Il decreto della Presidenza del Consiglio del 22 marzo ha “chiuso tutto” ad eccezione delle attività non essenziali. E adesso cosa cambia per lavoratori e imprese?  Lo spiega l’avvocato Susanna Carinci, alla guida del team di giuslavoristi dello studio fondato dal professor Franco Carinci di Bologna,  in rete con lo studio LabLaw.

Ecco un piccolo VADEMECUM, realizzato in collaborazione con la consulente del lavoro Giorgia Giusti, per orientarsi nella ‘giungla’ di misure e ammortizzatori sociali per le imprese e i lavoratori.

 

Tutte le attività non essenziali, ove possibile, potranno proseguire con smart working.

Tutte le aziende che vedranno l’attività bloccata o, comunque, anche solo ridotta potranno accedere agli ammortizzatori sociali.

L’eventuale smart working può quindi coesistere con la cassa integrazione.Esistono varie tipologie di ammortizzatori sociali a seconda del settore di attività dell’azienda e del numero dei dipendenti.

  • CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA INPS (CIGO)

Vi accedono le imprese industriali manifatturiere e di installazione impianti e le imprese industriali e artigiane dell’edilizia, indipendentemente dal numero dei dipendenti.

La domanda può essere presentata, entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione, per i periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto per una durata massima, comunque, di 9 settimane. I lavoratori, per accedere alla CIGO, devono essere assunti alla data del 23 febbraio.

E’ necessario, per attivare la procedura, inviare una comunicazione alle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil del settore. Il verbale di accordo che viene normalmente svolto in occasione dell’incontro del sindacato in azienda non è richiesto per la CIGO COVID-19. Il sindacato si riserva di fare l’incontro in azienda  comunque in seguito e, possibilmente, entro il termine del periodo di cassa integrazione.

L’Inps riconosce ai lavoratori l’80% della retribuzione per le ore non lavorate. L’importo non può superare  i 1.129,66 euro per retribuzioni (calcolate comprensive della tredicesima) superiori a 2.159,48 euro, mentre per salari inferiori l’importo sarà di 939,89 euro, al lordo della tassazione e la contribuzione figurativa pensionistica.

Il pagamento ai lavoratori può avvenire con anticipo in busta paga da parte dell’azienda o con pagamento diretto da parte dell’Inps al lavoratore a seconda delle possibilità finanziarie dell’azienda.

 

  • ASSEGNO ORDINARIO FIS

Vi accedono le imprese commerciali con più di 15 e fino a 50 dipendenti. Questa opzione è estesa anche alle aziende tra 6 e 15 dipendenti le quali, tuttavia, per il periodo dal 23 febbraio scorso al 22 marzo accedono alla cassa in deroga illustrata al punto successivo.

La domanda può essere presentata, entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione, per i periodi che vanno dal 23 febbraio al 31 agosto per una durata massima, comunque, di 9 settimane. I lavoratori, per accedere al Fis, devono essere regolarmente assunti alla data del 23 febbraio.

E’ necessario, per attivare la procedura, inviare una comunicazione alle organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil del settore. Il verbale di accordo che viene normalmente svolto in occasione dell’incontro del sindacato in azienda non è richiesto per l’assegno ordinario FIS. Il sindacato si riserva di fare l’incontro in azienda  comunque in seguito e, possibilmente, entro il termine del periodo di cassa integrazione.

L’Inps riconosce ai lavoratori l’80% della retribuzione per le ore non prestate. Tale importo non può superare l’importo di 1.129,66 euro per retribuzioni (calcolate comprensive della tredicesima) superiori a 2.159,48 euro, mentre per salari inferiori, l’importo sarà di 939,89 euro, al lordo della tassazione e la contribuzione figurativa pensionistica.

Il pagamento ai lavoratori può avvenire con anticipo in busta paga da parte dell’azienda o con pagamento diretto da parte dell’Inps al lavoratore a seconda delle possibilità finanziarie dell’azienda.

 

  • CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Vi accedono tutti i datori di lavoro del settore privato e del terzo settore, ad esclusione di quelli sopra riportati che rientrano nella CIGO o nel FIS, i datori di lavoro domestico ed i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio.

Ai lavoratori è riconosciuto l’80% della retribuzione per le ore non lavorate. Tale importo non può superare 1.129,66 euro per retribuzioni (calcolate comprensive della tredicesima) superiori a 2.159,48 euro, mentre per salari inferiori alla predetta cifra l’importo sarà di 939,89 euro, al lordo della tassazione e la contribuzione figurativa pensionistica.

I lavoratori riceveranno un pagamento diretto da parte dell’Inps.

Per l’accesso alla CIG in deroga dal 23 febbraio al 22 marzo tutti i datori di lavoro devono sottoscrivere l’accordo con le organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil del settore, mentre per l’accesso alla CIG in deroga dal 23 febbraio al 22 marzo devono sottoscrivere l’accordo con le organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil del settore solo le aziende con più di 5 dipendenti.

In entrambi i casi occorre, comunque, inviare una comunicazione alle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil del settore. Il verbale di accordo che viene normalmente svolto in occasione dell’incontro del sindacato in azienda ove richiesto è sottoscritto senza svolgere l’incontro in azienda. Anche in questo caso, il sindacato si riserva di fare tale incontro comunque in seguito e, possibilmente, entro il termine del periodo di cassa integrazione.
Viene riconosciuto ai lavoratori l’80% della retribuzione per le ore non prestate. Tale importo non può superare l’importo di 1.129,66 euro per retribuzioni (calcolate comprensive della tredicesima) superiori a 2.159,48 euro, mentre per salari inferiori l’importo sarà di 939,89 euro, al lordo della tassazione e la contribuzione figurativa pensionistica.

Le domande di cassa integrazione in deroga redatte in forma cartacea ed inviata in formato Pdf, con la firma ben leggibile del legale rappresentante del datore di lavoro o di un suo delegato, in regola con la normativa in materia di marca da bollo dovrà avere allegati il verbale di accordo ove previsto e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà insieme ad un documento di identità del legale rappresentante o di un suo delegato potranno essere presentate entro il 30 aprile per quelle riferite al periodo 23 febbraio – 22 marzo mentre per quelle riferite ai periodi dal 23 marzo in avanti potranno essere presentate solo dopo il 30 aprile ed entro il 31 agosto.
Per le casse in deroga occorrerà inviare entro il giorno 25 del mese successivo a quello di fruizione della cassa in deroga, la comunicazione dell’utilizzo mensile.

 

  • FONDO FSBA PER AZIENDE ARTIGIANE

Utilizzando la contribuzione EBNA che le aziende artigiane effettuano mensilmente tramite F, l’EBER mette a disposizione un intervento a sostegno della sospensione/riduzione lavorativa per la durata di 20 settimane, subordinato alla sottoscrizione dell’accordo sindacale. Ai lavoratori coinvolti spetterà l’80% della retribuzione persa con un massimale di 1193,75 euro.
Eventualmente terminate le 20 settimane previste, le aziende artigiane potranno accedere, per i periodi eccedenti tale durata, alla cassa integrazione in deroga sopra descritta.

 

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Giornalista

Paolo Verri bolognese di nascita e da quasi 20 anni milanese di adozione. Si è trasferito in Lombardia con la scusa dell'università e lavora come giornalista per un'agenzia di stampa da una quindicina d'anni. Ha collaborato anche con agenzie internazionali e con diverse radio, tv e quotidiani come Il Giorno e le testate del gruppo QN e quelle del gruppo Messaggero. Si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e nera, ma da sempre ha la testa e il cuore in giro per il mondo.

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