“Sequestro di cosa? Del server di EstremeConseguenze?”. Il cellulare prende poco quando vengo avvisato che un giudice ha ordinato il sequestro. Roba da anni settanta, penso. Un po’ come quando veniva disposto che libri o giornali scomparissero da edicole o librerie, pubblicazioni contenenti scomode verità o sberleffi al potere.

Questa volta un magistrato ha voluto cancellare delle pagine e un video pubblicato da una testata giornalistica, la nostra, EstremeConseguenze. Un’intervista che quindi da oggi non potete più leggere. Cose che capitano? No, non in Italia, non secondo le nostre leggi e ne siamo così convinti da scrivere che siamo certi che tra pochi giorni potrete tornare a leggere e a guardare quel che la figlia di Paolo Signorelli non vuole che si legga e guardi.

Paolo Signorelli, signore defunto nel 2010, ideologo, per dirla in poesia, della destra radicale, condannato, è storia, per associazione sovversiva e banda armata. Di lui ci ha parlato Vincenzo Vinciguerra in un’intervista in video un bel po’ di mesi fa nel carcere di Opera. “Vincenzo Vinciguerra: ecco perché Fiore e Adinolfi difendevano l’ex NAR” è il titolo del bel pezzo della nostra Raffaella Fanelli che di quell’intervista dà conto, l’articolo che incredibilmente ora non potete più leggere, appunto.

Vinciguerra, mai pentito neofascista di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, racconta anche, sottolineo anche, di Signorelli, ma in gergo giornalistico è una non notizia, tant’è che per cronaca e completezza l’abbiamo riportata, ma non era il piatto forte dell’intervista, non era richiamata nel titolo: su Paolo Signorelli, Vincenzo Vinciguerra, nell’intervista che non potete per ora rileggere, non ha svelato nulla di nuovo. Le sue dichiarazioni su Signorelli sono le stesse da sempre. Sono note. Sono citate in libri e articoli, ma soprattutto sono in tanti faldoni che riempiono gli scaffali dei nostri tribunali. Ne ha infatti parlato sin da quando nel 1979 è stato arrestato e non più tardi di qualche settimana fa l’ha ripetuto ai magistrati di Bologna. E lo ha ripetuto proprio a seguito dell’intervista da noi pubblicata.

Se alla famiglia Signorelli le parole del terrorista non sono affatto piaciute, così non è per gli inquirenti. Diciamo che mentre a Verona ci sono toghe che chiedono sorprendenti sequestri, a Bologna altre toghe ripercorrono in un’aula di tribunale quella stessa intervista. Vincenzo Vinciguerra, è bene ricordarlo, è ritenuto, sin dagli anni ottanta, dalle procure, teste attendibile. Cioè quel che dice è vero. È scritto nei brogliacci degli inquirenti.

La querela ci spaventa? Affatto, tant’è che stiamo andando avanti. Chiariamo anche qui: stiamo andando avanti perché è il nostro mestiere cercare la verità, anche quando con qualche ambizione e, forse un po’ di arroganza, cerchiamo di fare un po’ di luce nella notte della repubblica. “La Strage Continua” voleva titolare l’OP mai pubblicato, Mino Pecorelli prima di essere ucciso. Pecorelli aveva visto un filo che univa tutti i fatti, un filo nero come l’eversione di destra, nero come i servizi segreti deviati, nero come la notte cui lo hanno condannato quattro proiettili, rendendolo parte di quel nero filo. E pare che proprio seguendo quello stesso filo nero putrido si arriverebbe a quegli ignoti che hanno recapitato a EstremeConseguenze un proiettile all’inizio della scorsa estate. Non mafiosi, ma fascisti.

Fiduciosi attendiamo il lavoro di inquirenti e magistrati. Domenica scorsa un allarme intrusione nella nostra redazione, ha generato un corposo dispiegamento di forze a nostra difesa, ricordandoci che non siamo soli, che lo Stato c’è e ci protegge.

 

 

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Direttore

William Beccaro, 45 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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