione è stata appresa praticamente dai giornali. Lo racconta ad EC Franca Biglio, sindaco di Marsaglia in provincia di Cuneo e presidente dell’Associazione Piccoli Comuni che dice “Non parlatemi di vantaggi o di opportunità se anche rimanessi sola in questa battaglia non mollo, lo scopo di ogni sindaco è di essere utile nel fare il bene comune. Sono la prima responsabile sanitaria del mio comune e come tale agirò a tutela della salute dei miei concittadini. Ho certamente un potere conferitomi dalla legge, che è quello di emettere ordinanze contingibili e urgenti secondo il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Del 5G non ne sapevamo nulla, e non ne sapevo nulla come amministratore di Marsaglia, città di cui sono sindaco dal 1985. Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione né da AGCOM né dal Ministero dello Sviluppo Economico, e come presidente dell’Associazione che riunisce tanti piccoli comuni ho scritto che sperimentazioni di questo tipo vanno preventivamente discusse con i propri concittadini. Se vogliono far saltare il nostro ruolo lo dicano chiaramente, siamo piccoli comuni non “cavie” e non vogliamo subire una scelta imposta dall’alto senza alcuna preventiva informazione prevista dal principio di collaborazione istituzionale sancito dalla Costituzione”.

Dall’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani non arriva nessun appoggio ufficiale alla mobilitazione, ma sul 5G anche Massimo Castelli, coordinatore nazionale Piccoli Comuni Anci, che riunisce 5000 piccoli comuni italiani e sindaco di Cerignale, in provincia di Piacenza ha le idee chiare e ci dice “Siamo attendisti non solo rispetto alle informazioni che sono completamente mancate nei nostri confronti, ma anche sulla necessità di capire davvero quanto questa tecnologia può essere invasiva nelle nostre vite. Non tutti sentono il bisogno di accendere la lavatrice dal proprio posto di lavoro, le comunità hanno il diritto di essere prontamente informate su una tecnologia di cui non sappiamo niente, ma che può essere molto invasiva anche in termini di privacy (un interessante articolo parla delle operazioni chirurgiche a distanza che rappresentano uno dei punti più avanzati ma anche più esposti). Ci vuole dialogo, informazione, condivisione, in questo senso la volontà del singolo va assolutamente rispettata come i nostri territori che sono un bene comune e che da sempre dico devono essere salvaguardati per non essere persi per sempre. E’ vero che entro il 2020 buona parte delle aree ‘grigie’, che soffrono per il digitale divide, saranno raggiunte dalla banda larga o addirittura dalla fibra e che è necessario un avanzamento di capacità di comunicazione di chi vive in aree marginali anche per rimanere nei territori, ma questo non significa essere i topi bianchi delle innovazioni”.

Sul fronte di cosa possono o non possono fare i sindaci rispetto alle mancate azioni di tutela del Governo, in una recente intervista Stefano Bertone, avvocato del foro di Torino, noto alle cronache per le clamorose battaglie vinte in difesa della salute pubblica minacciata nell’Era elettromagnetica “Se un Sindaco si avvede che il Ministero della Salute è inerte su una certa tematica sanitaria, dovrà colmare il vuoto a tutela della salute della popolazione: dapprima, sollecitando il doveroso intervento per le vie ordinarie di quelle Amministrazioni centrali competenti e, subito dopo, in assenza di intervento, o in insufficienza, coprire lui il vuoto con provvedimenti ad hoc. Quanto questo poi sia urgente nel caso dei campi elettromagnetici ovviamente è una questione di merito ma che non ammette certamente il disimpegno per il solo motivo che appare, in una scala di valori, meno urgente rispetto, ad esempio una diga che sta per crollare sull’intero abitato, o ad un’epidemia di peste”.

Infine, torniamo sulla parola vantaggio. Va detto che sono appunto in molti a non ravvisarli con la chiarezza che viene invocata dai sostenitori del 5G. A Prato, per esempio, i manifestanti, vestiti di bianco, hanno inscenato un flash mob molto duro e con cartelli che dicevano ‘5G is lethal’ si sono gettati a terra come morti, simulando un’esecuzione per rimarcare come il 5G metta seriamente in pericolo la vita umana se ne siano accorti. In Toscana erano presenti ad un incontro sul tema l’onorevole Gloria Vizzini (M5S) e Carlo Alberto Bianchi, coordinatore del Polo Oncologico di Prato. Se si pensa che anche Ernesto Burgio, uno dei massimi esperti internazionali di epigenetica, membro del Comitato Scientifico dell’ECERI, European Cancer and environment research Institute di Bruxelles, nel recente XXI Convegno Nazionale di Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana tenuto a Caserta ha espressamente sottolineato l’incombente pericolo del 5G, pericolo e non vantaggio quindi. “Sul piano della ricerca non c’è nulla. Si tratta di una tecnologia che è stata letteralmente imposta senza alcuna verifica. Queste alte frequenze rischiano di interferire su tutte i tessuti e le cellule, sullo sviluppo degli embrioni e dei feti, oltre che negli organi degli adulti. Non si dovrebbe consentire la sperimentazione in vivo sulle persone di qualche cosa che non è mai stato verificato e che non è al momento presente in nessuna letteratura scientifica”.

