Faccio l’elenco? La donna pestata a sangue dal convivente davanti al figlio? Quella accoltellata dal marito? Oppure la ragazzina violentata dallo zio? Potrei andare avanti all’infinito perché infinita è la lista. E non metto neppure nomi di fantasia perché ogni nome che vi viene in mente Marta, Claudia, Alessandra, Patrizia, Paola, Chiara o qualsiasi tra quelli che vi potete inventare, sono certo che nasconde una storia di violenza, come faccio a esserne certo? Per le 100 donne che ogni anno vengono uccise, lo chiamiamo femminicidio. Ma le 100 uccise sono la punta dell’iceberg, per ogni ragazza, figlia, madre, moglie, compagna, massacrata, migliaia convivono e sopravvivono ogni giorno alla violenza fisica o psicologica che sia, poco cambia. Quando la subisci non c’è una violenza minore o maggiore.
 
Come mai ne scrivo proprio oggi, giorno di San Valentino. Oggi che siamo tutti cuoricini, mazzi di fiori e cioccolatini guarniti con dolci messaggi. Perché il 14 febbraio del 1400 fu fondato a Parigi l’Alto Tribunale dell’Amore. Bel nome per una corte che doveva giudicare tutto quello che con l’amore nulla c’entra. Nulla con il cuore che batte. Con il fremere di un bacio. Con la ricerca dell’altro. La sua competenza riguardava contratti d’amore, tradimenti e la violenza contro le donne.
 
Poco più di 600 anni dopo l’Organizzazione Mondiale Sanità, ha pubblicato un rapporto che denuncia che un terzo delle donne nel mondo ha subito un abuso fisico o sessuale. Una su tre. Quante donne conoscete? Due no e una si. Tranquilli ovviamente non riguarda voi. Ovviamente nessuno di voi ha abusato e ovviamente non conoscete donne abusate.
 
Ora se smettete di girarvi dall’altra parte e sfogliate il report “Valutazione globale e regionale della violenza contro le donne: diffusione econseguenze sulla salute degli abusi sessuali da parte di un partner intimo o da sconosciuti” stilato da OMS, in collaborazione con la London School of Hygiene & Tropical Medicine e la South African Medical Research Council, scoprirete che il 38% dei femminicidi nel monto è causato da un partner intimo e che il 42% delle donne che hanno subito abusi fisici da parte del proprio compagno ha sofferto di lesioni.
 
Scoprirete che depressione e alcolismo hanno un’incidenza maggiore per le donne abusate.
 
Scoprirete che le donne che hanno subito violenza hanno molte più possibilità di contrarre gonorrea, sifilide, clamidia e ovviamente HIV.
 
Impressionati? Bene, sappiate che sono dati parziali. Perché, ironia della sorte, le donne che subiscono violenza si vergognano. Si sentono responsabili e quindi nella violenza ci restano. Non denunciano. Non spengono l’incubo. Non fermano la mano che le colpisce.
 
E i medici? E i medici non sempre sono reattivi, non sempre sono preparati. Presente i tagli alla sanità pubblica? Anche questo vuol dire. Non avere le strutture, le persone, le professionalità per accorgersi, per aiutare le donne violate.
 
Quindi? Quindi è difficile sapere. Quindi non è neppure detto che l’Italia o l’Europa siano luoghi dove essere donna è più facile.
 
I dati ufficiali dicono che dove se la vedono peggio è nel Sud-est dell’Asia, nell’Est del Mediterraneo e in Africa, dove l’incidenza è del 37%. 
 
Riguardo ad abusi su donne maggiori di 15 anni di età, subiti dal proprio partner o da sconosciuti, o da entrambi, il tasso di diffusione è il seguente: Africa 45,6%, America (sud, centro e nord) 36,1%, Est del Mediterraneo 36,4%, Europa 27,2%, Ovest del Pacifico 27,9%, Paesi ad alto reddito 32,7%.
 
Oggi è San Valentino ed è un buon giorno, come lo è qualsiasi altro giorno, per liberarsi del vostro violentatore e poco importa se siete abituati a chiamarlo amore, papà, zio, nonno o fratello. Buona fortuna ragazze.

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Direttore

William Beccaro, 47 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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