Non so sia davvero andata così, per metodo noi di Estreme Conseguenze scriviamo solo di cose che abbiamo visto e toccato con mano, quindi non so se sia vero che in Germania per evitare un raduno neonazista in tanti si siano mobilitati per comprare tutte le birre disponibili e rovinare così la festa ai figliocci scemi di svastiche e croci uncinate.
Però è una storia che mi piace e mi diverte. Intendiamoci, figlio della resistenza al nazifascismo, come tutti noi italiani per sana e robusta Costituzione repubblicana del resto, so bene che purtroppo la Storia ha insegnato che Hitler e Mussolini sono stati cacciati in ben altro modo e versando sangue e non fiumi di birra.
La fortuna però vuole che, in questa Europa premio Nobel della Pace, non con le guerre, ma con movimenti politici e civili si combattano certe pulsioni che puzzano di naftalina. E le battaglie di civiltà a volte si tingono di un guizzo di genialità che, come comprare tutte le birre a disposizione, disarma, non senza ironia, l’avversario. Anche quello truce e minaccioso che si saluta con braccio teso e dita a palmo di papera, convinto, erroneamente, che gli antichi romani si salutassero così. Ma va beh, ogni rito vive dei suoi miti, sbagliati.
A far dire a CasaPound abbiamo scherzato, lasciamo la politica, è stato il voto democratico, che è un po’ di più di una birra e, evidentemente molto più efficace.
Ma è una mezza verità. “Il vento è cambiato”, lo si sente spesso dire nei raduni della destra, quella brutta e rasata o calva per età, “chi mai”, si e ci dicono, “avrebbe pensato che ci concedessero uno spazio per fare presentazioni di libri o feste o comunque tirare fuori la testa. Qualche anno fa era impensabile”.
Raduni, più o meno partecipati, che poco hanno a che fare con iniziative nostalgiche, il cui obiettivo infatti è la costruzione del mito. Non del mito del Duce, che nessun assennato ormai si mette a dire che “quando c’era lui si stava meglio”, ma dei movimenti di estrema destra degli anni settanta. C’è una narrazione che si sta costruendo a uso e consumo dei contemporanei che vede mitizzare i responsabili neri di quegli anni, molti dei quali viventi, molti dei quali a piede libero dopo aver scontato il carcere per omicidi, stragi, terrorismo. Reati che inspiegabilmente vengono citati come meriti, come medaglie e non come lista degli orrori.
Lista degli orrori a prescindere dal colore degli autori, sia ben chiaro.
E non lo scrivo per pararmi dalle accuse che qualche buontempone con il curriculum sporco di fascismo, muove a Estreme Conseguenze. “EC fa politica”. Le ultime affermazioni indignate sono arrivate con il nostro sostegno a Sea Watch. Un’operazione la nostra che si vuol leggere come di parte politica e non per quello che è, cioè come una “banale” operazione di civiltà, è come la birra comprata da quei democratici tedeschi, è un gesto pre-politico, è un gesto di umanità e voi, che berciate contro la nostra umanità, voi che state dall’altra parte, dalla parte di quelli che lasciano donne e uomini a disperarsi su un’imbarcazione affacciata sulle nostre democratiche e antifasciste coste italiane, voi da che parte della civiltà state, da quale parte dell’umanità state? Voi che scusa avete?
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Direttore

William Beccaro, 45 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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