Sono 7.708 le persone che nel 2018 si sono rivolte alle Fondazioni Antiusura, 849 sono le pratiche finanziate con fondi pubblici per 19.643.417 euro. Le famiglie a rischio usura sono aumentate del 53,5%, passando da 1 milione e 700mila a quasi 2 milioni. In Lombardia le famiglie in dissesto finanziario a rischio usura sono passate dal 3,3% al 5,7%, per un totale di 150mila casi. Questi i dati della ricerca della Consulta Nazionale Antiusura emersi dalla ricerca presentata da Maurizio Fiasco nell’ambito del convegno organizzato dalla Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II su “Usura e criminalità”, a Milano a Palazzo Marino. Ciò che è emerso è che l’usura e il sovraindebitamento sono dietro l’angolo e in forte aumento se si considera che la ricerca ha preso in esame la decade 2006/2016, considerando ben 29 indicatori suddivisi in Criminologici, Finanziari, Sociali, Economici.
E l’usura non è un fenomeno che riguarda soltanto il Sud d’Italia. Anzi.
Tre le province venete (Treviso, Padova e Belluno) che hanno un punteggio basso per la salute dei conti finanziari (tra i 499 e i 556 punti). Per l’incidenza degli indicatori criminologici, ben nove hanno valori compresi tra 510 e 335, rispettivamente a Brescia e a Bologna. Dall’indagine che riguarda la graduatoria di rischio delle famiglie italiane, Milano occupa il penultimo posto tra le provincie italiane, seguita solo da Bolzano. Per quanto riguarda le difficoltà di accesso al credito sempre Milano è la provincia dove imprese e famiglie incontrano meno ostacoli, essendo al primo posto. Tuttavia, in altre province lombarde non è altrettanto facile procurarsi prestiti bancari: Pavia al 58° posto, Varese è al 44°, Como 37°, Monza al 27°, Cremona al 26°, Lecco al 14°, Mantova al 13°, Bergamo al 10°, Brescia al 2°.

La ripresa del fenomeno dell’usura – è stato detto dai partecipanti – riguarda almeno tre componenti: le famiglie in condizione di povertà “tradizionale”; le famiglie (consumatrici e produttrici) che presentano un profilo di sovraindebitamento; le piccole e medie imprese che scivolano verso il fallimento per la progressiva e inarrestabile caduta della domanda di loro prodotti o servizi.
La “Riserva economica”, ovvero il margine che si presenta nella disponibilità della famiglia, è diminuita infatti del 13%. Rispetto alla distribuzione geografica, con la minore esposizione all’usura troviamo nove province del nord-est, 11 del nord-ovest, 6 del centro-nord e la Capitale. La grave esposizione all’usura, invece, riguarda tutte le province calabresi (Reggio e Crotone in modo particolarmente drammatico), 7 province siciliane, quelle pugliesi e Potenza per la Basilicata. Solo Benevento e Avellino restano fuori dal campo delle maggiori crisi, pur collocandosi la provincia irpina appena fuori dell’area del rischio estremo.

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Mattea Guantieri, 40 anni, è entrata nella squadra di Estreme Conseguenze dopo aver coordinato testate di promozione per il Veneto. Ha collaborato al restyling del mensile di cucina A Tavola, dirigendolo per circa 18 mesi. Dopo aver collaborato con Nordesteuropa, e altre testate locali, si è dedicata alla progettazione di format editoriali per il web.

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