Caro Matteo,

sto aspettando l’ora giusta per chiamare. Farò il numero al quale mi rispondevi ogni mercoledì per dirmi “no signor Beccaro, il mercoledì siamo chiusi, come ogni mercoledì”. Era diventato quasi un rito, questo del mio scordare il giorno nel quale il tuo ristorante Antica Trattoria Al Laghett non imbandiva i tavoli. Oggi non mi risponderai perché, nonostante i tuoi 38 anni, il covid-19 ti ha ucciso.

L’ho saputo da Sara che non ci sei più. Mi ha scritto un sms veloce, uno dei suoi. Sai come è fatta. Subito al punto. Trasparente. E la sua trasparenza era di dolore e incredulità. Trasudava un “non è giusto”. Cracco, lo stellato famoso, ti ha ricordato che un partecipato: “il coronavirus ha portato via uno di noi”.

Il primo ricordo di te è di poco più di vent’anni fa. Io e Silvia venivamo da voi a mangiare. Tu con i tuoi 10 anni meno di noi, eri il ragazzino di bottega. Quello a cui un po’ si bada e un po’ no. Il predestinato a prendere le redini del posto, ma ancora poco più che un bambino che si deve ancora fare. La prima volta che parlammo era perché ti avevo raccontato che un mio amico, Alessio Grosso, aveva scritto un romanzo e ci aveva infilato il vostro pollo. Quello che fate con il ferro da stiro arroventato. Ti eri annotato titolo e editore. Curioso. Mi davi del lei e del lei hai continuato a darmi anche quando mi davi del tu. Sarà stato il rispetto dell’età, sarà stato per quella tua timidezza, che poi era riservatezza. Non mi ha mai chiesto della signora che era a quel tavolo con me. Mai una domanda su quella, la mia ex moglie, con la quale venivamo ogni settimana a mangiare e che poi non era più venuta, mai un accenno a chi poi quel tavolo ha occupato con me, dopo di lei. Hai registrato, mai abbozzato, né complice, né inquirente. Acqua e crostini. Quante bottiglie mi hai portato. Il laghetto che da il nome al tuo posto ci ha permesso di conoscerci un po’ meglio. Eri indignato che fosse abbandonato, inquinato. Tentammo una battaglia. Coinvolgemmo l’amministrazione. Ma non ci fu verso. Nessuna bonifica.

L’ultima volta che ti ho incontrato era una domenica di quando? Non sono certo se dicembre o gennaio. Ero da solo. Quando mi hai chiesto se volevo fattura, ti ho detto di no e ti ho raccontato di quel che stava succedendo alla società di cui avevi l’anagrafica memorizzata. Mi hai sorpreso con quel “comunque EstremeConseguenze va avanti, vero?”. “EC mi sopravviverà”, ho scherzato, senza sapere che sarebbe sopravvissuta a te. Mi hai stretto la mano, con lo sguardo negli occhi, franco. Come facevi sempre e come facevi con tutti. Forse è proprio questo gesto al quale mai ti sottraevi che ti ha ucciso, la stretta al cliente sbagliato, quando ancora non sembrava il caso, a chi ci governa, di chiudere i ristoranti. A pensarci, che rabbia, che infinito sconforto. Ciao Matteo.

 

Matteo Malusardi, 38 anni, gestore e sommelier dell’Antica Trattoria al Laghetto, è deceduto a seguito di un infarto. Era stato ricoverato dopo aver avuto un malore in casa. Svenuto a seguito di un improvviso e forte dolore al petto. È deceduto 48 ore dopo, era positivo al coronavirus.

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Direttore

William Beccaro, 47 anni, è direttore di Estreme Conseguenze. Nato professionalmente nel 1994 a Radio Popolare di Milano, ha poi lavorato per le principali testate italiane. Tra queste la Rai, la Repubblica, l’Unità, Diario, Avvenimenti, RCS, il gruppo Sole24Ore. Nel 2009 era direttore del circuito radiofonico CNR, dalle cui frequenze ha fatto scoppiare il “Caso Cucchi”.

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