Un incendio è divampato nella notte, poco prima delle 5.30, al Palazzo di Giustizia di Milano. Solo dopo alcune ore di lavoro, il rogo è stato spento. Le aree più danneggiare sono la cancelleria centrale dell’ufficio dei Giudici per le Indagini Preliminari, dove si trovavano 25 postazioni lavorative, e il Punto Informativo, che è l’area di contatto tra il personale e il pubblico. Tutto il piano è stato dichiarato inagibile e nelle prossime ore le parti non interessate dalle fiamme dovranno essere ripulite dalla fuligine da una ditta specializzata, prima di poter riaprire. Tra queste, anche il corridoio del Tribunale di Sorveglianza, in questi giorni sovraccarico  di lavoro per le molte pratiche relative all’emergenza coronavirus nelle carceri lombarde dopo il recente decreto legge in materia varato dal governo il 17 marzo.

“Con la cancelleria centrale è  bruciato il motore dell’intero ufficio. Sono andati distrutti tutti i fascicoli relativi agli atti in transito e quelli delle ultime sentenze”, spiega a EstremeCosneguenze.it il giudice Giudo Salvini (che nella sua carriera ha condotto molte inchieste importanti, tra cui quella su Piazza Fontana).Il suo ufficio è proprio al settimo piano del Tribunale e appena è stato possibile è andato  a verificare l’entità dei danni di persona. “Adesso dovremo ricostruire tutti i fascicoli – ha spiegato il gip Salvini – e sarà un lavoro enorme”. Gli uffici dei giudici non sono stati danneggiati, ma gli uffici amministrativi adesso dovranno traslocare altrove all’interno del Palazzo di Giustizia. Anche il sesto piano del Tribunale, dove ci sono il Tribunale civile e metà degli uffici della Direzione distrettuale antimafia , è inagibile ed è stato invaso dalle infiltrazione dell’acqua usata dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio al piano superiore.

A Palazzo di Giustizia questa mattina è stato un addetto alla sorveglianza ad accorgersi delle fiamme grazie alle telecamere interne, installate qualche anno fa su tutto il piano dopo una serie di tentativi di effrazione in alcuni uffici dei giudici per le indagini preliminari. L’allarme, invece, non sarebbe scattato. Immediato l’intervento di una decina di mezzi di vigili del fuoco e due ambulanze del 118, anche se il piano era deserto. Nessuno è rimasto ferito, anche perché il Tribunale era vuoto e l’attività del Palazzo di Giustizia in questi giorni è ridotta ai servizi essenziali a causa dell’epidemia di coronavirus. In mattinata hanno fatto un sopralluogo anche il presidente del Tribunale Roberto Bichi, il presidente dell’ufficio gip Aurelio Barazzetta, il pm Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo che oggi era di turno, insieme al procuratore Francesco Greco. e sempre in mattinata i vertici degli uffici giudiziari si sono riuniti per decidere il da farsi in collegamento con il Prefetto, Renato Saccone.

Quanto alle cause dell’incendio, non ci sono ancora certezze. “L’impianto elettrico di tutto il piano è molto vecchio  – racconta il gip Salvini – e risale al 1984, l’anno in cui è stato ampliato il Tribunale e da allora non era stato praticamente più migliorato. Un incendio si era verificato già una quindicina di anni fa nella stanza di un altro giudice che aveva dimenticato una stampante accesa”.  Non è escluso che anche questa volta sia partita una scintilla da un condizionatore o da un altro apparecchio elettrico. Di certo c’è che  si tratta di un vero “disastro” , prendendo a prestito le parole del pm Nobili. Una temporanea battuta d’arresto per le attività dell’ufficio Gip, in questi giorni cuore pulsante dell’attività penale, e del Tribunale di Sorveglianza. Solo indagini più approfondite potranno chiarire se tra le macerie ci siano eventualmente tracce di benzina o di un accelerante  e stabilire che cosa sia accaduto.

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Giornalista

Paolo Verri bolognese di nascita e da quasi 20 anni milanese di adozione. Si è trasferito in Lombardia con la scusa dell'università e lavora come giornalista per un'agenzia di stampa da una quindicina d'anni. Ha collaborato anche con agenzie internazionali e con diverse radio, tv e quotidiani come Il Giorno e le testate del gruppo QN e quelle del gruppo Messaggero. Si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e nera, ma da sempre ha la testa e il cuore in giro per il mondo.

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