Diego Bianco, 46 anni, padre di una bambina di 2, è morto nella notte nella sua casa di Montello in provincia di Bergamo. Lavorava come soccorritore al Soreu, la centrale operativa del 118 all’ospedale Papa Giovanni XII di Bergamo, al centro dell’emergenza coronavirus.

Da un paio di giorni non si sentiva bene, così come altri 4 suoi colleghi. Proprio per questo la centrale – che raccoglie le chiamate di emergenza anche da Brescia e Sondrio inoltrate dal 112 – è stata chiusa e sanificata. Le chiamate sono state dirottate verso le centrali di Brescia e Milano. A dare conferma della morte del soccorritore è anche l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, che spiega come l’operatore del 118 deceduto “sia risultato positivo al test per il covid 19”.

Diego finora è la più giovane vittima del virus. “Non era anziano e non aveva altre malattie”, dicono i suoi colleghi, che sottolineano come chi sia in prima linea troppo spesso “sia a rischio, anche perché non si capisce sempre se ci si trova di fronte a pazienti contagiati o meno”. Troppo spesso, poi, mancano le protezioni, come mascherine con i filtri FFP2 o FFP3, tute e guanti non solo per gli operatori del 118 ma anche per forze dell’ordine e lavoratori.

Riccardo Germani, del sindacato Adl Cobas Lombardia, e un altro collega, Davide, chiedono che “tutte le strutture private mettano a disposizione dei pazienti affetti da coronavirus”. E hanno chiarito che benché “non saranno certo mascherine e guanti a salvare dal contagio i lavoratori e le lavoratrici, bisogna chiudere adesso e istituire subito un reddito di quarantena,  fermare tutte le produzioni non necessarie e introdurre all’interno del Paese un reddito di quarantena per tutti”.

CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL GRUPPO WHATSAPP DI ESTREMECONSEGUENZE

Torna alla Home Page di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al gruppo Whatsapp di Estreme Conseguenze

Clicca qui per iscriverti al canale Telegram di Estreme Conseguenze

Condividi questo articolo:

Giornalista

Paolo Verri bolognese di nascita e da quasi 20 anni milanese di adozione. Si è trasferito in Lombardia con la scusa dell'università e lavora come giornalista per un'agenzia di stampa da una quindicina d'anni. Ha collaborato anche con agenzie internazionali e con diverse radio, tv e quotidiani come Il Giorno e le testate del gruppo QN e quelle del gruppo Messaggero. Si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e nera, ma da sempre ha la testa e il cuore in giro per il mondo.

ARTICOLO PRECEDENTE

EROI UNA MINCHIA

PROSSIMO ARTICOLO

NOI ASSASSINI DI EROI

Commenta con Facebook