L’Università “precetta” 80 tirocinanti di infermieristica per filtrare i pazienti davanti agli ospedali. “Senza sicurezza sanitaria non ci andiamo”

 

“Abbiamo bisogno di voi nei filtri triage degli ospedali. Avrete guanti, mascherine e un camice. Il camice deve durare una settimana e ve lo dovete lavare voi”

Questa in sostanza la richiesta arrivata a circa 80 tirocinanti del terzo anno di infermieristica a Torino. Il tirocinio In queste settimane è ovviamente sospeso ma chi accettasse la proposta potrebbe chiudere in questo modo il percorso formativo.

“Ci è arrivata questa mail – racconta Gabriele a EC – dove ci hanno detto: ‘fate attività di filtraggio davanti agli ospedali e questo periodo sarà conteggiato come conclusione del tirocinio. Ma non ci danno sufficienti garanzie. Dovremmo fermare le persone che devono entrare in ospedale verificando che non siano contagiate. La nostra dotazione: normali mascherine chirurgiche (non quindi quelle FFP2-3), guanti in lattice e un camice monouso a testa che deve durare una settimana. Che ci dobbiamo lavare noi a casa. Un termometro a testa che però a basse temperature non funziona, quindi dobbiamo scaldarli noi a mano. Dobbiamo stare nelle tende triage e fa ancora freddo, quindi il camice dobbiamo metterlo sopra i giacconi. Se fa caldo, via i giacconi e buttati per terra, appendiabiti non ce ne sono.

Nelle tende non ci sono bagni, quindi dovremmo entrare in ospedale. Non si capisce come potremmo mangiare perchè il cibo non è distribuito, è tutto chiuso. Dovremmo fare i turni per andare al supermercato aperto più vicino.

Non è previsto nessun rimborso nemmeno per la benzina per chi arriva da lontano o per il parcheggio in una zona che è tutta a pagamento.

La scelta è volontaria, non siamo obbligati. Il problema è che chi fa questa cosa riuscirà a laurearsi in tempo, chi non la fa potrebbe avere invece grosse difficoltà.

Molti studenti sono anche fuori sede, molti al sud e non si sa se e come possano ritornare, e potrebbe essere pericoloso per tutti… Ci sono persone che a casa hanno persone con patologie gravi o che sono immunodepresse e non possono fare questa cosa… abbiamo chiesto con una lettera al rettore che tutti possano finire il percorso di tirocinio quando possibile e che ci siano come minimo garanzie maggiori a livello di sicurezza”.

Dall’Università di Torino fanno sapere che le forniture sanitarie sono a carico dell’AST, che si sta lavorando per un rafforzamento del dispositivo sanitario e che si stanno valutando le richieste dei tirocinanti.

 

 

CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL GRUPPO WHATSAPP DI ESTREMECONSEGUENZE

 

 

Torna alla Home Page di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al gruppo Whatsapp di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al canale Telegram di Estreme Conseguenze

Condividi questo articolo:

Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

Commenta con Facebook