Paolo Zabeo è il coordinatore dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, fonte preziosa di dati sull’andamento dell’economia nazionale, molto spesso utilizzata dalle principali testate nazionali. Ma non è solo questo: è anche il punto di riferimento di migliaia di piccole imprese e imprese individuali che costituiscono il tessuto produttivo del Veneto, in particolare del Veneziano. Zebeo non è uno che passa le giornate immerso tra le carte e i modelli previsionali ma risponde al telefono, parla con gli associati, spiega loro cosa fare: “Nell’ultima settimana abbiamo avuto una media di un centinaio di chiamate al giorno, oltre alle mail e ai messaggi. La situazione è difficile ma dobbiamo essere noi per primi a mantenere la calma“.

Quindi, cosa bisogna fare? “Intanto questa è la prima volta in cui le partite iva vengono comprese nel ventaglio di chi ha diritto agli ammortizzatori sociali. Il coronavirus ha colpito zone in cui questa tipologia di lavoratori ha un ruolo importante, lo Stato ne ha preso atto e questo è già un grande risultato. Nel primo decreto c’è un contributo mensile di circa 500 euro oltre a riduzioni della pressione fiscale, moratorie dei pagamenti ed altre agevolazioni. E’ molto probabile che le stesse misure vengano estese al resto del territorio nazionale”.

Il “manuale” però non è pronto: “Oltre ad avere il decreto, l’ennesimo, ci sono poi le procedure da mettere in piedi, la macchina burocratica da avviare. Ovviamente tutti ci auguriamo che il tutto parta nel tempo più breve possibile e su questo mi sento di essere abbastanza ottimista“. Difficile, invece, descrivere il tenore delle chiamate che arrivano nell’ufficio di Mestre: “Mah, sento rassegnazione. Qui in Veneto c’è stato il crac delle banche, nel Veneziano a inizio anno un’acqua alta disastrosa: qui anche chi stava “bene”, tira già la cinghia”. Ci chiediamo, a questo punto, dove finisca il lato umano: “No, parlo con moltissimi piccoli artigiani che sono più preoccupati della salute dei loro fedeli dipendenti, che sarebbero insostituibili, che di un rischio di fallimento. Anzi, moltissimi hanno anticipato la chiusura, in attesa di poter capire cosa fosse meglio fare”.

Per chi si trova con 200 euro in banca?Tenere duro e chiedere. Si stanno muovendo risorse pari a una manovra. Non saranno sufficienti, probabilmente, ma bisogna essere preparati ad avere la documentazione giusta per andare all’Inps, dalle banche o agli enti preposti. Tra pochi giorni, forse ore, ne sapremo di più”.

E’ importate farsi trovare pronti, restare pronti: “Il nostro Paese, e quindi anche il Veneto, è entrato in questa pandemia già con dei dati economici non positivi – conclude Zabeo – La situazione era già difficile. Ora dobbiamo solo vedere quanto durerà e fare i conti”.

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(Ph Porta a Porta)

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Giornalista

Giulia Guidi ha collaborato con numerose testate sia venete che nazionali in diversi settori, ma soprattutto in cronaca. Dopo l'inizio con Canale 68, ha scritto per L'Espresso, L'Unità, Il Manifesto con corrispondenze sul caso della base usa Dal Molin, Altraeconomia (Mose, Autostrade), Il VIcenza, Il Giornale di Vicenza e Vicenzatoday con cronache locali, CNR Media sul nazionale. Attualmente lavora a Vvox.

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