“Risponde il servizio clienti di xxxx, prego”

“Buongiorno scusi chiamo per il mio credito telefonico residuo… ma posso prima chiederle una cosa diciamo personale?”

“Vediamo… mi dica”

“Lei mi sta rispondendo da un call center?”

“Si”

“Ah. Pensavo vi mettessero in condizione di lavorare da casa…”

“Lo abbiamo chiesto. I nostri rappresentanti sindacali stanno discutendo no l’azienda. Per ora siamo ancora qui. Una postazione sì, una no, per mantenere un minimo di sicurezza. Certo non è piacevole. Sono la mamma di due bambini piccoli… devo uscire di casa, prendere la macchina e venire qui. Certo vista la situazione ho un po’ di paura… secondo me questo virus resta nell’aria.. cosa voleva sapere del suo credito?”

Molte aziende di telecomunicazione si sono organizzate e permettono ai propri lavoratori di svolgere le proprie funzioni da casa. Molte altre no. In Italia ci sono circa 25mila persone che lavorano nei call center.

La SLC-Cgil ha dichiarato lo stato di agitazione.

“Nonostante le nostre reiterate sollecitazioni ancora ci arrivano circostanziate segnalazioni di realtà di customer care dove non si stanno creando le condizioni di messa in sicurezza dei lavoratori. In particolare ci riferiamo alla mancata predisposizione “a scacchiera” dei lavoratori con conseguente diradamento delle presenze in turno così da lasciare una postazione libera fra un lavoratore ed un altro; al mancato intervento di sanificazione dei locali; all’assenza di dispositivi di igienizzazione individuale.

Stato di agitazione di tutti i call center non sottoposti alla Legge 146/90 dal 13 marzo 2020 fino al 3 aprile 2020. Le azioni di sciopero e le loro modalità, intraprese nell’ambito dello stato di agitazione qui dichiarato, verranno comunicate dalle strutture territoriali al perdurare delle situazioni di inadempienza sopra descritte”.

Se in questi giorni vi arriva una chiamata da un gestore telefonico, elettrico, gas o quant’altro… lo so spesso è fastidioso rispondere, non abbiamo voglia e non importa ormai nemmeno più tanto se la chiamata arriva dall’Italia o dall’Albania… chiedete intanto a chi è dall’altra parte come sta, da dove chiama, se è a casa oppure chiuso in un ufficio.

Sicuramente, almeno per qualche istante, ci sentiremo tutti meno soli.

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Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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