Vediamo se abbiamo capito bene, non l’Europa, ma l’Italia, ha chiuso i voli da e per la Cina. Non ci improvviseremo immunologi, ma la domanda sorge spontanea: quando chiuderemo le frontiere verso la UE? Fra quante ore? Fra quanti minuti? Perché delle due una: o questa chiusura delle frontiere aeree verso Pechino è una boiata pazzesca made in Italy oppure, per coerenza, dovremmo chiudere ogni contatto con chiunque quella chiusura non ha deciso, cioè a dire con tutte le nazioni mondiali tranne Stati Uniti, Israele, Vietnam, Singapore, Iran e Australia. Perché, pur non essendo laureati in medicina, immaginiamo che il coronavirus, passato dal corpo di un tedesco o di un francese, non sia meno letale di quello che arriva dritto dritto dal colpo di tosse di un abitante dell’immensa Repubblica Popolare.

 

Pedanti ribadiamo: abitanti o turisti della bella Cina, non cinesi. Perché i cinesi che abitano in giro per il mondo non sono portatori sani o malati di un bel niente. La psicosi che sta coinvolgendo il Bel Paese è ridicola: è come se, perché in Italia è scoppiata l’influenza, a New York nessuno andasse più in un ristorante di cucina italiana per il timore di trovarsi poi a letto con la febbre e il naso colante. Idiozia, delirio, stupidità. Coerente purtroppo alle linee aeree bloccate sulle via della seta da un governo che dice niente panico indossando una mascherina buona giusto giusto per la sfilata di carnevale.

 

PS: l’influenza, non il coronavirus, direttamente o indirettamente uccide ogni anno tra i 15 e i 70 mila europei (https://www.ecdc.europa.eu/en/seasonal-influenza/facts/factsheet).

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Direttore

William Beccaro, 47 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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