L’emergenza coronavirus non ha eguali nella storia della Sanità italiana. Bisognerà creare task force con percorsi e strutture dedicati e personale istruito” perché proprio le epidemie “saranno le emergenze del futuro”. Il professor Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, è uno dei protagonista nella corsa contro il tempo per trovare una cura. La struttura di cui è alla guida è un’eccellenza a livello mondiale, vera e propria avanguardia della tanto bistrattata Sanità del Sud. Anche prima che il contagio divampasse in Italia, Ascierto era in contatto con i medici di Wuhan, che lo hanno aggiornato su tempi e modalità della sperimentazione asiatica. L’arrivo del virus in Italia e in Campania ha dato la possibilità al Pascale e all’azienda dei Colli di far partire una  a base di Tocilizumab, farmaco usato per curare anche l’artrite reumatoide, su 18 pazienti ricoverati in terapia intensiva. Così, EstremeConseguenze.it ha fatto il punto con il professor Ascierto sulle prospettive per la cura del covid-19.

Professore, ci aiuti a fare un po’ di chiarezza. Di che virus si tratta? Quello diffuso in Italia è diverso da quello di Wuhan? Chi sono i pazienti più a rischio?

Il covid-19 è una malattia respiratoria acuta, causata da un virus chiamato SARS-CoV2 che fa parte della famiglia dei coronavirus – il nome deriva dalla loro forma caratteristica – responsabili di altre malattie già note, come la Mers e la Sars. Le persone più a rischio sono gli anziani e chi ha diverse patologie preesistenti, perché i sintomi respiratori con cui si presenta, in genere febbre, tosse, dispnea, possono in alcuni casi evolvere in polmonite.

 

Quante sperimentazioni sono in atto in Italia e in giro per il mondo? Chi è più avanti?

Al momento ci sono decine di sperimentazioni in atto a livello globale, per valutare l’efficacia di farmaci che puntano a combattere sia la replicazione virale, sia a ridurre gli effetti collaterali. In Italia attualmente sono tre i farmaci testati in vari studi, due che utilizzano farmaci antivirali Lopinavir-Ritonavir e Remdesivir, ed uno che utilizza un anticorpo monoclonale, il Tocilizumab (usato anche contro l’artrite reumatoide, ndr.). All’AIFA, l’agenzia del farmaco italiana, sta per iniziare  un programma di sperimentazione clinica del farmaco giapponese Avigan  o Favipiravir, per valutarne efficacia e sicurezza. Ovviamente i cinesi, che per primi hanno subito questa enorme pandemia, oltre che per il numero di persone colpite, sono la popolazione con più trial clinici in corso.

 

Professore, per la cura che lei sta sperimentando si può parlare di  immunoterapia? Ho sentito parlare di ‘Chimeric Antigen Receptor’ (che utilizza come cura i linfociti T del paziente, ndr.) e lo associo al mondo dell’ematologia, è corretto?

La nostra sperimentazione si basa sull’utilizzo di un anticorpo monoclonale IgG1 diretto contro il recettore dell’IL-6, grazie al Tocilizumab. Questo farmaco è utilizzato, secondo linee guida, nel trattamento degli effetti collaterali da CAR-T therapy, utilizzate nel trattamento di alcuni tumori ematologici, e di alcuni anticorpi bispecifici.

 

Che risultati state ottenendo per ora?

In questo momento il nostro è un “cauto ottimismo”. Saranno però i dati finali della sperimentazione in corso che ci permetteranno di capire meglio la reale efficacia del trattamento.

 

Senza dare false speranze, in quanto si potrebbe avere un vaccino?

Purtroppo non essendo un virus già conosciuto, i tempi per lo sviluppo di un vaccino realmente efficace non sono così brevi come si potrebbe sperare. Sono in corso molti studi sia in fase preclinica che in fase clinica, ma credo che dovremmo attendere diversi mesi per avere i primi risultati.

 

E’ plausibile pensare che se ci fossero già dei casi non censiti prima dello scoppio dell’emergenza? È possibile secondo lei che sia stato sottovalutato?

Certo, ma non penso si tratti di aver sottovalutato la situazione. L’infezione da SARS-CoV2 non si manifesta in tutti con le stesse modalità, pertanto possono esserci state molte persone del tutto asintomatiche o che hanno presentato solo i sintomi di una comune influenza (come tosse, febbre), rallentando in tal modo la diagnosi e impedendo di mettere in atto in tempo le dovute precauzioni.

 

Le misure adottate dal governo e dalle regioni sono sufficienti? A che punto siamo?

Ad oggi ancora non è possibile trarre delle valutazioni sulle misure restrittive, ma senza dubbio necessarie, adottate dal governo e dalle regioni. Bisogna aspettare ancora qualche giorno per sperare di vedere i primi risultati.

 

Come sarà il dopo covid-19? Qualcuno parla di quarantene alternate o di un utilizzo delle precauzioni personali per un lungo tempo, è vero?

Bisogna essere sicuri che il virus non circoli più tra la popolazione per poter iniziare ad abbassare la guardia. Basterebbero pochissimi casi per far riscoppiare la pandemia, per questo è di importanza primaria lavorare alla scoperta di un vaccino.

 

Ci dia qualche notizia in più sull’Avigan, il farmaco giapponese di cui è iniziata la sperimentazione in questi giorni

L’Avigan o Favipiravir è un farmaco utilizzato in Giappone dal 2014 per il trattamento dell’influenza stagionale. L’AIFA sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia da SARS-CoV2. Tuttavia al momento non esistono prove scientifiche cliniche che dimostrino la sua efficacia e sicurezza in questi pazienti. I dati ad oggi disponibili si riferiscono solo a dati preliminari di un piccolo studio non randomizzato (ossia che non prevede un gruppo di pazienti di ‘controllo’, che permetta di ridurre eventuali errori e distorsioni, ndr.).

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Alessandro Sannini è stato da giovanissimo consulente una delle prime società di e-business e e-commerce a Bologna. Dopo qualche anno di attività nel campo legale, da più di dieci anni si occupa di finanza verso le PMI dal 2013 con le prime emissioni di minibond in Italia e altre operazioni straordinarie. E' stato consulente di una grande istituzione italiana come advisor per la space economy . Blogger e opinionista per diverse testate italiane e tv.

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