Questo l’elenco dei comuni pertinenti all’obbligo di cui all’art. 12, comma 4 della Delibera AGCOM n. 231/18/CONS:

ABRUZZO:

1 Gagliano Aterno L’Aquila

2 Civita d’Antino L’Aquila

3 Morino L’Aquila

4 Castiglione a Casauria Pescara

5 Brittoli Pescara

6 Canistro L’Aquila

7 Introdacqua L’Aquila

8 Barete L’Aquila

9 Tossicia Teramo

10 Montebello di Bertona Pescara

11 Fresagrandinaria Chieti

CALABRIA:

12 Sorbo San Basile Catanzaro

13 Sorianello Vibo Valentia

14 Canolo Reggio Calabria

15 Capistrano Vibo Valentia

CAMPANIA:

16 Letino Caserta

17 Savignano Irpino Avellino

18 Raviscanina Caserta

19 San Gregorio Matese Caserta

20 Montecorice Salerno

EMILIA ROMAGNA:

21 Vernasca Piacenza

22 Bore Parma

23 Ventasso Reggio Emilia

FRIULI VENEZIA GIULIA:

24 Pontebba Udine Friuli

25 Tramonti di Sopra Pordenone

26 Bordano Udine

27 Resiutta Udine

28 Lauco Udine

29 Ragogna Udine

30 Comeglians Udine

LAZIO:

31 Nespolo Rieti

32 Pozzaglia Sabina Rieti

33 Rocca Sinibalda Rieti

34 Pico Frosinone

35 Varco Sabino Rieti

36 Petrella Salto Rieti

37 Trivigliano Frosinone

38 Cittareale Rieti

39 Santopadre Frosinone

40 Morro Reatino Rieti

LIGURIA:

41 Nasino Savona

42 Zignago La Spezia

43 Prelà Imperia

44 Vendone Savona

45 Rezzoaglio Genova

46 San Colombano Certenoli Genova

47 Valbrevenna Genova

LOMBARDIA:

48 Cergnago Pavia

49 Oltressenda Alta Bergamo

50 Tartano Sondrio

51 Val di Nizza Pavia

52 Rosasco Pavia

53 Tornata Cremona

54 Canevino Pavia

55 Bianzano Bergamo

56 Crotta d’Adda Cremona

57 Brallo di Pregola Pavia

58 Santa Margherita di Staffora Pavia

59 Mezzana Rabattone Pavia

60 Rognano Pavia

61 Comazzo Lodi

62 Lanzada Sondrio

MARCHE:

63 Genga Ancona

64 Monte Grimano Terme Pesaro e Urbino

65 Montegallo Ascoli Piceno

MOLISE:

66 Conca Casale Isernia

67 San Pietro Avellana Isernia

68 Fossalto Campobasso

69 Pietracupa Campobasso

70 Cercemaggiore Campobasso

71 Pizzone Isernia

PIEMONTE:

72 Sambuco Cuneo

73 Isasca Cuneo

74 Sabbia Vercelli

75 Valloriate Cuneo

76 Falmenta Verbano-Cusio-Ossola

77 Rossa Vercelli

78 Valmala Cuneo

79 Campiglia Cervo Biella

80 Cortandone Asti

81 Celle Enomondo Asti

82 San Giorgio Scarampi Asti

83 Villaromagnano Alessandria

84 Solonghello Alessandria

85 Paroldo Cuneo

86 Prasco Alessandria

87 Druogno Verbano-Cusio-Ossola

88 Premia Verbano-Cusio-Ossola

89 Brondello Cuneo

90 Trezzo Tinella Cuneo

91 Cerretto Langhe Cuneo

92 Pontestura Alessandria

93 Ricaldone Alessandria

94 Revigliasco d’Asti Asti

95 Avolasca Alessandria

96 Roascio Cuneo

97 Vigliano d’Asti Asti

98 Marsaglia Cuneo

99 Montemarzino Alessandria

100 Gabiano Alessandria

101 Montabone Asti

SARDEGNA:

102 Segariu Medio Campidano

103 Pompu Oristano

104 Noragugume Nuoro

SICILIA:

105 Sclafani Bagni Palermo

TOSCANA:

106 Monteverdi Marittimo Pisa

TRENTINO ALTO ADIGE:

107 Valfloriana Trento

108 Sover Trento

109 Castel Condino Trento

110 Terragnolo Trento

VALLE D’AOSTA:

111 Bionaz Aosta

112 Perloz Aosta

113 Cogne Aosta

VENETO:

114 Laghi Vicenza

115 San Germano dei Berici Vicenza

116 La Valle Agordina Belluno

117 Cinto Euganeo Padova

118 Bevilacqua Verona

119 Gambugliano Vicenza

120 Vallada Agordina Belluno

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Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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