“Critiche all’Europa? Politica sanitaria comune europea? Ma di cosa stiamo parlando? Non ne posso più di sentire certe idiozie…”

Emma Bonino, già Ministro degli Esteri, vicepresidente del Senato, Commissaria Europea non perde mai la sua schiettezza. E così risponde a quanti in questi giorni chiedono che l’Europa viaggi insieme nella lotta al Covid19 e denunciano un ‘isolamento’ italiano nella lotta al virus.

“La salute è competenza nazionale degli Stati membri – prosegue Bonino – che l’hanno sempre difesa con le unghie e con i denti. Ricordo perfettamente il periodo della ‘mucca pazza’. All’inizio nessuno sapeva se e come potesse raggiungere anche gli esseri umani. Ma nessuno accettò di sviluppare una politica sanitaria comune, se non per quanto riguarda le politiche agricole, dove lì sì c’è una politica unica europea. Stessa cosa con la ‘peste suina’. A me la politica europea sull’agricoltura non piace, sia chiaro, ma esiste.
La Commissione Europea fa quel che può in base a quello che può fare: ha allargato i comitati di coordinamento, si è dimostrata utilissima con un’azione di concerto per raggruppare ed evacuare tutti gli europei presenti in Cina, mobilitando le ambasciate e spostando tutti a Pechino o a Shangai. Ci sono importanti aperture ora sullo sforamento del deficit.
Cosa vuol dire ‘l’Europa ci lascia soli?? Vogliamo una politica sanitaria in comune? Facciamola. Ma nessuno la vuole. Cosa interessa alla Finlandia di condividere con noi una politica della salute? Di che parliamo? Come per la politica Estera siamo rimasti a Sarajevo: ognuno va per i fatti suoi. Abbiamo per esempio in comune la politica per l’ambiente, per la coesione, e cosa succede? Che veniamo regolarmente multati perché non rispettiamo le regole oppure perdiamo i fondi a disposizione. Insomma, come sempre tiriamo fuori l’Europa quando ci fa comodo. Siamo ipocriti”

 

 

Come valuti le azioni del Governo in queste settimane, che opinione ti sei fatta?

“Ho avuto modo di confrontarmi telefonicamente con studiosi del Pasteur di Parigi, con il MIT di Boston, con l’istituto svedese… in realtà navighiamo al buio. Nessuno sa come e quando questa epidemia finirà. Semplicemente non lo sappiamo. Stiamo navigando al buio. E così naviga al buio anche il nostro Governo che sta facendo cose sensate, e lo dico pur essendo io all’opposizione.
Semmai, muovendosi al buio spesso ci si dimenticano delle cose. Ci siamo dimenticati delle carceri. Ci siamo dimenticati dei migranti, degli Sprar, dei CPR. Di questi luoghi non fregava nulla a nessuno prima e continua a non fregare niente a nessuno adesso.

Quello che servirebbe, subito dopo la fine dell’emergenza, è un ragionamento serio sul Servizio Sanitario Nazionale. Le Regioni hanno voluto a tutti i costi avocare a sé praticamente tutte le funzioni. Chi prova a mettere in discussione questo modello viene stoppato all’istante. Vieni azzannato immediatamente. Ci sono interessi troppo forti. Nessuno vuole sentirne parlare. E invece proprio di questo si dovrebbe parlare, dopo. Di un servizio sanitario che sia nazionale e che sia universale. Questo va fatto” conclude Emma Bonino.

 

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Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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