Renato Ellero, già docente di diritto penale all’università di Padova, avvocato, dopo aver sentito parlare di proposte tese a maggiori controlli elettronici per limitare la diffusione della epidemia da Covid-19 storce il naso. Spiega che bisogna essere cauti quando si parla di libertà personali e spiega che il contagio può essere contenuto con un sistema sanitario pensato in modo rigoroso ed efficiente.

Professore Ellero da più parti si invocano norme speciali affinché siano tracciati gli spostamenti dei cittadini. Lei che pensa al riguardo?
«Allora, cerchiamo di separare il grano dal loglio altrimenti facciamo solo confusione».

Sarebbe a dire?
«Se gli operatori telefonici o altri soggetti possono aggregare a livello macro e quindi in modo anonimo alcuni dati affinché le amministrazioni pubbliche possano avere in mano strumenti di analisi statistica è un conto. Altra cosa è invece pensare che per ragioni di salute pubblica si possa tracciare l’attività di gruppi o di singoli. Sarebbe un abominio».

Perché?
«Perché solo un giudice a fronte di una situazione contingente può in casi limitati comprimere le libertà del singolo».

Ma una stretta sarebbe possibile se cambiasse la norma penale?
«Assolutamente no. Chi lo sostiene o è un irresponsabile o è un ignorante della peggior specie. Oltre al fatto che una cosa del genere è gravissimo solo pensarla, è la carta costituzionale che in modo inequivocabile sancisce che le libertà personali possono essere compresse solo in casi limitati e dopo la decisione di un giudice terzo: questo detto in estrema sintesi e semplificando al massimo».

Epperò il governatore leghista Luca Zaia si è detto entusiasta della possibilità di tracciare i movimenti dei veneti per limitare il contagio. Lei che cosa dice?
«Ho letto l’intervista rilasciata al Corveneto. Zaia avrebbe dovuto tacere. Se pensa alla mera aggregazione di dati avrebbe dovuto spiegarlo. Ma in modo assai ambiguo non lo ha fatto. Occhieggiare al grande fratello è invece il sintomo di un approccio autoritario al problema. Oltretutto questa paranoia è inutile sul piano del controllo del territorio in chiave atti-contagio».

Perché?
«Perché bastano pattugliamenti ben organizzati, norme ben scritte e ben applicate per evitare gli abusi. Se qualche politicante ha intenzione di accarezzare certe pratiche antidemocratiche come quelle che per esempio negli Usa seguirono l’11 settembre, basti pensare al patriot act, allora lorsignori si accomodino direttamente nel salotto dei regimi autoritari. L’emergenza sanitaria non c’entra. Costoro hanno altre mire».

Come si affronta allora questa emergenza?
«L’emergenza sanitaria la si affronta con gli ospedali che marciano, con i posti letto e coi posti di terapia intensiva che funzionano, con nosocomi in cui i medici seri sono premiati e quelli incapaci o fannulloni, che non mancano, sono mandati a casa. Io mi aspetto che la sanità funzioni perché non ci sono sperperi o ruberie. Vogliamo fare la storia delle magagne della sanità veneta dagli anni Duemila in poi? Vogliamo andare a guardare da vicino le forniture, i rapporti col privato? Parliamo poi della Lombardia. Vorrei chiedere all’attuale governatore lombardo Attilio Fontana se sia in grado di fare l’elenco di coloro che negli anni sono stati condannati per le malversazioni della sanità nella sua Regione. Ecco, come mai nessuno invoca il grande fratello contro le tangenti? Zaia crede di essere un politico che affronta una emergenza, ma del politico con la p maiuscola non ha nemmeno le sembianze».

E chi è Zaia allora?
«Un ectoplasma intellettuale. Non riesce mai a staccarsi dalla propaganda come del resto fa il suo compagno di partito Matteo Salvini quando quest’ultimo ad esempio si fa riprendere da una dozzina di fotografi mentre annuncia di donare il sangue. Spero almeno che la donazione avvenga senza che Salvini tracanni il suo amato mohito».

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Giornalista

Marco Milioni, classe 1973, è giornalista pubblicista dal 2002. È stato per molti anni firma fissa de Il Gazzettino e corrispondente da Vicenza per Radio Rtl Venezia ed Rtl 102,5. Ha all'attivo collaborazioni con Alganews.it, Globalist.it, Il Fatto quotidiano, Canale 68 Veneto, Vicenzapiu.com, Radio Vicenza, Vvox.it e con il gruppo Citynews.

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