“La contrattazione per il “Cura Italia” è durata 18 ore perché non solo Confindustria non vuole fermare la produzione ma era anche contraria all’applicazione del telelavoro. In questa situazione drammatica la classe dirigente non ha dimostrato grande sensibilità. Ma del resto ci siamo abituati”.

Così Claudio Zaccarin, amministratore delegato di C.a.a.f. Nordest Cgil, a proposito della reticenza delle imprese a mettere in sicurezza i lavoratori, cioè farli stare a casa, nonostante la disponibilità del governo di garantire ammortizzatori sociali anche a chi non avrebbe potuto accedervi in condizioni normali. E, nella lunga trattativa in video conferenza, c’è stata fortissima opposizione anche per l’applicazione obbligatoria dello smart working. La relazione tecnica che era sul tavolo del governo relativa ai settori che non hanno dovuto sospendere le attività stimava infatti che ci fosse ancora il 15% dei dipendenti pubblici e il 50% di quelli privati che doveva ancora recarsi in ufficio. Per questi lavoratori il decreto ha previsto un premio “una tantum” di 100 euro. “Una posizione inspiegabile – stigmatizza Zaccaria – Noi abbiamo circa 370 dipendenti e in pochi giorni dall’inizio dell’emergenza erano già tutti a lavorare da casa. L’azienda ha fornito pc e linea a chi ne era sprovvisto e tutto è andato liscio. Non mi spiego come certi colossi non siano riusciti a fare lo stesso…”.

Il giudizio di Zaccarin sul Cura Italia è abbastanza positivo ma bisognerà attendere le circolari Inps per fornire alle aziende le direttive da seguire per richiedere gli ammortizzatori ed i contributi. Il decreto prevede che siano coperte 9 settimane dal 23 febbraio a fine agosto. Non è un po’ poco? “Questo si è potuto fare con i fondi che sono a disposizione adesso. Ora vediamo cosa farà l’Europa. Purtroppo siamo costretti a ragionare quasi di settimana in settimana. E’ positivo perché copre praticamente tutte le categorie di lavoratori, compresi gli autonomi e le micro imprese, ed è la prima volta che questo accade. Buone notizie, se così si può dire, anche per gli stagionali. Chi era “in parola” per un contratto ma non aveva ancora firmato, può comunque accedere agli ammortizzatori se l’azienda gli fa da garante”.

Ma l’ad di C.a.a.f. Nordest fa notare una lacuna che potrebbe avere effetti sociali devastanti tra una manciata di settimane: nel Cura Italia non è previsto alcun ammortizzatore per le colf e le badanti. “Tra metà febbraio e il Cura Italia siamo stati tempestati di richieste per la regolarizzazione ma, purtroppo, a poco è servito, per chi ci è riuscito. Chi si è trovata a dover lasciare il posto di lavoro magari proprio per una quarantena, o è tornata in patria nel caso delle straniere, non solo è rimasta senza stipendio ma rischia anche di non poter più ritornare, se nel suo Paese scoppiasse l’epidemia e l’Italia chiudesse le frontiere. Riusciamo a far fronte all’assistenza agli anziani perché molti non usufruiscono delle case di riposto e di cura e si “arrangiano” a casa. Se avessimo carenza di badanti sarebbe un gravissimo problema per numerose decine di migliaia di nuclei famigliari. Per chi ha i famigliari…”.

E sarà la sola difficoltà che si troveranno ad affrontare gli italiani: “Qui in Veneto la situazione è certamente grave ma non drammatica. Basta guardare in Lombardia: una tragedia che ci lascia sgomenti. E lì si concentra il 2% del Pil europeo”. “Io mi ritengo fortunato – conclude Zaccarin – Ho un giardino. Ma chi vive in grandi condomini e in piccoli appartamenti, tra due settimane in che condizioni psichiche sarà? Mi aspetto un aumento delle violenze famigliari, un acuirsi delle situazioni di disagio. E’ vero, è un virus classista e va fermato. Forse una forma “light” di coprifuoco non sarebbe sbagliata”.

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Giornalista

Giulia Guidi ha collaborato con numerose testate sia venete che nazionali in diversi settori, ma soprattutto in cronaca. Dopo l'inizio con Canale 68, ha scritto per L'Espresso, L'Unità, Il Manifesto con corrispondenze sul caso della base usa Dal Molin, Altraeconomia (Mose, Autostrade), Il VIcenza, Il Giornale di Vicenza e Vicenzatoday con cronache locali, CNR Media sul nazionale. Attualmente lavora a Vvox.

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