E piantiamola con l’ipocrisia. Lui ci tiene milioni di migranti lontani e noi gli permettiamo di fare quello che vuole. Cancellare i curdi? Cancellare i curdi. Vogliamo davvero fare le anime candide? Il problema sono i terroristi? Ma quando mai? Tant’è che il Sultano i terroristi li sta usando nelle sue truppe d’assalto. Il nord della Siria sarà un protettorato turco non detto. Nel senso che ufficialmente no, ma poi sì. Poi noi ci si gira tutti quanti da un’altra parte e il gioco funziona. Perchè? Davvero vogliamo fare quelli senza memoria? Quelli che non si ricordano che a ben altri personaggi abbiamo permesso la qualunque per fermare per mare i migranti? Gli accordi con la Libia, che oggi vorremmo tanto tanto rinnovare, che cosa altro sono se non accordi di disumanità? Ma le urla delle donne stuprate e degli uomini torturati nei tanti campi di concentramento che si affacciano sul Mare Nostrum abbiamo intenzione ancora a lungo di non sentirle. Davvero pappagallescamente intendiamo fare eco a chi dice che un migrante non imbarcato è una persona salva? Davvero non ci diciamo che queste persone disperate sono pronte a morire affogate pur di abbandonare l’inferno nel quale noi con i nostri accordi, silenzi, eccetera eccetera, li releghiamo?
Certo così è più facile, commozione e indignazione a comando. Noi piangiamo i bambini che morti rotolano sulle spiagge delle nostre vacanze spinti dalle onde e così piangiamo le foto dei subaquei che immortalano l’abbraccio macabro di una mamma e un figlio. E non è diverso per quelli che Erdogan sta fermando. Chiude le porte d’Oriente. Quelle di quelli, ma la notizia magari ce la siamo persa, che si mettono in cammino, poi armigeri a noi solidali tolgono loro le scarpe per convincerli a fermarsi, a non riprovarci: così uomini e donne in fuga si feriscono i piedi e poi per le infezioni magari muoiono, perchè non si riesce a fermare la cancrena. È il prezzo da pagare per salvarci dall’onda dei poveracci. Vergogna Europa che nell’imbarazzo di alzare muri, li fai alzare ai tuoi sgherri internazionali. Vergogna Italia che, con la scusa dell’occasione economica a salvare un’economia depressa, produci armi di difesa, che ammazzano attaccando. E per favore il dibattito armi chimiche sì e armi chimiche no, evitiamolo, ché le armi, anche se concesse dai trattati internazionali, sono sempre e comunque sinonimo di morte. In queste ore sinonimo di morte del popolo Curdo e di quei pochi italiani che là sono a difendere, loro sì, i nostri valori costituzionali.

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Direttore

William Beccaro, 45 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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