Anche questa volta il decreto non c’è. Annunciato il 21 marzo 2020 alle 23.25 in diretta facebook dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il dcpm nel suo testo definitivo e contro-firmato, non è stato ancora diffuso. Si è quindi creato nel Paese uno stato di incertezza, dovuto al fatto che il provvedimento resta nei fatti un mistero. Pensiamo quindi sia corretto diffondere la bozza integrale del testo del provvedimento, annunciato ieri notte dal premier Conte.

Nella bozza sono già delineati i punti principali e che hanno avuto riscontro nelle parole del Capo del Governo:

chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità e alle edicole;* chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono chiusi i mercati sia su strada che al coperto e le medie e grandi strutture di vendita;chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere;

chiusura delle attività artigianali di servizio (es. parrucchieri, estetisti, ecc..) ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza;

chiusura di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (es. ostelli, agriturismi, ecc..) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico;

sospensione di tutti i servizi mensa sia nelle strutture pubbliche che private;

chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti.

Si propone l’ulteriore sospensione, di conseguenza, dei termini processuali e degli adempimenti di natura amministrativa, assicurativa, ecc..

Si chiede che vengano consentite «ogni attività svolta con modalità di lavoro agile», chiede di individuare quali siano «le attività di indifferibile necessità», e precisa anche che «è già stato raggiunto un accordo con Confindustria » per «regolamentare la chiusura delle attività lavorative per le imprese».

LA BOZZA DEL DECRETO

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Redazione EstremeConseguenze

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