Nessun provvedimento restrittivo della libertà, sorveglianza speciale o ‘confino’ per un altro combattente italiano in Siria: Pierluigi Caria di Nuoro.
Dopo la sentenza a favore di cinque giovani torinesi, anche questa volta i giudici hanno smontato l’accusa secondo la quale aver partecipato alla guerra in Siria contro Isis, combattendo con le brigate internazionali curde, comporti di per sé una condizione di ‘pericolo sociale’ una volta rientrati in Italia.
Caria combatté al fianco della milizia curda dell’Ypg e nei mesi scorsi aveva partecipato anche a una protesta dei pastori a Lula. Soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, l’avvocato di Caria, Gianfranco Sollai: “È emerso che il mio assistito non ha mai rappresentato un pericolo, anzi, ha sempre esternato pubblicamente le sue idee di solidarietà nei confronti del popolo curdo e contro l’Isis, compiendo azioni alla luce del sole”.
Condividi questo articolo:
La redazione di Estreme Conseguenze.

ARTICOLO PRECEDENTE

UN UOMO

Commenta con Facebook