Facciamo chiarezza. Qualcuno ha parlato di ‘FAKE news’ riguardo al nostro articolo “Il Virus non ferma le armi” affermando che in realtà nell’ultimo decreto del Governo il settore Difesa e AereoSpazio non è compreso tra i servizi essenziali.

Confermiamo quanto scritto e precisiamo: alla lettera H nell’articolo 1 del decreto si lascia la possibilità di decidere alle singole aziende del settore difesa ed aereospazio di poter continuare a tenere aperte le fabbriche, previo autorizzazione della Prefettura di competenza. Quindi, elicotteri, fucili, pistole, sistemi di arma per puntamento missili, componentistica per aerei da guerra possono mantenere le fabbriche aperte. Leonardo, 50mila lavoratori impiegati in tutta Italia, ha fatto questa scelta. Così come Avio, Mbda, Beretta, Vitrociset.

“La Boeing rimarrà chiusa per due settimane – dice a EC Giovanni Cartosio, FIOM Varese – che senso ha costruire ora elicotteri da guerra per consegne che non potranno nemmeno mai essere rispettate. Se ai lavoratori si dicesse ‘servono elicotteri per trasportare malati’ posso garantire che lavorerebbero anche la notte. Ma che senso ha tenere aperte queste fabbriche che al momento non producono nulla di ‘essenziale’ rispetto all’epidemia in corsa portando al lavoro ogni giorno solo in questa provincia 5mila persone? Fabbriche che tra l’altro sono già vuote. Per questo abbiamo scioperato e scioperiamo domani”.

“È chiaro che ci sono state, e ci sono ancora, forti pressioni di Confindustria per stabilire cosa può rimanere aperto e cosa no – afferma a EC il segretario regionale FIOM Alessandro Pagano – I lavoratori metalmeccanici in Lombardia sono circa mezzo milione. L’annuncio di Leonardo di chiedere una deroga e di poter continuare a tenere aperte le fabbriche ha fatto scattare la mobilitazione. Domani si ferma tutta l’industria metalmeccanica lombarda tranne tutto ciò che attiene alle forniture di beni e servizi per il sistema sanitario come le aziende che fanno controlli ai macchinari, chi fa le manutenzioni delle strutture, chi lavora nell’industria biomedicale. Tutto il resto si ferma, compreso l’artigianato metalmeccanico. In queste ore a Roma il governo sta discutendo con i sindacati per rivedere il decreto. Un decreto che è al momento un colabrodo e non va nella direzione di limitare la circolazione delle persone. Le aziende devono usare la cassa integrazione per questi dieci giorni previsti dal decreto del Governo. Vogliamo aiutare davvero lo sforzo per fermare il virus e che gli industriali capiscano la situazione”.

 

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Caporedattore

Daniele De Luca ha lavorato per 15 anni come redattore a RadioPopolare di Milano, passando dalle notizie locali ai GR nazionali. E’ stato corrispondente dagli Stati Uniti per Radio Popolare. Ha collaborato con Diario e il settimanale L’Espresso. Caporedattore a CNRMedia. E’ direttore di ‘FuoriDiMilano’, il primo magazine free-press composto da una redazione di utenti dei servizi di salute mentale.

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