Dal 10 marzo in tutta Italia, a seguito del decreto legge #iorestoacasa, ci si può spostare dal proprio domicilio solo per i seguenti motivi: esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Queste esigenze potranno essere attestate mediante autodichiarazione (scarica qui il modulo stampabile), che potrà essere resa anche seduta stante verbalmente e, quindi, attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.

Un divieto assoluto di spostamento, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.

La veridicità dell’autodichiarazione rilasciata verbalmente o tramite modulo, potrà essere verificata anche con successivi controlli.

La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella indicata dal dpcm 8 marzo 2020 e prevista dall’articolo 650 del codice penale, ovvero inosservanza di un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o di ordine pubblico o di igiene. È punito con l’arresto sino a tre mesi o con un’ammenda di duecentosei euro.

Pene che possono essere aggravate in forza degli articoli del codice penale 337 (“violenza e minaccia di pubblico ufficiale”), 338 (“violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario), 389 (“violazione delle pene accessorie”) e 509 (“Inosservanza delle norme disciplinanti i rapporti di lavoro”).

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La redazione di Estreme Conseguenze.

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