Mentre il Burkina Faso continua ad essere lo scenario delle incursioni di cellule Jihadiste e negli ultimi mesi le uccisioni di cristiani non si sono fermate, il Covid-19 comincia a colpire duro anche qui e porta il Governo di Ouagadougou alle prime misure drastiche.
EC ha contattato brevemente Don Lucien che vive e opera a Koupéla, nella parte est del Burkina Faso.

 

 

Don Lucien, come sta?
Da ieri il paese ha chiuso le frontiere, come va li?

“Qui stiamo abbastanza bene. Più casi di contaminazione rispetto ai giorni precedenti. Abbiamo quasi 75 casi con 4 deceduti, 5 guariti. 4 località colpite dalla malattia.
Il Presidente del paese ha deciso la chiusura delle frontiere, un coprifuoco dalle 19 alle 5 di mattina. Tutte le forme di raggruppamenti di più di 50 persone è vietata. Non ci sono più messe, ne nessuna preghiera dei musulmani, protestanti o cattolici. Siamo confinati a casa.”

Don Lucien non ha precisato che quattro dei positivi sono i Ministri dell’Educazione, dell’Interno, degli Esteri e delle Miniere.

Nel paesino dove vive com’è la situazione?

“Io ora sono nella capitale a Ouagadougou. Sono confinato in seminario con gli studenti e gli altri insegnanti. Usciamo solo in caso di necessità.”

Come farà ad andare a insegnare? Le è ancora permesso?

“Hanno chiesto di ridurre i viaggi. Oggi c’è un parente di mio papà (suo zio) che è deceduto a casa mia a 180km da qui, ma non posso andarci.”

Avete presidi medici di qualche genere? mascherine? disinfettanti?

“Sì, hanno chiesto a tutti di portare le mascherine. Ci sono squadre di medici che vanno a visitare le persone sospettate di avere la malattia. Diciamo che in genere non siamo preparati per questo. Speriamo che la malattia non si diffonda.”

Com’è la situazione degli ospedali?

“Diciamo che c’è un’attenzione per il Covid-19 ma continua la lotta per la salute pubblica che non è ordinariamente facile.”

Quanti posti in terapia intensiva?

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Videoreporter

Nato nell ‘82 dove soffia la Bora. Il mio lavoro e le mie passioni, la vela e la montagna, mi hanno fatto girare il mondo tra Europa, nord Africa, Medio Oriente e Stati Uniti, vivendo a seconda dei periodi tra Milano, Malta, Varese e Trieste.

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