Il 10 marzo 2020, il Ministero dell’Interno ha rilasciato il nuovo modulo di autocertificazione per gli spostamenti (qui scaricabile nella versione stampabile). Più semplice, rispetto al precedente, si limita a chiedere, oltre alle alla compilazione delle generalità, di barrare la motivazione per la quale si è lasciato il proprio domicilio.

Le opzioni restano: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Nel modulo si dichiara, inoltre, che quanto si sta dichiarando lo si sta facendo nella piena consapevolezza che ogni falsa dichiarazione è perseguibile ai sensi dell’articolo 495 del codice penale.

Chi viola le misure di contenimento del contenimento coronavirus, previste nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 concernenti lo spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale, resta punibile ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, che prevede sino a tre mesi o con un’ammenda di duecentosei euro.

Pene che possono essere aggravate in forza degli articoli del codice penale 337 (“violenza e minaccia di pubblico ufficiale”), 338 (“violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario), 389 (“violazione delle pene accessorie”) e 509 (“Inosservanza delle norme disciplinanti i rapporti di lavoro”).

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La redazione di Estreme Conseguenze.

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